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il ministro Abodi chiede giustizia per l’arbitro aggredito in Calabria: "Magistrati applichino il Codice Penale"

di Elena Rossin
Fonte: Profilo X del ministro Andrea Abodi
Andrea Abodi

La notizia ha dell'incredibile. A distanza di soli tre mesi da un'aggressione subita a Francica, durante una partita di Seconda Categoria, il giovane arbitro diciassettenne Luigi Di Bellonia è stato nuovamente colpito al termine della gara tra Cittanova e Gioiosa Jonica, valida per il campionato juniores calabrese. Secondo le ricostruzioni l'aggressore sarebbe un genitore di due ragazzi tesserati per una delle due società e il giovane direttore di gara diciassettenne ha riportato una frattura del setto nasale con una prognosi di 21 giorni.

Il Ministro dello Sport, Andrea Abodi, con un post pubblicato sul suo profilo X, ha commentato l'accaduto chiedendo spiegazioni sul perché non vengano applicate norme durissime del Codice Penale: "Arbitri e giudici di gara ancora aggrediti, soprattutto in campionati giovanili, e non solo di calcio. Ho voluto garantire per norma una maggior tutela per queste figure indispensabili per lo sport, modificando - grazie al ministro e collega Carlo Nordio - l’articolo 583 quater, ma sembra che i magistrati che potrebbero intervenire non la conoscano o non la applichino. Perché?".

L’articolo 583 quater del Codice Penale - “Lesioni personali a un pubblico ufficiale in servizio di ordine pubblico in occasione di manifestazioni sportive, nonché a personale esercente una professione sanitaria o socio-sanitaria e a chiunque svolga attività ausiliarie ad essa funzionali

Nell'ipotesi di lesioni personali cagionate a un ufficiale o agente di polizia giudiziaria o di pubblica sicurezza nell'atto o a causa dell'adempimento delle funzioni, si applica la reclusione da due a cinque anni. In caso di lesioni gravi o gravissime, la pena è, rispettivamente, della reclusione da quattro a dieci anni e da otto a sedici anni.

Nell'ipotesi di lesioni cagionate al personale esercente una professione sanitaria o socio-sanitaria nell'esercizio o a ca usa delle funzioni o del servizio, nonché a chiunque svolga attività ausiliarie di cura, assistenza sanitaria o soccorso, funzionali allo svolgimento di dette professioni e servizi di sicurezza complementare in conformità alla legislazione vigente, nell'esercizio o a causa di tali attività, si applica la reclusione da due a cinque anni. In caso di lesioni personali gravi o gravissime si applicano le pene dì cui al comma primo, secondo periodo.

Le disposizioni del primo comma si applicano anche se uno dei fatti ivi indicati è commesso in occasione di manifestazioni sportive nei confronti degli arbitri o degli altri soggetti che assicurano la regolarità tecnica delle stesse”.


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