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Un caivanese a Torino. La (definitiva) fine della favola di Danilo D'Ambrosio

di Matteo Maero

Dopo la prestazione contro il Bologna in casa dell'11 novembre 2012, era chiaro che il Torino avesse trovato un nuovo condottiero. Un giovane ragazzo di Caivano, dai capelli cerati e dalla grande grinta, ha ben presto catturato non solo l'attenzione, ma anche il cuore dei tifosi, che vedevano in lui, già da tre anni al Torino, un "Capitan Futuro". Stiamo parlando di Danilo D'Ambrosio.

Sgroppate sulla fascia, contrasti precisi e grande volontà hanno permesso al numero 3 granata di diventare la rivelazione di una stagione difficile ma non negativa. insomma, D'Ambrosio era sicuramente uno di quei punti da cui ripartire per cercare lo slancio necessario a raggiungere l'obiettivo nel 2014. Era e non lo sarà più.

Già il 26 maggio 2013 il suo agente fece intendere la volontà del giocatore con poche ma perentorie parole: "Danilo vuole cambiare aria dopo diversi anni in maglia granata". Sebbene l'addio di D'Ambrosio fosse nell'aria (smentite permettendo), questa news non potè che ferire una tifoseria che sperava di aver trovato un degno erede della stirpe degli "ottimati" del granatismo.

Circa tre settimane dopo, sempre per voce dell'agente, Danilo volta definivamente le spalle al Toro. "Abbiamo comunicato alla società la volontà di lasciare. - Ha affermato Vincenzo Pisacane -  Adesso il giocatore è in vacanza e valuteremo la situazione più avanti". Le motivazioni non furono rese pubbliche, quasi come a lasciare ai tifosi un'ardua, anzi, arduissima sentenza. Infatti, per i tanti che credevano in un Danilo capitano e protagonista di una favola granata, questa fu l'ennesima ferita.

Tuttavia, in estate le pretendenti sembrano non arrivare: c'era la Samp, ma niente di più. Così, piuttosto che andare in un club equivalente, D'Ambrosio ha preferito rimanere in granata, senza però rinnovare. Poi, ricomincia la stagione e con essa le prestazioni positive: il numero 3 diventa fondamentale, segna, corre e convince una volta per tutte. Anche i Top Club, che adesso lo corteggiano. In lui, la vena di appartenenza che lo aveva contraddistinto fino a qualche tempo fa (si ricordi quando dissi "Il Toro è la mia nazionale") sembra aver lasciato il posto alla smania di andarsene, il prima possibile. La squadra che gli da questa possibilità è l'Inter, compagine illustre ma attualmente decisamente disastrata. Il Torino ci prova, un nuovo contratto viene offerto, ma il rifiuto è incredibilmente netto: dopo 4 anni di Toro, ci si sarebbe aspettati un po' più di riconoscenza. Ventura lo mette fuori squadra, Cairo e Petrachi lavorano alacremente per ottenere il massimo dalla trattativa e ce la fanni. In fondo, per un giocatore che si poteva perdere a zero, 1 milione e tre quarti più due giocatori vanno più che bene.

Così, termina la favola granata di Danilo D'Ambrosio. Iniziata nel 2010 insieme a D'Aiello, terminata nel 2014 nel peggiore dei modi. In mezzo, c'è stata una crescita incredibile, numerose soddisfazioni e dichiarazioni che adesso suonano come una beffa. Sarebbe potuto essere una vera bandiera, rimarrà un ricordo spiacevole per chiunque creda nel Cuore Granata e in quel senso di appartenenza che esso emana.


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