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ESCLUSIVA TG – P. Sala: “Al Torino manca un’altra punta, un’alternativa a Belotti”

di Elena Rossin
Fonte: Elena Rossin

Patrizio Sala è stato intervistato in esclusiva per TorinoGranata.it. Sala ha indossato la maglia del Torino dal 1975 al 1981 e quella della Fiorentina dal 1982 al 1984 e attualmente è un allenatore dei ragazzi del 2004 del Torino Club e della scuola calcio Marco Parolo vicino a Varese. Con lui abbiamo parlato delle difficoltà che il Torino sta attraversando in questo periodo.

Dopo l’arrivo di Mazzarri sembrava che la situazione fosse migliorata, invece, le sconfitte con Juventus, Verona e Roma hanno riportato a galla gli stessi problemi di prima. Lei che idea si è fatto delle difficoltà dei granata?

“In campionato il Torino era partito con tanti esterni offensivi, ma una sola punta di ruolo Belotti e quindi in un momento di difficoltà, anche quando si esprime un calcio accettabile come nel primo tempo con la Roma, si può essere pericolosi, però, non si hanno mai giocatori che trasformano in gol le azioni d'attacco. In estate a lungo era stato trattato Zapata e quello era il giocatore che doveva prendere il Torino. Non si può pensare che Belotti, che si è infortunato due volte, possa risolvere da solo tutti i problemi. C'è stata l'involuzione della squadra e si è sperato che con il cambio dell'allenatore qualche cosa si potesse modificare, però, nonostante qualche buona prestazione la situazione non è cambiata. I risultati sono linfa vitale per l'autostima e la convinzione. Torino deve essere modestamente soddisfatto, anche no se non è giusto dirlo quando si perdono tre partite di fila, di alcune parziali prestazioni perché, ad esempio, la Roma si sta giocando l'accesso alla Champions League della prossima stagione ed è ai quarti in questa, mentre il Torino aveva come obiettivo l'Europa League, quindi, si tratta di obiettivi su gradini differenti e anche i valori delle due squadre sono diversi. Nel derby, che è una partita particolare, se non si ha il coraggio e la voglia di rischiare di subire anche due o tre gol non si riesce a segnare neppure una rete alla Juventus, cosa che vale per tutte le squadre per l'amor del cielo".

Mancanza di personalità e forse una squadra non del tutto formata in modo equilibrato nei vari reparti e per i sostituti e così come sempre a inizio stagione tutti dicevano che sarebbe stata la volta buona per rivedere il Torino in Europa e poi a fine inverno gli obiettivi sono già sfumati e divampano le polemiche e nessuno di fatto se ne assume la responsabilità. Si cambia per non cambiare mai niente?

"Sono d'accordo. L'unico stimolo che può avere ancora questa squadra è quello di far giocare i giovani, se ne avrà il coraggio. Mancano undici partite alla fine del campionato e strada facendo l'obiettivo iniziale che era Europa League è cambiato e bisogna prendere atto che non sempre i cambiamenti portano ai risultati sperati. Mazzarri è diverso da Mihajlovic per mentalità e per modo di approcciarsi e di conseguenza non si tratta di cambiare solo dal punto di vista tecnico, ma anche sul piano delle motivazioni degli approcci verbali nei confronti del gruppo. Non voglio star qui a fare il filosofo, ma al Toro manca una punta, neppure tanto perché Belotti fa meno gol dell'anno scorso bensì perché non c'è un'altra punta oltre a Belotti e poi chi mette Belotti nella condizione di segnare? La squadra di per sé non è brutta e si difende meglio di prima e N'Koulou è un grane difensore, però, manca sempre qualcosa. Il Torino non deve porsi degli obiettivi a inizio stagione, secondo me, ma far proprio l'obiettivo che viene. Se, invece, si pone un obiettivo all'allenatore che poi viene anche reso pubblico se poi non lo si raggiunge il tifoso rimane deluso. Il Toro non è ancora nelle condizioni di poter sbandierare i propri obiettivi e quando è riuscito ad andare in Europa League lo ha fatto solo perché il Parma non vi era stato ammesso e non per meriti propri poiché era arrivato in classifica davanti agli emiliani e mi sembra che in quella stagione non si fosse detto che l'obiettivo era andare in Europa League. Se non fossero accadute le vicissitudini del Parma quanti anni era che il Torino non andava in Europa? A parte l'Intertoto nel 2002 era dal 1994, quindi, di cosa stiamo parlando? Quando una squadra vince il campionato di un punto è perché è più forte e sono tutte frottole la fortuna o la sfortuna. Il tifoso non è stupido, ma si deve rendere conto che c'è poco e di conseguenza deve accontentarsi di quello che ha. Il Milan fino a poco tempo fa era in una situazione forse peggiore di quella del Torino poi il cambiamento di allenatore è servito perché è arrivato Gattuso che ha un temperamento forte ed è una persona di carattere, ma la nuova linfa data appunto del cambiamento di allenatore ha anche altri fattori e basta pensare alla campagna acquisti fatta dal Milan in estate e dall'"esplosione" di alcuni giovani. Come dicevo, i cambiamenti possono dare risultati oppure no, Montella era stato mandato via dal Milan e al Siviglia ha appena eliminato il Manchester United di Mourinho dalla Champions League. Non sono convinto del tutto dei cambiamenti e quando si fa una scelta la si deve portare avanti fino alla fine e nel caso del Torino, anche se mi auguro che vado in Europa League, non ci andrà e allora tanto valeva non cambiare allenatore".

