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PAROLA DI DS D'Agnelli: "Contestazione? È amore ferito"

di Redazione TG

Il Toro va ancora ko, Rino cosa non sta funzionando nel Toro di Baroni?

"Il problema del Torino non è Baroni: è un sistema che da anni non riesce a costruire continuità tecnica. Ogni stagione si riparte da zero, con idee nuove, ma senza una vera programmazione. E quando non c’è una linea societaria chiara, l’allenatore diventa il parafulmine perfetto. Il Toro oggi è una squadra che non ha identità, non ha ritmo e non ha leadership. E questo non è frutto di due partite sbagliate: è frutto di anni in cui si è navigato a vista. Ha anche qualità nella rosa, ma non ha una struttura. E quando non hai struttura, ogni episodio diventa una montagna. Non vedo una squadra che si muove insieme: vedo giocatori che provano a risolverla individualmente. E questo, nel medio periodo, ti porta esattamente dove è oggi il Torino: a perdere fiducia, ritmo e punti"

C'è un pesante clima di contestazione contro la società, per salvare la stagione l'unica strada è l'esonero del tecnico granata?

"La contestazione non è rabbia fine a sé stessa: è amore ferito.  Il tifoso del Toro non chiede miracoli, chiede coerenza, chiede anima e non solo da parte della squadra, ma anche della società . E quando non la vede, reagisce. Ma l’esonero secondo me, non può essere una risposta emotiva. Deve essere una scelta ponderata, pesata, condivisa. Prima bisogna capire se c’è ancora un filo che unisce allenatore e squadra. I tifosi di fatto non sono contro Baroni, sono prevalentemente contro il Presidente Cairo e contro l’inerzia societaria. Se la squadra non ingrana, Baroni diventa un danno collaterale, non il bersaglio. Certo è che se poi la squadra non segue più il Mister, allora la situazione è completamente diversa, ma questo lo può verificare solo chi vive quotidianamente lo spogliatoio. Il Torino deve ritrovare il suo cuore prima ancora del suo gioco. Se Baroni può riaccenderlo, allora va sostenuto. Se non può, allora la società deve avere il coraggio di intervenire. Ma una cosa è certa: questa piazza merita una squadra che la rappresenti, che lotti, che soffra e che si rialzi. Perché il Toro non è una squadra qualunque: è una responsabilità".


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