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ESCLUSIVA TG – Gandolfo: “Gioisco per questo Toro. Bene Iturbe se sarà quello di Verona. Carlão? Un’incognita”

di Elena Rossin
Fonte: Elena Rossin

Beppe Gandolfo è stato intervistato in esclusiva per TorinoGranata.it. Gandolfo è giornalista del Tg 5 e tifoso del Toro. Con lui abbiamo parlato del calciomercato della squadra granata e della partita di oggi pomeriggio con il Sassuolo.

Il Torino chiude il girone d’andata con il record di punti da quando se ne assegnano tre per la vittoria, ma ha anche preso parecchi gol, ben ventisette in diciotto gare. A rinforzare la rosa è arrivato Iturbe e fra poco sarà ufficializzato Carlão. Come giudica la prima parte della stagione e che prospettive potranno esserci?

“Il bilancio è assolutamente positivo per il record di punti conquistati, poi, i tifosi del Toro sono sempre “borbottoni” e non siamo mai contenti e guardiamo alle cose che non vanno. Visto il record di punti perché non gioire e godere di questo? Oltre ai punti devo dire che a sprazzi, non sempre, si è visto un bel gioco, quindi, rispetto agli anni passati penso che oggi si possa essere soddisfatti ed io lo sono. Abbiamo visto una squadra giocare sempre all’attacco e per vincere ed è quello che, a mio giudizio, il tifoso del Toro, vuole: undici ragazzi che buttano il cuore oltre l’ostacolo e che danno fino all’ultima goccia d’energia per vincere la partita. Poi ci sta anche pareggiare e perdere, ma non posso non ricordare che nella prima parte della stagione almeno con la Roma e la Fiorentina si sono viste davvero due prestazioni che mi hanno illuminato gli occhi e fatto gioire il cuore proprio perché ho rivisto un Toro che negli ultimi anni, o almeno nel campionato scorso, non si vedeva più. Come sempre ci sono delle cose da correggere e certamente la difesa è il reparto sul quale mi auguro s’intervenga al più presto perché, secondo me è lì che va messo qualche puntello proprio per l’elevato numero di gol subiti e non solo e l’imminente arrivo di Carlão non credo che basti. Al d là dei gol presi la difesa dà un senso d’insicurezza ogni volta che la squadra avversaria avanza e soprattutto sui calci piazzati non è possibile aver preso tanto gol così. Però, ripeto, quest’aspetto, che va messo a posto al più presto possibile, non deve oscurare la grande gioia per il girone d’andata che è stato fatto perché è davvero superiore a qualsiasi aspettativa. Per quel che riguarda il brasiliano dell’Apoel Nicosia è una grande incognita, di lui non sappiamo nulla e possiamo solo sperare che sia l’uomo che serve a Mihajlovic. L’arrivo di Iturbe deve essere salutato con ottimismo e bisogna avere la speranza che torni a essere il giocatore che si era visto nel Verona”.                 

Mihajlovic si aspetta giocatori che siano pronti subito e in difesa l’identikit era: alto, muscoloso, veloce, buon colpitore di testa e che sapesse far ripartire l’azione. Meglio quindi un calciatore più esperto come Silvestre o giovane e di prospettiva come Goldaniga?

“Io non ho ancora capito esattamente cosa desideri Mihajlovic e se sia così interessato e preoccupato per la difesa. Il Torino si è mosso in fretta per prendere Iturbe, ma non ha fatto altrettanto per altri giocatori. Non ho capito perché se servivano degli uomini d’esperienza sia stato mandato via Bovo e non ho ancora capito perché quest’estate è stato preso e in campionato non ha giocato neppure un secondo Ajeti, che l’anno scorso aveva disputato tutto il campionato con il Frosinone. Metto un punto interrogativo sul reparto difensivo nel suo complesso: quante volte è cambiato l’assetto della retroguardia granata e forse non si sono giocate due partite con la stessa formazione. Ho la sensazione, con tutto il rispetto, che stia un po’ giocando alla Zeman: l’importante è fare un gol in più, l’importante è puntare all’attacco e poi staremo a vedere quello che succede dietro. E’ vero che può essere molto bello per il divertimento e lo spettacolo, però, a volte riuscire a prendere un gol in meno ci avrebbe consentito di uscire da certe partite magari con una vittoria o con qualche punticino in più. Mi sembra che l’attenzione, anche maniacale, che ha Mihajlovic per la manovra d’attacco, per il pressing, per i raddoppi e per togliere il fiato agli avversari non sia così altrettanto maniacale quando si tratta della difesa. Non è un caso che quando era alla Sampdoria la squadra prendeva tanti gol su calci piazzati e lo stesso è successo quando era al Milan, forse per sua indole pensa molto di più ad attaccare e a cercare di far fare alla squadra un gol in più di quelli che subisce”.

