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La rinascita di Zaccheroni, ma prima è stata dura: "Sono vivo per miracolo"

di Marina Beccuti

Alberto Zaccheroni ha ripercorso il suo calvario di questi mesi dopo la caduta in casa, che l'ha costretto a mesi di ospedale. Così racconta l'ex mister granata al Corriere della Sera il suo calvario.

"Sono vivo per miracolo, ma del mese in terapia intensiva non ricordo nulla. Mi ha trovato mia moglie Fulvia accasciato a terra, in fondo alle scale, sono ruzzolato per 8-10 gradini e lei dice che ero in un lago di sangue, con la testa aperta e un occhio fuori dall’orbita. Si pensa che avessi in braccio la cagnolina di mio figlio Luca e mi sia proteso in avanti per proteggerla dal tonfo. Ho rischiato la vita, non giriamoci attorno", ha detto il tecnico scudettato del Milan.

"La botta e’ stata tremenda, il grande sollievo è non aver riportato danni cerebrali. Devo ringraziare i medici e tutto il personale dei due istituti che mi hanno seguito. Sono stati straordinari. Ho perso due diottrie dall’occhio, il male minore considerando il danno iniziale".


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