Barillà (La Stampa) sul Torino: “Se a febbraio non ci sono più obiettivi”
Fonte: La Stampa
Sulle colonne de La Stampa il giornalista Antonio Barillà ha fatto il punto sulla stagione del Torino che a inizio febbraio è già di fatto terminata. “Ecco cosa scrive: “All’alba di febbraio, la stagione è svuotata. Sfumato l’ultimo obiettivo, quella Coppa Italia che nell’era Cairo ha generato solo delusioni, e in mezzo al guado in campionato, senza paure né sogni, al Toro si prospetta uno stanco trascinarsi, un’affannosa ricerca di motivazioni, il disperato tentativo di dare un senso a quindici, infinite giornate. Inutile girarci attorno, è un bilancio negativo: ben altre, alla vigilia, le aspettative, ma ormai da anni nel mondo granata va così, le grandi speranze di mezza estate bruciano in un falò di promesse disattese”.
Non è tanto l’eliminazione ai quarti di Coppa Italia per mano dell’Inter che pesa, ma l’atteggiamento della squadra granata: “Intendiamoci, una sconfitta con l’Inter ai quarti - mai superati negli ultimi trentatre anni - può starci, nonostante si giochi in campo neutro e Chivu ritagli spazio a giovani e rincalzi. Spiace, però, che a spianare la sconfitta siano ripetuti black-out incomprensibili e che la reazione, a tratti apprezzabile, si materializzi quando il risultato è compromesso, alimentando rimpianti per quanto concesso prima e non solo per la rimonta incompleta”.
Anche in questa stagione infatti il leitmotiv che da anni caratterizza il Torino, al di là di giocatori e allenatori, si è puntualmente riproposto: “Eppoi, al di là della partita, a diffondere amarezza, se non disappunto, è la recidività: sempre la stessa solfa, Coppe interrotte e campionati anonimi. Spiragli di luce arrivano dai volti nuovi, dai lampi abbaglianti sul due a zero, dalla grinta abbinata alla prestazione: ed è da qui che bisogna ripartire. La vera motivazione, fino a maggio, arriverà dalla consapevolezza di essere tutti sotto esame, perché Petrachi è uomo di parola e non scherzava quando ha spiegato ai tifosi di volere solo gente con il fuoco negli occhi, chiarendo, senza concessioni oxfordiane, che per il futuro chi non s’allinea è «fuori dai c…»”.