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PAROLA DI DS D'Agnelli: "Ci vuole lucidità. D'Aversa? Tecnico pragmatico"

di Redazione TG

Ennesimo tracollo granata, D'Aversa può raddrizzare la stagione?

"In questo momento credo sia fondamentale mantenere lucidità. Parlare dell’ennesimo tracollo del Torino non significa alimentare allarmismi, ma prendere atto di una realtà che non può essere più sottovalutata. Quando una squadra fatica così tanto sul piano tecnico, mentale e identitario, è doveroso fermarsi e analizzare con serietà ciò che sta accadendo. Il nome di D’Aversa è comprensibile: è un allenatore pragmatico, capace di dare subito ordine e compattezza. In una fase come questa, avere un tecnico che sappia semplificare e restituire certezze può essere un vantaggio. Ma sarebbe riduttivo pensare che il problema si risolva esclusivamente con un cambio in panchina. Bisogna guardare anche oltre l’emergenza. Ci sono profili, per esempio come quello di Paolo Zanetti, un allenatore giovane che a me piace , che rappresentano un’idea di lavoro più ampia: costruzione, identità, crescita del gruppo. Non è ovviamente solo una questione di preferenze personali, ma di visione tecnica. Bisogna capire se l’obiettivo è solo invertire la rotta nell’immediato, e questo ovviamente sarebbe un bene o iniziare un percorso più strutturato, perché una cosa non esclude l'altra. Detto questo, la priorità oggi è riconoscere che la situazione è delicata. Minimizzare sarebbe un errore. Serve una riflessione profonda, una linea societaria chiara e la capacità di sostenerla con coerenza. Perché il Torino ha le risorse per uscire da questo momento, ma deve farlo con una strategia precisa, non con interventi episodici. L’allenatore può dare una scossa, certo. Ma la differenza la fa sempre la direzione tecnica complessiva. E questo è il punto su cui bisogna essere molto attenti".

La fragilità difensiva è l'aspetto più preoccupante in questo momento?

"Quando si analizza il momento del Torino, credo sia doveroso partire da un principio di responsabilità. I numeri sono chiari: tredici sconfitte e quarantasette gol subiti rappresentano un campanello d’allarme evidente. Parliamo della difesa più battuta del campionato, e questo non può essere considerato un dettaglio. Allo stesso tempo, però, sarebbe scorretto e poco professionale attribuire tutto il peso a un solo reparto. La fase difensiva è un processo collettivo: riguarda l’organizzazione tattica, le distanze tra i reparti, la gestione delle transizioni e la capacità di leggere i momenti della partita...quando una squadra concede così tanto, significa che l’intero sistema ha bisogno di essere riequilibrato. È un tema che va affrontato con lucidità, senza cercare scorciatoie. La situazione non è drammatica, ma certamente non va sottovalutata. I numeri impongono una riflessione seria e un’assunzione di responsabilità a tutti i livelli: tecnico, tattico, mentale e gestionale. È necessario intervenire con metodo, ricostruire compattezza e restituire alla squadra un’identità precisa sia nella fase di possesso e soprattutto in quella di non possesso. Il Torino come ho detto anche la scorsa settimana, ha le risorse per farlo, ma serve più cattiveria in campo, una linea chiara dalla direzione tecnica e la volontà di sostenerla da parte della società. Perché i problemi non si risolvono con slogan o semplificazioni: si risolvono con lavoro, con umiltà, coerenza e una visione condivisa. E questo, oggi, è il punto centrale".

"In conclusione comunque da esterno, la situazione del Toro è chiara e evidente: la squadra deve svoltare subito. Un paio di vittorie basterebbero a rimettere in moto la classifica e a dare un senso al finale di stagione, ma sarebbero solo un anestetico, non la cura.  Il problema non è tamponare il dolore, ma affrontarne l’origine. I Granata devono ritrovare identità, continuità e una struttura di gioco riconoscibile. Senza questi elementi ogni risultato resta episodico e non costruisce futuro. La squadra ha qualità, ma serve una direzione chiara e una gestione più solida. Solo così le vittorie non saranno un palliativo, ma l’inizio di una vera ripartenza"


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