Lys Gomis: "Parlo ai ragazzi per uscire dal tunnel dell'alcol. Ringrazio Perin e altri per l'aiuto"
Era considerato un portiere matto e anche nella vita lo è stato, ora però Lys Gomis, ex portiere del Torino, ha spiegato a La Gazzetta dello Sport come è uscito dai suoi problemi di dipendenza da alcol e droga, che sono finalmente alle spalle.
"Ho ritrovato motivazione, obiettivi, voglia di incidere. Voglio fare prevenzione e parlare ai giovani: alcol e droga non risolvono i problemi. Ho finito da poco il mio percorso al centro Narconon Falco, che mi ha aiutato tanto. Sono rinato. Oggi Oggi porto la mia esperienza nelle scuole, per mostrare ai ragazzi che anche dalle difficoltà più profonde si può ripartire".
C'è stato un momento in cui tutto gli è crollato addosso e sono cominciati i problemi di dipendenza: "Non me ne sono mai accorto, in realtà. Già mentre giocavo c’erano feste, alcol, discoteche dopo le partite. E poi la cocaina, la droga che mi riportava quell’adrenalina che provavo in campo. L’alcol invece mi toglieva l’attenzione dal presente. Finché c’era il calcio, tutto sembrava sotto controllo. Quando ho perso mio padre è crollato tutto: non riuscivo a comunicare il dolore e ho iniziato a distruggermi. Avevo perso ogni scopo, aspettavo solo che tutto finisse”.
Il padre, anch'egli portiere, era il suo eroe, che gli aveva insegnato prima di tutto ad essere delle brave persone.
Per Gomis la sofferenza dopo la sua scomparsa è stata ancora più atroce, perchè accompagnata dalla logorante sensazione di averlo tradito.
Gomis vuole poi ringraziare chi l'ha aiutato ad uscire dal tunnel: "Mattia Perin, che negli anni è diventato un vero amico: l’ho conosciuto proprio al mio debutto in Serie A. Ha sostenuto concretamente il progetto di recupero e prevenzione, insieme a D’Ambrosio, Darmian, Paolo Zanetti, Padelli e tanti altri calciatori. Ringrazio anche Mattia Aramu, Francesco Cosenza e le persone che mi hanno seguito nel percorso di disintossicazione".