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D'Aversa e i suoi fedelissimi: Marianucci, Ismajli e Anjorin vanno a caccia di riscatto

di Emanuele Pastorella

Insieme hanno vissuto la retrocessione della scorsa stagione a Empoli, insieme vogliono evitare di fare la stessa fine con il Toro. Roberto D’Aversa ha ritrovato tre calciatori con cui aveva condiviso l’ultimo campionato di Serie A, anche se sono arrivati tutti da poco tempo: Ardian Ismajli e Tino Anjorin sono sbarcati sotto la Mole durante l’ultimo calciomercato estivo, Luca Marianucci addirittura da meno di un mese essendo stato prelevato dal Napoli proprio agli sgoccioli della finestra invernale. E tutti, per un motivo o per un altro, hanno voglia di riscatto e si aggrappano proprio al nuovo-vecchio allenatore per riuscire nelle rispettive rivincite personali. Ismajli è stato costretto a convivere con più di un guaio muscolare, Anjorin non ha mai davvero conquistato Baroni nonostante un investimento da quasi 5 milioni e tra acciacchi e scelte tecniche ha racimolato appena 304 minuti complessivi, Marianucci ha giocato da titolare le prime tre partite (Lecce, Fiorentina e Bologna) con più di un’amnesia e poi è finito in panchina a Genova. D’Aversa li ha ritrovati al Filadelfia, è probabile che punti subito sui due difensori: c’è da mettere una pezza alla retroguardia peggiore del campionato e affidarsi a due giocatori che già conoscono i suoi meccanismi può essere utile, così uno tra Coco e Maripan verrà sacrificato. Per Anjorin, invece, il discorso è diverso dal momento che non è ancora al top della condizione e soprattutto perché a centrocampo c’è molta più concorrenza, con Casadei che cerca il rilancio con il nuovo allenatore. D’Aversa avrà ancora due giorni pieni di lavori al Filadelfia per studiare tutte le soluzioni a disposizione, mentre in attacco ci sono decisamente meno dubbi: si parte dalla coppia Simeone-Zapata, con il Cholito che non segna dal 4 gennaio e il colombiano che ha esultato soltanto una volta (lo scorso 8 dicembre, ndr) in tutta questa stagione.


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