Lucarelli doppio ex di Torino-Lecce: “Scontro diretto per la salvezza, il primo obiettivo delle due squadre è quello di non prenderle”
Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno
Cristiano Lucarelli, attuale tecnico della Pistoiese, da calciatore ha vestito le maglie di Lecce, 1999-2001, e Torino, 2001-2003, e in occasione della gara di domani alle 12,30 fra i granata e i salentini è stato intervistato in qualità di doppio ex da La Gazzetta del Mezzogiorno. Il Torino arriva a questo match dopo quattro sconfitte consecutive ed è al 16° posto a 6 lunghezze dalla terzultima posizione, mentre il Lecce è quartultimo e ha 6 punti in meno dei granata. Ecco che cosa ha detto: “Considerata la situazione di classifica, il faccia a faccia tra l’undici guidato da Baroni e quello diretto da Di Francesco è uno scontro diretto in ottica salvezza. L’aspetto che stupisce è che, mentre il Lecce era consapevole in partenza di dovere soffrire sino all’ultima giornata nel tentativo di conservare la categoria, nessuno a Torino immaginava di trovarsi tanto in basso a questo punto dalla stagione. Tutto ciò ha acuito la crisi di rapporti esistente già da alcuni anni tra la tifoseria ed il presidente Cairo, rendendo incandescente il clima intorno alla squadra granata. Una situazione che rischia di riverberarsi, a livello psicologico, su chi gioca perché non è semplice dare il meglio in un contesto del genere. Nel Salento, invece, sul piano ambientale, sino ad oggi c’è stata grande compattezza perché i supporter sanno che in A il loro complesso ha dovuto sempre soffrire per tagliare il traguardo della permanenza, che non è mai scontato”.
Su come la partita potrebbe essere interpretata ha così risposto: “Difficile prevedere come decideranno di interpretarla i due allenatori. La posta in palio conta parecchio per entrambe le contendenti. Né il Torino né il Lecce possono permettersi di perdere, quindi è probabile che il primo obiettivo sarà quello di non prenderle. Per avere concrete chance di imporsi bisognerà mantenere i nervi saldi, concedere poco agli avversari e cercare di portare dalla propria parte quegli episodi che sempre più spesso decidono le partite. Come una palla inattiva, una azione di rimessa, un errore dei rivali”.
E sul rischio esonero per l’allenatore del Torino Baroni ha affermato: “Ipotizzare che si debba vincere a tutti i costi è il modo peggiore per approcciare una gara. Bisogna sempre tenere presente che ci sono anche gli avversari, che hanno il medesimo intento. Né è utile caricare di eccessive pressioni una sfida”.
Sull’arrivo di Walid Cheddira al Lecce per cercare di incrementare il numero di gol dei giallorossi che con sole 13 reti sono la squadra che in 22 gare hanno segnato meno di tutti: “Una soluzione in più per Di Francesco, ma non ci sono calciatori che spostano gli equilibri. Né ritengo che la sterilità offensiva sia da addebitare solo agli attaccanti. Allo stesso modo, quando una squadra incassa troppi gol, non si può addossare la croce solo ai difensori. Si partecipa in undici ad entrambe le fasi. Quindi, se i salentini dimostrano solidità nel non possesso è merito di tutti e se stentano in avanti, ciascuno dei calciatori che vanno in campo deve riuscire a garantire un contributo maggiore in base alle proprie caratteristiche oppure serve più coraggio”.
Sulla possibilità del Lecce di salvarsi visto che oggi ha un punto in più della Fiorentina che è terzultima e che da più parti è indicata come formazione che può risollevarsi con più facilità fra quelle pericolanti: “Se si considera lo spessore della rosa a disposizione di Vanoli è molto probabile che ciò accada, ma nulla è scontato. Basti pensare che quando i gigliati sembravano lanciati sono incappati nello stop interno con il Cagliari, a conferma del fatto che le sfide da vincere a tutti i costi sono “scivolose” sul piano psicologico. Il rovescio della medaglia è costituito dal fatto che i toscani non dispongono di uomini abituati a lottare per la salvezza, ad essere in bilico tra la A e la B”.