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Toro, un pareggio amaro

di Marina Beccuti

Flavio Bacile

Inizio con una premessa. Faccio i complimenti a Torrente perché la sua squadra ha un gioco ed una personalità propria, aldilà delle assenze e dell’avversario che si trova ad affrontare.
Detto questo, penso che se l’arbitro Ciampi, aiutato magari dai suoi collaboratori, a proposito, a cosa serve il quarto uomo se non solo a tirare su la lavagna elettronica in occasione dei cambi, avesse ammonito Borghese al primo fallo “involontario” sulla faccia di Bianchi, all’incirca dopo dieci minuti di gioco, avremmo visto una partita diversa. Chiaro che il Bari ha disputato la sua partita, anche un pochino maschia, ma questo rientra nell’ambito del gioco, e quindi nulla da ridire. Meno ordinaria mi è sembrata la conduzione della gara da parte dell’arbitro, tanti falli non puniti con il giallo, un rigore negato ai granata per fallo di mano “involontario” di Rivaldo, ed il fatto che due minuti prima dell’espulsione di Bianchi, il centravanti granata abbia subito un fallo simile, e forse anche più pericoloso, anche questo credo giudicato involontario.

Ma la cosa che più di tutte mi ha fatto imbestialire, cosa tra le tante segnalata su altri articoli, è stato il commento tecnico alla partita, e nella fattispecie nel primo tempo, fatta da un commentatore sul digitale terrestre, e se non sbaglio un ex granata. Ora, può anche darsi che io abbia gli occhi foderati di prosciutto, magari di colore granata, e, che chi ha giocato a calcio nei professionisti abbia sempre ragione, ma questa grande partita del Bari nel primo tempo proprio non sono riuscito a vederla. Vero, anzi verissimo che il Bari aveva gamba, e ripartiva quando possibile, altrettanto vero che se una squadra attacca, deve forzatamente concedere almeno un tiro alla squadra avversaria. Sarebbe bello, anzi, sarebbe la partita perfetta, non concedere nulla, ma proprio nulla all’avversario, cosa che neanche il Barcellona riesce a fare. Alla fine il Toro chiude il primo tempo con un possesso di palla superiore al 60%, dieci o undici calci d’angolo contro zero, tre occasioni nitide da gol, Pratali, respinto da De Falco sulla linea, Di Cesare, respinto sulla linea da Ceppitelli, Sgrigna, paratona di Lamanna. Il Bari, un solo tiro in porta, che poi resterà l’unico tiro della partita, quello in occasione del gol. Gol zeppo di fatalità, cross rasoterra sbagliato che incoccia nel piede sinistro di Parisi, che cade per terra, pallone che torna ai pugliesi, nuovo cross, deviato questa volta da Iori, ne esce fuori una palombella che taglia fuori i due centrali e favorisce De Paula. Con il senno del poi, forse Darmian poteva, invece di salire per mettere in fuorigioco il centravanti del Bari, cercare di anticiparlo. Se, è un errore, è l’unico del Toro durante i novanta minuti. Paradossalmente, il primo tempo dei granata è stato il migliore di quelli fatti all’Olimpico, sicuramente migliore della ripresa, che ha visto il pareggio di Antenucci, i due rigori reclamati dai granata, uno dei quali mi è sembrato evidente, e la doppia deviazione a porta vuota sbagliata da Di Cesare (credo) e da D’Ambrosio.

Il Toro però, è questo bisogna dirlo, ha sbagliato l’approccio alla ripresa del match. La squadra di Ventura è apparsa troppo nervosa, almeno non con la testa che una prima della classe deve avere. Ci può stare di passare in svantaggio, immeritatamente o meno, non ci può stare cadere nel tranello dell’avversario, che avendo un tasso tecnico inferiore, cerca di mettere la partita sul piano prettamente fisico, a scapito di quello tecnico. Il risultato è stato quello di vedere un Toro sicuramente inferiore a quello visto nella prima frazione, e se mi permettete, in alcune fasi persino arruffone, che per troppa fretta ha regalato più di un pallone ai difensori del Bari, senza quasi mai riuscire ad accendere le tante frecce che ha nel proprio arco.

Personalmente e nel complesso il Toro mi è piaciuto, si poteva fare meglio è ovvio, ma questo pareggio alla fine si può accettare con serenità. Il Bari, mi ripeto ha fatto la sua onesta partita, ha dimostrato di avere una propria identità di gioco, cosa sicuramente meritoria in una serie B dove “il fare gioco” non è mai una priorità, ma da questo a dire che il Bari del pur ottimo Torrente, abbia giocato meglio del Toro, ne passa di acqua sotto il ponte, ma tanta, tanta.

Ora avanti con il Crotone dell’ex Gabionetta, un giocatore che ha lasciato estimatori a Torino, ma io non faccio parte di quelli, che è una squadra completamente diversa dal Bari, ma non per questo più abbordabile.


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