Il tifoso del Toro non si capacita che la società abbia i conti in ordine e che la squadra sia discreta o anche più che discreta tenendo conto che ha Belotti, Ljajic, Rincon, Sirigu, N'Koulou, Ansaldi, Baselli, Falque, Burdisso, Niang e poi non riesce a fare qualche cosina in più.

"Ma gli è venuto meno un giocatore importante come Belotti, l'anno scorso lui tutte le volte che toccava la palla faceva gol. Non voglio sembrare quello che la sa più lunga, ma Belotti in questa stagione ha realizzato cinque gol in campionato e tre in Coppa Italia e l'anno scorso a questo punto della stagione quanti ne aveva già fatti? La differenza sta in questo, se avesse realizzato lo stesso numero di reti in questo momento il Torino sarebbe in piena corsa per l'Europa League. Attenzione però, non era scontato che i gol li dovesse fare solo Belotti, non dico che il Torino doveva prendere una punta che mettesse in discussione Belotti, ma un'alternativa valida sì. La differenza nel calcio la fa chi come la Juventus prende uno che è costato novanta milioni come Higuain o uno come Dybala, o come Bernardeschi o Douglas Costa perché sono giocatori abili nel saltare l'uomo e tecnicamente. Nel Toro invece c'è Ljajic che fa una partita buona ogni dieci o Niang che ha iniziato un pochino a ingranare dopo sei mesi, sono giocatori inaffidabili. Iago Falque è un giocatore di rendimento e Belotti ha avuto problemi. Quando si fa un investimento immobiliare o in borsa lo si fa affidandosi a persone competenti in modo da ottenere che l'investimento renda e se si prendono i Ljajic i i Niang lo si fa perché rendano e li si paga per questo, non dico sempre da dieci, ma neppure da cinque diciamo da sette. I buoni calciatori sono quelli che rendono per le caratteristiche che hanno e non si possono aspettare mesi e mesi giocatori prima di vedere che facciano qualche cosa di buono, Niang non è stato preso a gennaio, ma a fine mercato estivo e quanti mesi sono passati e adesso poverino si è anche rotto il naso e ha qualche acciacco e di questo mi dispiace. Bisogna avere la fortuna che nessuno si faccia male e che non ci siano squalifiche, però, bisogna stare attenti anche a chi si va a prendere. Nel Milan non tutti gli acquisti estivi hanno reso subito e per quanto ci si aspettasse, ma ci ha pensato il ragazzino della Primavera Cutrone a fare la differenza. Ci sono annate e annate, ma bisogna pararsi la schiena. Belotti benissimo e tutta la vita, ma poi se capita l'infortunio, la squalifica o la delusione per la mancata partecipazione al Mondiale chi c'è come altra punta? Niang che non è una prima punta, magari la potrà fare, ma non lo è oppure il ragazzino della Roma Sadiq che si è visto che non era ancora all'altezza per sostituire Belotti. Se si vuole puntare all'Europa League si deve costruire un reparto fondamentale nel gioco del calcio com'è l'attacco con una punta che possa sostituire l'altra, magari non dello stesso livello ma che si avvicini. L'investimento forte lo si deve fare lì, si può avere un centrocampo solido e con una discreta qualità e una buona difesa, ma se poi manca l'attacco ...".

