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Beccaria scrive a Tuttosport: “Il Torino pensa di rimpicciolire il Museo granata al Filadelfia”

di Elena Rossin
Fonte: Tuttosport
Progetto Museo Toro al Fila

La lettera aperta, scritta al quotidiano Tuttosport, del consigliere di amministrazione della Fondazione Filadelfia e presidente del Museo del Grande Torino e della Leggenda Granata che si trova a Villa Claretta a Grugliasco, rappresentante dei tifosi Beccaria<*b>: “Dopo le parole offensive di Cairo, ecco la proposta del club. I tifosi e le istituzioni sappiano!”.

La specifica di Beccaria: “A seguito del Consiglio di amministrazione straordinario tenutosi martedì scorso, dietro mia richiesta, con argomento all’ordine del giorno le dichiarazioni di Cairo sul Museo e sulla Fondazione Filadelfia rilasciate durante la conferenza stampa del 24 Febbraio in cui il Torino FC presentava il nuovo allenatore, ci tengo a fare alcune precisazioni, sottolineando che parlo a titolo personale, ma in funzione del mio ruolo di consigliere della Fondazione Filadelfia.

Il testo della lettera aperta: “Durante la conferenza stampa di presentazione di D’Aversa, Cairo affermava che la Fondazione Filadelfia ha soldi in cassa e che non capiva il perché non li spenda per costruire il Museo, e che è una questione che spetta a loro. Intanto, essendo il Torino FC socio fondatore e partecipando alle sedute del CdA dacché esiste la Fondazione, dovrebbe parlare in prima persona plurale (noi abbiamo) e non in seconda (voi avete), a meno che non si riconosca nei valori che hanno ispirato la nascita della Fondazione Filadelfia e nei suoi scopi. Inoltre, proprio perché ha contribuito alla stesura di atto costitutivo e statuto della Fondazione, oltre ad essere nel CdA, dovrebbe sapere che per poter mettere a bando il terzo lotto (Museo), dobbiamo avere in cassa la totalità del valore dell’opera, ovvero 6 milioni, mentre ne abbiamo solamente uno e mezzo scarso. Senza contare che manca ancora il permesso a costruire, in fase di rilascio nel breve, a seguito della ratifica della convenzione con la Città di Torino. Se ne deduce facilmente che non è che non vogliamo, ma non possiamo costruire alcunché. Il fatto che le dichiarazioni di Cairo venissero rilasciate nello stesso giorno in cui il presidente della Fondazione Filadelfia, Asvisio, il segretario Bertasio, l’architetto Bo e io fossimo nell’ufficio dell’assessore regionale allo Sport, Paolo Bongioanni, a illustrare il progetto e a cercare i fondi con cui finanziarlo, le rende doppiamente intempestive, oltre che inopportune e offensive del nostro lavoro.

Durante il Consiglio di amministrazione straordinario di martedì scorso, per tutta risposta alle mie rimostranze, al posto di scusarsi, ci veniva ipotizzato del dal rappresentante del Torino FC, visto che non siamo sicuri di riuscire a raccogliere la provvista economica necessaria, di pensare al ridimensionamento dell’edificio che dovrà ospitare il Museo al Filadelfia e quindi ha una modifica del progetto. Modifica che, oltre a vanificare tutto l’ottimo lavoro fatto dal segretario Bertasio e dall’architetto Bo in questi anni, riportando indietro di almeno due anni un iter ormai in dirittura d’arrivo, certificherebbe inequivocabilmente il reale rispetto e la considerazione che l’attuale dirigenza del Torino FC ha nei confronti della sua storia e del Grande Torino. Mi chiedo se la loro idea di Museo del Grande Torino sia assimilabile a quella di una cabina del telefono poco più. Forse si confondono con la sala trofei del club sotto la presidenza Cairo, dove il biglietto del San Mamès e quello dell’unico derby vinto in 20 anni esauriscono l’allestimento? Ritengo quindi doveroso, a fronte di questa situazione incresciosa, informare la tifoseria e tutta la cittadinanza dello stato delle cose attinente ai lavori di edificazione del terzo lotto, che languono dall’ormai lontano maggio del 2017, quando venne inaugurata la parte sportiva dell’impianto, quella che interessava al Torino FC.

Credo infine che completare il lotto museale e portare al Filadelfia il Museo del Grande Torino e della Leggenda Granata sia un arricchimento culturale per tutti gli sportivi, torinesi e piemontesi, non solo quelli granata, oltre che un dovere morale nei confronti di chi ha dato lustro all’Italia nel periodo di rinascita civile sociale che fu il secondo dopoguerra. L’augurio è di poter avviare i lavori al più presto possibile e concluderli celermente, per chiudere un debito morale che abbiamo verso tutti quelli che in questi anni ci hanno seguito con attenzione e speranza”.
Firmato Domenico Beccaria, consigliere di amministrazione della Fondazione Filadelfia

Fila mai finito, statuto e nove anni di attese
Il nuovo Filadelfia è stato ricostruito nello stesso quadrilatero in cui sorgeva il glorioso stadio edificato nel 1926 e demolito nel 1997. L’inaugurazione è avvenuta nel maggio 2017 e sono passati quasi 9 anni dall’apertura del nuovo centro sportivo per gli allenamenti del Torino, che è lì in affitto. In tutto questo tempo non sono mai cominciati i lavori per il terzo lotto cioè per completare appieno il complesso che deve comprendere anche la parte dedicata al Museo granata prevista sul lato lungo di via Giordano Bruno, dove un tempo sorgevano i distinti. La costruzione dell’edificio per ospitare il Museo al Fila è stabilita fin dall’origine anche dallo statuto stesso della Fondazione Filadelfia, l’associazione che ha promosso la ricostruzione del complesso e lo gestisce.