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A Gleison Bremer può far bene un prestito invernale?

di Claudio Colla

L'investimento effettuato dal Toro per il suo cartellino, poco più d'un anno fa, è stato ingente: quasi 6 milioni di euro per un difensore centrale, allora 21enne, che, partendo dal vivaio dell'Atletico Mineiro, era riuscito a ritagliarsi uno spazio consistente tra le file dei bianconeri carioca, tra 2017 e 2018. Abbastanza per attrarre l'attenzione di numerosi club europei, e perché il Toro aprisse il portafoglio con decisione, per aggiudicarsene l'ingaggio. La crescita tecnico-tattica di Gleison Bremer non si è però finora dimostrata sufficiente a fornire alla squadra le necessarie garanzie: la temporanea rottura con N'Koulou, unita alle disponibilità a intermittenza di Bonifazi e Djidji, hanno fornito al brasiliano, sulla carta ultimo nelle gerarchie del reparto arretrato granata, un minutaggio sfruttato per lo più malamente. Bassa la sua media-voto (5.50 per fantacalcio.it), la caduta peggiore sul terreno del Parma, con una maldestra espulsione comminatagli contro il Parma, che ha lasciato la squadra in dieci per più di un'ora di gioco, fattore determinante rispetto alla sconfitta poi inflitta al Toro dai ducali.

Sono comunque già 307, suddivisi in quattro gare disputate, i minuti trascorsi in campo da Bremer, che comunque contro Sassuolo e Milan, quanto meno rispetto alla media del collettivo, non ha sfigurato, pur senza brillare. Tempo di gioco per lui già superiore a quello concessogli da Mazzarri lungo la passata stagione, la prossima presenza già pareggerà il numero di quelle complessive del 2018/19. Che il Toro voglia puntare su di lui è evidente, e un classe '97 su cui si è effettuato un investimento importante, se non pronto all'uso, va coltivato. Ma come farlo nella maniera migliore, per il giocatore e per la squadra? Nella settimana di pausa per le Nazionali, momento opportuno per allacciare molti primi contatti di mercato, al netto naturalmente di quasi tre mesi di calcio giocato che separano l'hic et nunc dalla fatidica fase delle conferme e delle partenze di metà stagione.

In vista della nuova corsa a un posto in Europa, prospettiva per la quale, al netto delle distrazioni contro Lecce e Samp, che hanno conferito alla compagine granata lo status di resuscita-morti, il Toro di Mazzarri appare tutto sommato attrezzato. Atalanta, Milan, Napoli, sono capitoli che dimostrano come la squadra, pur non sempre protagonista di prestazioni eccellenti, può mettere in scacco le eccellenze del campionato, o comunque formazioni il dal blasone importante, senza dunque farsi sopraffare dalla pressione. In quest'ottica, un innesto d'esperienza a gennaio, sul fronte difensivo, che possa fare in parte le veci di un Moretti ancora per molti versi rimpianto; il nome che al momento circola, sempre al netto delle sue condizione atletiche, è quello di Lorenzo Tonelli, inutilizzato al Napoli. E, venendo alla lista dei potenziali partenti del reparto difensivo, Bremer appare il principale candidato: Djidji è il mancino naturale, Bonifazi il delfino ritrovato, Lyanco il potenziale campione da costruire. Tutti e tre, peraltro, con maggior esperienza nel campionato italiano. Senza dimenticare che lo stesso Lyanco ha certamente beneficiato dell'esperienza in maglia Bologna della prima metà del 2019, sotto la guida di quel Mihajlovic che lo aveva fortemente voluto al Toro, quando lo corteggiavano anche realtà del calibro di Atletico Madrid e Juventus. E un'esperienza lungo la quale macinare minuti e "trincea" di medio-bassa classifica potrebbe davvero esser quello che ci vuole. 

Mazzarri, a Bremer, sta già insegnando quel tanto di calcio di posizione necessario - come minimo - alla sopravvivenza in Serie A: tutto, naturalmente, andrà valutato in base agli ulteriori elementi di crescita mostrati dal giocatore da qui a gennaio, e in base all'eventuale disponibilità delle piccole di A ad accoglierlo e renderlo parte del progetto. Tutto rimandato quanto meno a metà-fine novembre, ancora troppa acqua deve passare sotto i ponti del campionato, e di quelli che saranno i reali obiettivi dell'attuale Toro. Nel frattempo Bremer continua ad allenarsi, e a maturare, sotto la guida di Mazzarri e dello staff tecnico granata, le vie più indicate per mettere la propria grande prestanza atletica al servizio di uno stile di gioco che gli consenta di raggiungere elevati livelli di efficacia, anche nel calcio nostrano.


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