Il club ricorda Agroppi: "Il Toro piange l'icona di un'epoca"
Fonte: Torino FC
Il Toro ha dedicato un lungo messaggio ad Aldo Agroppi per ricordarlo a un anno di distanza dalla sua scomparsa. Ecco la nota apparsa sul sito del club di via Viotti: "Il 2 gennaio 2025 viene a mancare Aldo Agroppi, calciatore del Torino dal 1967 al 1975. Agroppi, simbolo di orgoglio e attaccamento alla maglia, è uno dei calciatori più iconici e maggiormente amati dai tifosi nella Storia granata. Tra i tantissimi presenti al suo funerale ci sono anche alcuni suoi illustri compagni di squadra come Claudio Sala, il capitano del Toro tricolore 1975-76, e Angelo Cereser. Aldo Agroppi nasce a Piombino il 14 aprile 1944. Il papà, il suo punto di riferimento, è un operaio all’Ilva. A 16 anni Aldo viene notato dal Toro, che si convince a portarlo al Filadelfia. Cresce, matura e diventa uomo: “Lì ho capito tutto della vita”. Ad aspettarlo c'è un altro ragazzo di Piombino come lui, che di mestiere fa il portiere: il suo nome è Lido Vieri. Ha qualche anno in più di Agroppi ed è un suo amico fidato: lo accoglie in modo speciale quando arriva giovanissimo a Torino. Viene mandato in prestito: Genoa, dove vince un Torneo di Viareggio, poi Ternana e infine Potenza. Nel 1967 sposa Nadia, l’amore di una vita: trascorrono quasi sessant’anni di matrimonio insieme. Dalla loro relazione nascono due figli: Nilio e Barbara. Il 15 ottobre 1967 esordisce con la maglia del Torino. I granata sono chiamati ad affrontare la Sampdoria al Comunale: Combin è in stato di grazia e segna una tripletta meravigliosa. Il Toro si impone per 4-2 e Agroppi non sfigura affatto. C’è un clima sereno e il Club concede ai calciatori di rincasare dopocena, anziché fermarsi in ritiro. In serata, però, un tragico destino spezza il volo della “Farfalla Granata”, Gigi Meroni. Aldo non perde solo un compagno di squadra, come dice lui stesso: “Nel giro di poche ore sono passato dall’estasi dell’esordio in Serie A al dolore irrisarcibile della prematura scomparsa di un grande amico. Tutti gli volevano bene, anche se, o forse perché, era diverso da tutti gli altri. Era umile e generoso”. Sanguigno e carismatico: è un uomo coraggioso con un cuore appassionato. Per Agroppi ogni pallone è una battaglia e i tifosi del Toro non possono che innamorarsi di lui. Resta in granata fino al 1975, è uno dei simboli del tremendismo granata. Nel suo palmarès due Coppe Italia e, a livello personale, anche la soddisfazione di 5 presenze in Nazionale. Tra i suoi rimpianti quello di aver lasciato il Toro proprio l'anno prima dello scudetto del 1976. Terminata la carriera di calciatore, allena, tra le altre, Pisa, Fiorentina, Como e Ascoli. Poi, si distingue anche come apprezzato commentatore sportivo così come si rivelano di successo alcuni suoi libri. Agroppi, sempre orgoglioso di aver indossato la maglia granata, ripete spesso: “Aver giocato nel Torino è stata la cosa più bella della mia carriera. Un onore”. Il Toro piange l'icona di un'epoca. Il mondo del calcio ricorda un personaggio unico e mai banale".