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Ciao Ermanno, l'ultimo viaggio con le tue opere che unirono tutti

di Marina Beccuti

Fa parte del mondo granata lasciarci così, senza un avviso o un addio annunciato. E' successo una settimana fa con Ezio Bosso e questa settimana ci tocca salutare un altro personaggio molto conosciuto nel mondo granata. Un musicista e poi un poeta, che era anche giornalista e ha sempre seguito il Toro, nel ricordo storico come nella cronaca quotidiana delle partite e dei club, che seguiva personalmente e uno gli è stato anche dedicato, il TC di Frossasco.

Ermanno Eandi era un eterno ragazzo, amante della poesia ma anche della prosa, dolce e struggente come sanno esserlo solo i poeti, ma anche ironico, sapeva far piangere e allo stesso ridere, a seconda dei momenti, racconti buffi o struggenti.

Un aneddoto vale la pena raccontarlo.

Mentre scriveva la cronaca allo stadio di una partita del Toro, alla fine del primo tempo, rileggendo quanto aveva scritto, si notava il nome di un giocatore mai conosciuto, un certo Ortensia. Ma chi è mai costui? Alla domanda lui rispose con il suo modo disincantato: "Mi sono sbagliato, è Rosina, tanto sempre un fiore è". Questo era Ermanno, con licenza poetica anche durante una fredda cronaca.

Ermanno era un tipo strano, viveva da dandy e lo era anche un po', non gli andava una vita normale, lui era un artista e non lo ribadiva per sentirsi superiore, ma perchè faceva parte del suo dna.

Tra le tante opere fatte dedicate al Toro, vogliamo ricordarlo con quella che lui amava di più, la cartolina del cinquantenario della tragedia di Superga, dove emerge il muso di un Toro piangente con una profonda poesia a correlazione.

Buon viaggio Ermanno, su quel Toro alato che hai amato tanto.


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