Lecce, LIVE Di Francesco: "Il Torino ha reagito. Dobbiamo avere più convinzione e cattiveria sotto porta"
Fonte: Dall'inviata allo stadio Grande Torino Olimpico Elena Rossin
Il commento, in conferenza stampa, dell’allenatore del Lecce, Eusebio Di Francesco, sulla sconfitta con il Torino.
Ci fa un'analisi della gara?
"La nostra pecca, e sono un po' noioso a ripetermi ogni volta in conferenza, che dobbiamo cercare di migliorare immediatamente è che dobbiamo avere più determinazione, convinzione e cattiveria quando arriviamo sotto porta. A volte si può scegliere nel finale di mettere due attaccanti, ma Stulic oggi non era disponibile, è venuto in panchina e ha provato, ma non poteva giocare. Volevo riempire un po’ più l’area, ma anche questo non è stato possibile. Ci è mancato un po’ il guizzo finale o comunque non siamo riusciti a concretizzarlo. Mi sembra di sentire le interviste di qualche partita fa: faccio fatica ad analizzare la gara perché la squadra ha messo dentro tanto impegno, ma dobbiamo crescere in qualità nell’ultima scelta. E dobbiamo farlo immediatamente, non possiamo aspettare troppo. Devo far capire ai ragazzi che si deve cercare con maggior determinazione il gol e lo si può fare solo attraverso gli allenamenti e con una maggiore convinzione di ciò che si propone e si fa".
Si può allenare questa caratteristica? Il non riuscire a segnare non crea frustrazione nei giocatori?
"Sì e non solo nei giocatori, ma anche nell’allenatore. Il campionato è lungo e dobbiamo essere bravi a venirne fuori perché ci sono ancora delle possibilità, ma senza questo non si va da nessuna parte e non si può pensare di fare 38 gare con risultato di 0-0, è quasi impossibile e per questo dobbiamo tirare fuori qualche cosa in più lì davanti e non avere questo tipo di atteggiamento. E’ ovvio. La nostra forza è anche non prendere gol, oggi lo abbiamo preso in maniera ingenua. Il Toro potenzialmente ha una struttura di squadra che faceva strano vederli in questa situazione di classifica, specialmente per i giocatori che ha davanti, Zapata e Adams che sono veramente bravi nel far salire la squadra e nell’accompagnare come fanno. Noi abbiamo cercato un po’ di imitarli e nel secondo tempo in qualche ripartenza abbiamo rischiato un po’. Poi per il resto la squadra si è veramente comportata bene, peccato per quel poco che abbiamo concretizzato davanti".
E' opportuna qualche variante tattica in fase offensiva?
"Dire gli ultimi venti metri rispetto a una costruzione cambia. Sicuramente abbiamo fatto qualcosa di diverso in costruzione per cercare di avvicinare più uomini al nostro attaccante e l'abbiamo fatto anche abbastanza bene perché siamo arrivati tante volte nelle zone esterne intermedie a venti metri. Ed è poi lì che vanno fatti determinati attacchi e attaccare la porta con maggiore convinzione, distribuirsi meglio dentro l’area: ci sono tanti aspetti che vanno allenati e va al di là del sistema”.
Ma come vi potete mettere?
“Sono le caratteristiche dei giocatori che si possono cambiare più che il sistema di gioco perché se giochi con due attaccanti riempi di più l’area, però costruisci magari meno in certe situazioni nelle quali si dovrebbe lavorare meglio. Dipende da cosa vuoi fare e se si avrà la possibilità e si avranno le caratteristiche lo si farà, anche se questa squadra è stata costruita per giocare in maniera differente, però nella mia testa ho pensato a tante soluzioni e tante le ho cambiato diverse volte il modo di attaccare. Negli ultimi 20 metri è anche un discorso di maggiore qualità dei singoli che diventa determinante e nell’occupazione di determinati spazi si deve migliorare e lo stiamo facendo e continueremo fino a quando non ci riusciremo. Bisogna essere resilienti. Non sono sconfortato, ma rammarico perché vedo che mettono ardore e animo, ci mettiamo dentro davvero tante cose positive, ma ci manca quel pizzico di qualità in più per fare il salto".
Quanto tempo servirà a Cheddira per integrarsi nella squadra?
"E' arrivato da poco e ha avuto l’opportunità di giocare e di entrare. Ha determinate caratteristiche ed è più bravo ad attaccare lo spazio che venire a legare il gioco, ma deve essere bravo anche in questo e quindi deve migliorare. Deve alzare la condizione fisica. Davanti abbiamo bisogno di tanti giocatori che interpretino al meglio il ruolo ed è per questo che cercheremo di metterlo nelle migliori condizioni di esprimersi. E’ normale che oggi abbia ancora poca conoscenza non tanto mia, l’ho già allenato e conosce ciò che voglio dagli attaccanti, ma dei compagni. Mi auguro che questa conoscenza arrivi quanto prima".
Anche il Torino ha faticato a segnare ed è riuscito a segnare un solo gol, anche perché gli avete chiuso gli spazi, e vi ha lasciato in partita fino alla fine. Si aspettava magari un Torino più cattivo sotto porta?
"Mi aspettavo un Torino cattivo e arrabbiato, e l’ho visto. Hanno reagito alla partita precedente che avevano fatto (sconfitta con Como per 6 a 0, ndr). Poi bisogna vivere il contesto e capire dove si è, a volte si può essere dall’altra parte e venire da una cocente sconfitta e bene o male sai cosa possono cercare di dare i giocatori e l’allenatore, ma io vorrei essere dalla parte del Torino in questo momento visto che lei si lamenta che ha fatto solo un gol. Sarei stato contento di essere dall’altra parte perché già l’averlo fatto visto che noi non ne facciamo da un po’ di tempo e voi avete un bel parco attaccanti fra quelli in campo e fuori e non mi lamenterei più di tanto di quello che fanno, magari sono i gol che ne avete presi tanti, ma oggi c’è stata una risposta in tal senso".
Quanto aiuta la compattezza con i tifosi?
"No, quanto dispiace personalmente non dare soddisfazioni più importanti a questi tifosi meravigliosi. Perché ogni volta che giochiamo in trasferta, e qui siamo al nord, riempiono il settore ospiti ed è quasi sempre sold out. Per cui li ringrazio di cuore del loro sostegno e ne abbiamo bisogno ancora perché non è finita. Questo bisogna capirlo perché è troppo facile stare vicini a un figliolo quando le cose vanno bene, ma in questo momento noi siamo malaticci e quindi dobbiamo essere sostenuti in modo ancora più fortemente. Cosa possiamo dirgli se non ringraziarli personalmente e anche i ragazzi lo dicono sempre che sono meravigliosi e ci auguriamo quanto prima di dare loro maggiori soddisfazioni dal punto di vista dei risultati perché penso che per l’impegno alla squadra non si può dire nulla".