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IO TIFO TORO - Marco Camerano (TC Leinì): "Gattuso o Mazzarri? A noi manca un Pecci"

di Federico Danesi

Da 54 anni sempre presenti. Perché la storia del Toro Club Leinì si è rinnovata ed evoluta ma la passione rimane sempre la stessa. Passano giocatori, allenatori e presidenti, la fede resta altra cosa e lo conferma anche Marco Camerano che oggi dopo la scomparsa dell'ultimo presidente, Rinaldo Bianco, regge le fila del club. "Negli ultimi tempi un po' di disaffezione c'è, lo vediamo quando si tratta di sottoscrivere gli abbonamenti. Ma il Toro resta il Toro, qui non lo nega nessuno".

Da profondo conoscitore della materia granata, tu a Mazzarri daresti ancora fiducia anche in chiave rinnovo?

"Io aspetterei almeno le prossime partite, ma non sono un disfattista. Troppo facile farsi prendere dall'emotività dei risultati. Quando abbiamo battuto l'Atalanta, e stiamo vedendo che stagione ha messo in piedi, sembravamo fenomeni. Ora non vinciamo da quattro partite ed è tutto una critica. servirebbe un po' di equilibrio anche se effettivamente le prossime due gare sono complicatissime".

Nel caso, la soluzione Gattuso come la vedresti?

"Mi piacerebbe, è uno adatto alla piazza e si deve rilanciare. Per questo potrebbe fare bene, ma usiamo il condizionale".

Nove giornate di campionato ti hanno convinto che a questo Toro manca...?

"Un regista, uno come è stato Pecci prima e Junior poi. Guarda, mi andrebbe bene anche uno come Vives che almeno alzava la testa e ragionava. L'unico che mi pare avere quelle caratteristiche e quella personalità è Lukic, ma in quel ruolo non lo vediamo mai. Al momento giochiamo discretamente di rimessa ma se c'è da impostare allora sono dolori".

Laxalt in panchina, Verdi pure. C'è qualcosa che non torna?

"Verdi potenzialmente è un ottimo giocatore e per me dovrebbe essere negli undici titolari. Deve però essere messo nelle condizioni giuste per fare bene, da trequartista, come è stato con il Napoli. Avrà anche sbagliato un paio di palloni ma ha dato sostanza".

In attesa delle controprove torniamo a voi. Come è adesso il Toro Club Leinì dopo quasi undici lustri di vita?

"C'è ancora voglia, abbiamo una storia importante da portare avanti. Se uno guarda le foto di allora, all'inaugurazione c'erano Rocco e Meroni, e tanti sono passati di qui. Oggi è più difficile, sia far innamorare i tifosi della squadra che convincerli ad andare allo stadio. Ma noi che abbiamo una sede bella e funzionale, almeno qui stiamo bene".

E all'Olimpico-Grande Torino cosa manca?

"Hanno fatto un restyling ma i problemi sono gli stessi che aveva già il Comunale. Dovresti mettere tutti nelle condizioni migliori di assistere allo spettacolo, come a teatro. Invece si vede come si vede, intorno non ci sono parcheggi, non c'è una metropolitana, per i tifosi è un problema".

Ci rivediamo alla grigliata di fine anno?

"Certo, quello è il nostro appuntamento classico alla fine di ogni campionato, indicativamente ai primi di giugno".


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