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D’Aversa sta facendo molto e porta risultati resta però un Torino da rifondare per il futuro

di Elena Rossin
Fonte: Elena Rossin
Cairo e Petrachi

In 42 giorni, con tanto di sosta del campionato per la Nazionale, e 5 partite Roberto D’Aversa ha portato il Torino da +3 punti sulle terzultime a +9 ottenendo 3 vittorie, Lazio, Parma e Pisa, e 2 sconfitte, Napoli e Milan. In queste cinque partite il Torino ha sempre segnato, 10 gol in tutto, e ha anche fatto 2 clean sheet (Lazio e Pisa) subendo 5 reti. E anche quando ha perso, con due squadre che stanno fra le prime 3, non si è mai trattato di disfatte e sia con i partenopei sia con i rossoneri è andato vicino a pareggiare. Certo con la Lazio ha avuto vita alquanto facile, i biancocelesti hanno giocato molto male, e con il Pisa i granata hanno disputato una brutta partita, però il massimo risultato comunque è stato raggiunto e per una squadra che sta lottando per la salvezza alla fine contano i punti: merito quindi a D’Aversa che ha saputo sistemare una squadra che era molto vicina allo sbando.

Ovviamente l’aritmetica salvezza non c’è ancora, ma se il Torino continuerà come ha fatto finora dovrebbe raggiungerla presto. Fondamentali saranno le prossime due partite con Hellas Verona e Cremonese, che hanno rispettivamente 18 punti (la metà di quelli dei granata) e 9 (un quarto in meno). Finora il Torino è stato aiutato indirettamente dai risultati negativi di quasi tutte le altre concorrenti per la salvezza, ma ha fatto anche il suo quindi non si tratta solo di fortuna. Indubbiamente la squadra sta seguendo l’allenatore, cosa che non stava facendo prima con Baroni, e, spiace per il tecnico toscano, ma andava sostituito prima però la reticenza del presidente Cairo a mettere a libro paga un altro allenatore ha protratto la situazione al limite.

Il Torino è migliorato con D’Aversa, ma resta il fatto che questa è stata una stagione fallimentare, detto dando per scontato, come sarà, la salvezza e se anche la squadra dovesse alla fine ottenere più punti dello scorso anno che chiuse a quota 44 e all’11° posto alla pari dell’Udinese. Potrebbe sembrare eccessivo il fallimentare, ma così non è perché come disse Cairo, in un’intervista rilasciata a Sky Sport e messa in onda l’8 agosto 2025, “una delle migliori campagne acquisti della mia presidenza”, “non so se è la mia migliore squadra, a dircelo sarà il campo” e infatti indirettamente aveva anche chiesto a Baroni il 6° posto: “Abbiamo fatto un campionato molto bello nella stagione 2013/14, un altro altrettanto bello nell'annata 2018/19 e in entrambe arrivammo settimi. Questa sarà la migliore se dovessimo arrivare sesti". E quindi se il presidente chiede il 6° posto e poi la squadra si trova a dover lottare per non retrocedere è evidente che si tratta di una stagione fallimentare.

Mancano ancora 7 giornate alla fine del campionato, ma nel complesso il Torino ha numeri che portano a dire che in estate la squadra dovrà essere rifondata. Pesano i 53 gol subiti, penultima insieme al Verona difesa e peggio ha fatto solo il Pisa con 55 però a lungo la squadra granata è stata quella che ha subito più reti, e il dato dei 10 clean sheet in campionato (Fiorentina, Roma, Napoli, Bologna, Juventus, Cremonese, Sassuolo, Verona, Lecce e Pisa che sono valse tre pareggi e sette vittorie con nove gol fatti) più i 2 in Coppa Italia (Modena e Pisa entrambe vittorie con due reti realizzate) non bastano a modificare lo stato delle cose, al più sono fumo negli occhi di chi vuole far credere che le cose stiano diversamente anche perché c’è il contraltare delle 9 gare senza segnare (Inter, Fiorentina, Atalanta, Bologna, Juventus, Atalanta, Roma, Como e Genoa con tre pareggi e sei sconfitte con ventuno gol subiti), in tutto le reti realizzate sono state 35 (due sono state autoreti) e questo dato colloca il Torino alla pari dell’Udinese all’11° posto. A completare il quadro la differenza reti -18 che vale il 16° posto in questa graduatoria (peggio solo Pisa -32, Verona -31, Lecce -22 e Cremonese -20), mentre in Coppa Italia con eliminazione ai quarti è di +2. Oltre ai giocatori in scadenza di contratto (Ilkhan c’è opzione per un altro anno, Lazaro, Maripán c’è opzione per un altro anno, Savva che è infortunato, Sazonov che è fuori rosa e Tameze) e in prestito (Anjorin con obbligo di riscatto a 4,5 milioni in caso di salvezza, Ebosse con diritto di riscatto a 1,2 mln, Kulenovic con obbligo di riscatto a 3 mln in caso di salvezza, Marianucci, Prati con diritto di riscatto a 6 milioni, Nkounkou con obbligo di riscatto a 5 mln al raggiungimento delle 15 presenze e Obrador con diritto di riscatto a 9 milioni) però non tutti rimarranno si devono aggiungere quelli che non hanno convinto del tutto (Aboukhlal, Casadei, Coco, Pedersen ad esempio) e poi c'è ne sono alcuni che non rientrano più nei piani della società (Biraghi e Israel su tutti) a prescindere da chi sarà il prossimo allenatore, D'Aversa ha un contratto fino al 30 giugno. Come al solito poi ci sono calciatori che saranno ceduti per fare cassa e plusvalenze e i maggiori candidati sono Adams, Vlasic, ma nel novero vanno aggiunti anche Simeone e Gineitis. Si può dire che mezza squadra potrebbe non esserci più nella prossima stagione.


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