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Torino, Di Michele che brutto rebus

di Marina Beccuti

E' chiaro che Di Michele al Torino sta come il parmigiano sul pesce. Si sposa male. Martedì molti tifosi si sono presentati alla Sisport più per contestare il giocatore che applaudire il resto della squadra. Gli hanno anche dedicato uno striscione: "Col Toro non si gioca", che ha due traduzioni: una che non dovrà più indossare la maglia granata, mentre la seconda è per così dire a doppio senso, perchè i tifosi granata sono ancora convinti che si sia venduto qualche partita del Torino l'anno scorso, come quella in casa contro il Crotone (dove allenava Lerda), una sconfitta che costò il breve esonero di Colantuono. Voci, solo voci, anche perchè la Federazione alla fine non ha aperto nessuna inchiesta, ma essendo Di Michele già recidivo nel periodo dell'Udinese, è chiaro che i dubbi tormentano sempre. Però senza prove concrete è brutto accusare.

Che fare con Di Michele and company, tra cui il più contestato, insieme all'attaccante romano, è Colombo, mentre gli altri sono lasciati in pace? Petrachi martedì era in difficoltà, anche perchè lui s'è trovato tra le mani la patata bollente senza avere colpe perchè i disastri li hanno compiuti quelli che c'erano prima di lui, che possiamo anche identificare con l'accoppiata Lupo/Antonelli, coloro che hanno comprato Di Michele (e altri), pensando di allestire una squadra di grossi nomi, mentre ci volevano uomini veri, la filosofia che sta portando avanti con successo Petrachi. Antonelli, che faceva il procuratore prima di diventare dg granata, era proprio l'agente dell'attaccante romano.

Però il ds granata saprà risolvere anche questa problematica, soprattutto per non creare danni all'ambiente. Di Michele e Colombo non possono allenarsi visivamente, altrimenti si dovrebbe arrivare alla chiusura dei cancelli della Sisport, ma questo non succederà mai, se non in occasioni particolari. Se però i cosiddetti epurati non si allenano rischiano di andare fuori forma ed essere dimenticati, restando così sul libro paga di Cairo ancora un anno, fino alla scadenza di questi contratti assurdi che il presidente granata, memore di quanto successo, non farà più, a meno che non abbia la certezza, come Bianchi, di mettersi in casa gente che non crei problemi.


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