La prossima avversaria del Torino farà la Fiorentina che ha vinto con il Benevento, ma che sicuramente è ancora scossa per la morte di Astori. Una partita difficile per entrambe le squadre, come se la immagina?

"La Fiorentina ha dei ricambi e aveva preso tra gli altri Théréau in estate e Falcinelli a gennaio. Théréau non è una prima punta, ma è un giocatore che vede la porta. Il Torino non ha un giocatore come Théréau, che non sta giocando neppure tanto ultimamente, non sto dicendo che Théréau fosse il giocatore che doveva essere preso dal Toro, ma non ci sono alternative a Belotti. E' questo quello che manca. In estate si parlava di Zapata e poi si dice che Mihajlovic abbia preferito Niang, magari l'ex allenatore ha avuto delle responsabilità, ma quando una squadra ha fatto trentasei gol e ne ha subiti trentacinque in Europa non ci va perché la differenza deve essere superiore e decisamente a favore dei gol realizzati. Nell'arco della stagione si sono viste anche delle buone partite, per l'amor del cielo, però, più di una volta in fase offensiva si è arrivati dalle parti dell'area avversaria ma è sempre mancato qualche cosa per segnare. Il campionato del Toro è in funzione di un unico giocatore Belotti, che è venuto meno, ma è mancato anche il suo sostituto perché non c'è mai stato. Al Torino non è facile fare gol, anche perché con Sirigu, N'Koulou, Ansaldi e Burdisso la difesa era stata sistemata e il centrocampo tutto sommato è discreto, ma, non mi stanco di ripeterlo, manca una punta in attacco. Pavoletti a fine estate è stato preso dal Cagliari e coni sardi ha segnato sette gol, ma il Torino non poteva prenderlo? Niang costerà quindici milioni e per Pavoletti al Napoli ne andranno dieci. Anche al Napoli in attacco è mancato un ricambio con l'infortunio di Milik e le cessioni di Zapata e Pavoletti, ma è secondo in classifica e non gli si può dire nulla".

Diceva prima che il Torino adesso deve puntare sui giovani.

"Certo perché gli obiettivi della stagione sono cambiati e lo dicono gli undici punti di distacco dal Milan e gli otto dalla Sampdoria, nel calcio tutto può succedere, per l'amor del cielo. Gli obiettivi cambiano in funzione della classifica e, come dicevo prima, il Torino non si deve porre obiettivi, ma li deve creare strada facendo e l'Atalanta e la Sampdoria ne sono l'esempio. La Samdopria in attacco ha due punte Quagliarella e Zapata e noi solo una Belotti, che per sfortuna si è anche fatto male due volte. Il Milan ne ha due, comprate a suon di denari, e in più ha Cutrone. Se Mihajlovic voleva Niang il direttore sportivo Petrachi gli doveva dire che c'erano già quattro eterni e ne possono giocare due e di conseguenza doveva prendere una punta, a meno che ci fossero degli accordi scritti, ma questo accade di solito in Inghilterra e non in Italia. Adesso è facile parlare per me e per chiunque altro, ma al momento opportuno bisognava agire diversamente, magari bastava tenere Maxi Lopez che sarà stato in più occasioni fuori forma, ma almeno era una punta di ruolo. E' possibile che il Torino non abbia nemmeno preso una punta dalla serie B che aveva segnato con continuità nell'annata precedente? Non credo che sarebbe costata più di dieci. Il Torino non aveva le coppe internazionali e solo il campionato e la Coppa Italia, quindi, ventidue giocatori sarebbero anche bastati, ma ci voleva un ricambio per ogni ruolo. Adesso ormai quello che è stato è stato e tanto vale dare spazio ai giovani che possono essere il futuro, ma devono avere l'opportunità di giocare".