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TC Melfi, Tartaglia: "Servono due-tre innesti. Petrachi sia grato al Toro"

di Marina Beccuti

Una settimana fa si è svolto a Melfi il Memorial dedicato a Mauro Tartaglia, padre di Gianluca, l’attuale presidente del TC Melfi, uno dei più attivi in Italia, soprattutto nell’organizzare eventi culturali legati al Torino. Il club tra l'altro è intitolato a Gian Paolo Ormezzano.

“Mio padre è stato un grande tifoso del Toro, e io proseguo la sua opera. Abbiamo quaranta iscritti al club: sono diminuiti nel corso degli anni bui, ma ne stiamo recuperando, e speriamo di aumentarne il numero nei prossimi anni. Il Grande Torino? Questa squadra ha rappresentato l’Italia vincente del dopoguerra, per questo siamo tutti rimasti legati a loro”.

Sabato scorso è stato presentata la graphic novel scritta da Franco Ossola e Matteo Matteucci, ma il clou è stata la premiazione del giornalista di Sky Nicola Roggero, che poi ha incantato la platea leggendo un brano dedicato al Grande Torino: “A Roggero il nostro club ha conferito il Premio giornalistico “Cuore granata”. Il noto telecronista e speaker sportivo ha ammaliato il pubblico con lo spettacolo teatrale 'La leggenda del Grande Torino'. Un monologo, ben costruito ed interpretato che, ripercorrendo le gesta sportive degli invincibili, e lo spaccato sociale dell’Italia dell’epoca, ha catturato l’attenzione di coloro che hanno gremito il teatro melfitano”.

Sulla squadra attuale, Tartaglia ha commentato: “È stata un’annata positiva, nessuno avrebbe scommesso sul settimo posto. Con qualche scivolone in meno, in alcune partite, sarebbe stata una stagione straordinaria. Izzo ha interpretato al meglio il ruolo del giocatore granata, e che cosa significhi indossare questa maglia”.

Il prossimo anno il Toro può fare meglio se: “Ci saranno due o tre innesti di valore per fare il salto di qualità. Chiunque vesta la maglia granata lo faccia con onore”.

Sul probabile addio di Petrachi, Tartaglia non vede problemi: “Sono questioni interne. Petrachi deve ringraziare molto il Torino, se oggi può scegliere una grande società. Per cui, forse, ha più da perdere lui”.