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Sensounico, a suon di Toro. Torino-Fiorentina: “I Gemelli diversi”

di Marina Beccuti

Partiamo subito da una considerazione: quando allo stadio c’è un clima festaiolo, raramente il Toro centra la vittoria. Se inoltre come avversario c’è una squadra come la Fiorentina, allora il bottino pieno diventa arduo portarselo a casa.

Tutto sommato una partita interessante, giocata per lo più nella metà campo dei granata che in contropiede hanno fatto tremare Neto ed onestamente in questo caso  mi vergogno di essermi lamentato  del nostro portiere: se la viola si permette di avere Neto in porta, al Toro Padelli ci può stare eccome.

Dicevamo gemelli diversi: entrambe le squadre possiedono una tifoseria calda e fantasiosa unite anche dall’astio nei confronti della seconda squadra di Torino: la Juventus.

Entrambe le squadre nella loro gloriosa storia annoverano gestioni societarie scellerate punite con la cancellazione del nome e la retrocessione…a queste due squadre non è stata data la possibilità di godere di qualche “spalmata” di debiti qua e là  come invece è stato concesso ad  altre società…ma d’altronde siamo in Italia e alle volte le legge è più uguale per qualcuno. Entrambe si sono risollevate, non senza difficoltà effettivamente, ma sono lì: ora la Fiorentina  si gioca le prime posizioni della classifica, il Toro una salvezza tranquilla.

Tutte e due le squadre hanno calciatori che si portano in borsa un solo paio di scarpe da calcio: possibile che tutti i giocatori scivolavano in continuazione e nessuno ha pensato di cambiare tacchetti?

Entrambi le maglie hanno impresso sul petto una marca automobilistica asiatica, ossia marche concorrenti ad una nota marca “rigantina”.

Viola e granata hanno un gioco simile, fatto di palleggio: il nostro però frulla ad intermittenza, il loro molto più frequentemente. Torino e Fiorentina si sono affrontate senza attaccanti…cioè il Toro aveva il solo  Cerci…e, mi dicono, anche Barreto…ehm…vabbè avete capito.

Proprio Cerci, con la sua personalità ha creato qualche occasione per il Toro, grazie ad alcuni suoi spunti personali; purtroppo però proprio questa sua” grande presenza in campo”, mette quasi in soggezione gli avanti granata che decidono sempre di servirlo, anche  se in posizione meno vantaggiosa di altri:  Barreto su azione di contropiede decide di servire Cerci marcato sulla destra, ignorando il buon Farnerud tutto solo sulla sinistra che si sarebbe trovato di fronte a Neto (cioè a porta vuota). Il numero 11 granata sempre raddoppiato, rappresenta troppo spesso l’unica alternativa (convinzione prettamente psicologica o dettami tecnici di Ventura?) in attacco per i suoi compagni e questo anche le squadre avversarie lo sanno.

Gigliati e granata hanno un centrocampo folto e una difesa ben organizzata e rocciosa: il loro centrocampo gode però di qualità decisamente superiore in quanto Valero è davvero una paio di spanne superiore al nostro centrocampista più tecnico;  la difesa granata però può vantare un Glik insormontabile ed un Darmian dalla crescita esponenziale di partita in partita.

Insomma siamo “gemelli gemellati” con i viola, ad entrambi manca qualcosa per poter aver un qualcosa in più da dire nel campionato italiano, entrambe le squadre hanno una “sfiga” particolare che li segue come la nuvola di Fantozzi….ma che bello essere “gemelli diversi”…soprattutto diversi da tutti gli altri.

Buona settimana.

Dave dei Sensounico


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