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Torino, Gaucci ci prova e Cairo?

di Marina Beccuti

Le indiscrezioni ormai filtrano sul futuro societario del Torino. La proposta di Gaucci, dicono i bene informati, potrebbe essere già sul tavolo dell'avvocato Gianni Trombetta, colui che risolse la trattativa tra Cairo, i Lodisti e Giovannone. Proprio Trombetta potrebbe essere lo stratega della situazione, infatti è stato il direttore generale del Perugia di Gaucci, un altro indizio dopo Colantuono e Petrachi. Sotto mira ci sono i conti di Cairo, che non sarebbero floridi per cui il presidente questa volta potrebbe capitolare. Tuttavia non è detto che Cairo venda, tanto meno a Gaucci. Se i tifosi facessero sentire al presidente la loro fiducia Cairo non rinuncerà mai al Torino, non adesso. L'ex presidente del Perugia non è troppo gradito, nonostante sia uno che di calcio se ne intende. Sull'imprenditore romano pende un fallimento con tanto di fuga a Santo Domingo, per evitare di essere perseguito dalla giustizia. Il suo non è proprio un grande biglietto da visita per i tifosi granata, cui la "questione morale" rimane sempre un elemento fondamentale.

Cairo convince di più rispetto a certi personaggi. Se ha bisogno d'aiuto lo dica chiaramente, la tifoseria capirà e magari torna al suo fianco. Quello che un po' mette in apprensione è il suo silenzio, lui che in questi anni di presidenza granata ha sempre parlato. Si dice che alla fine si sia deciso a cambiare il numero di cellulare, come aveva annunciato alla presentazione di Colantuono a luglio. Intanto le voci si rincorrono e pare che presto potrebbe arrivare a Cairo un'altra proposta di acquisto, che al momento rimane top secret. Tutto è a divenire, comunque vada queste voci non devono scalfire la tranquillità ritrovata della squadra, che deve tentare la scalata alla A fino all'ultimo. E poi, insomma, la tifoseria non può scaricare Cairo in questo modo, con una contestazione ad oltranza. Il presidente ha sbagliato in questi anni, ma è spesso tornato sui suoi passi. Non si compia l'ennesimo errore, come successe con Sergio Rossi. Il dopo Cairo potrebbe essere peggio, molto peggio.


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