Questo però potrebbe diventare un problema quando si ha come obiettivo stagionale conquistare un posto utile per disputare l’Europa League.

“Eh sì, però si tratta di fare delle scelte anche da parte di noi tifosi. Tutti dicono che qualche altro allenatore, di cui non faccio il nome, a metà della ripresa del derby avrebbe inserito un difensore o un centrocampista in più. Si sarebbe perso ugualmente? Probabilmente sì. Non si sarebbe perso? Vallo a sapere, non si sa. A me, invece, è piaciuto che si sia tentato, e non solo nel derby, di vincere la partita e che Mihajlovic abbia mandato in campo un attaccante in più puntando proprio a vincere. Poi è vero che sono uscito dallo stadio con la rabbia dentro per aver perso il derby, però, a me piace di più una squadra che punta a vincere tutte le partite e cerca di imporre il proprio gioco piuttosto che una che cerca di pareggiare o di bloccare soltanto il gioco della squadra avversaria”.

Anche a centrocampo serviranno innesti di un certo spessore per avere delle valide alternative a Benassi e Baselli?

“Assolutamente sì, il discorso è legato a quello che dicevamo prima: forse tante cose che succedono in difesa e i tanti gol che si subiscono sono dovuti alla mancanza di un filtro sufficientemente forte a centrocampo. Al di là di Carlão e di eventuali altri difensori che potrebbero essere presi mi auguro che arrivino anche dei rinforzi a centrocampo, non saprei dire dei nomi perché quelli che si leggono sui giornali non si sa mai bene se sono i veri obiettivi o se sono mosse dilatorie o propagande fatte dai procuratori. Per questo non so se Donsah o Poli oppure altri arriveranno. Certamente mi piacerebbe che il Torino proseguisse la linea già intrapresa con Baselli, Belotti, ossia quella dei giovani che in prospettiva possono crescere e diventare dei forti centrocampisti”.

Oggi pomeriggio ci sarà la gara con il Sassuolo che, forse, per l’impegno in Europa League ha avuto un girone d’andata molto altalenante. Per il Torino sarà una partita strategica per la classifica?

“Ormai credo che tutte le partite saranno assolutamente strategiche se, come ha detto il presidente, già quest’anno si vuole arrivare in Europa. I numeri sono ristretti, l’Inter è in crescita, il Milan sta andando forte, non so l’Atalanta quanto manterrà il ritmo che finora ha avuto. Fatta esclusione per le prime tre, Juventus, Roma e Napoli, le altre se la giocano, più o meno, tutte alla pari. Il Toro deve inserirsi in quel gruppo di primi inseguitori e non perdere l’occasione. Il Sassuolo senz’altro è una di queste partite, ma lo sarà anche la successiva con il Milan e poi quella con il Bologna. A questo punto non ci si può più permettere di dire “tiriamo il fiato per qualche giornata” perché se si perdono due partite consecutive, com’è successo, e ci sta a perdere con Juventus e Napoli, e immediatamente si è passati dal sesto-settimo posto all’ottavo-nono-decimo. Non si può perdere nessuno dei treni che passano, con questo non dico che non si perderà nessuna partita nel girone di ritorno, ma non si può affrontare le gare con un piglio di leggerezza o di disinvoltura perché, facendo paragoni con una corsa ciclistica, se in tre sono in fuga là davanti e noi siamo nel gruppo degli inseguitori non ci metti niente a essere staccato anche dal gruppo degli inseguitori”.


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