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ESCLUSIVA TG – Avv. Marengo: “La contestazione dei tifosi del Toro deve essere dura e pura e continuare. Cairo entro giugno dovrà prendere una decisione sullo stadio …”

di Elena Rossin
Fonte: Elena Rossin
Pierluigi Marengo

L’avvocato Pierluigi Marengo è stato intervistato in esclusiva per TorinoGranata.it. Con Marengo - già presidente dei “lodisti” nell’estate del 2005, noto tifoso granata e segretario dell’Associazione Ex Calciatori Granata Onlus - abbiamo parlato del momento non positivo del Torino e della contestazione dei tifosi granata al presidente Cairo.

La contestazione non è rivolta solo più nei confronti di Cairo, ma anche dell’allenatore Baroni e della squadra per le brutte prestazioni e i risultati negativi. Cosa sta succedendo tra i tifosi e il Torino?
“Una contestazione seria, l’ho sempre sostenuto, non può dirigersi su un unico soggetto, deve essere globale, deve essere su tutto ciò che quel soggetto rappresenta, e quel soggetto rappresenta l'allenatore perché l'ha assunto lui, rappresenta i giocatori, li ha comprati o li ha presi in prestito lui, quindi la sua colpa deve ricadere anche su tutti coloro che dipendono da lui. Se vogliamo fare una contestazione veramente forte, veramente di quelle dure e pure, allora non si possono escludere coloro che da lui dipendono”.

Adesso, dopo la sconfitta col Bologna, oltretutto partita giocata male, e i soli 6 punti di vantaggio sulla Fiorentina terzultima a 13 giornate dalle fine del campionato c'è preoccupazione per il possibile coinvolgimento nella lotta per la salvezza?
“Quella col Bologna non è stata l’unica partita giocata male perché le hanno giocate male tutte dalla prima all'ultima, poi qualche volta la squadra ha avuto una botta di mera fortuna ed è riuscita a portare a casa un risultato utile, come il pareggio con la Fiorentina o la vittoria con il Lecce. Ma ribadisco, le partite non perse sono state o pareggiate o vinte di pura fortuna, non ho visto una partita che mi abbia fatto dire “il Torino ha meritato di vincere”, ma ne ho viste tante in cui il Torino ha meritato di perdere. E non ho neppure visto da parte dell’allenatore schierare in campo due volte la stessa formazione in campo. Baroni è un allenatore che ha poche idee e anche molto confuse, infatti riesce a cambiare formazione tutte le volte, gioca con due punte e non si capisce se le tira fuori dal bussolotto il giorno prima della partita. E’ veramente senza logica questa squadra, però si salverà perché comunque ci sono il Pisa e il Verona, appaiate a 15 punti, che, secondo me, sono già belle che retrocesse, quindi non penso che il Torino possa essere invischiato in questa lotta, anche se ieri nel posticipo il Lecce ha battuto il Cagliari perché questo risultato ha reso più complicate le cose alla Fiorentina che resta tre punti sotto a Lecce, Cremonese e Genoa, che hanno tre punti meno di noi”.

Tornando al discorso contestazione, proseguirà con la modalità che si è vista finora: Curva Maratona praticamente vuota e anche gli altri settori dello stadio con pochissimi spettatori e magari anche, come nella gara col Bologna, un gruppo di ultrà che compra il biglietto di tribuna ed entra e per un po’ di tempo contesta da vicino Cairo e poi esce dallo stadio?
“Quello degli ultrà in tribuna, secondo me, è stato un episodio che non si ripeterà perché è avvenuto poiché la società Torino Fc non ha minimamente controllato a chi stava vendendo i biglietti nel senso che ormai il biglietto è nominativo per cui si sa a chi viene venduto. Credo che per la prossima partita controlleranno i nominativi di chi richiede i biglietti per la tribuna e siccome il Torino Fc sa praticamente tutti i nomi di quelli che appartengono ai gruppi organizzati se trovano uno di questi nomi fra i richiedenti i biglietti per la tribuna non glielo vendono. Sia chiaro è una mia supposizione ”.

A parte che questo va contro ogni logica commerciale, ma se una persona non ha l’interdizione a entrare allo stadio ed è disposta a pagare il biglietto come può il Torino Fc non venderglielo?
“Il Torino Fc può farlo, infatti, se si legge il regolamento si scopre che la società si riserva il diritto di decidere se vendere o meno il biglietto perché il regolamento prevede il divieto di contestare la società. Il regolamento lo ha fatto Cairo ed è uno dei più duri in assoluto in Italia e vieta ogni cosa. Ecco perché il Torino Fc può non concedere a una persona il biglietto per accedere allo stadio o a uno specifico settore”.

Ma allora perché finora sono stati venduti abbonamenti e biglietti agli ultrà se il Torino poteva non concederglieli?
“Attenzione. Uno, Cairo vuole lo stadio pieno. Due, non si può fare un processo all'intenzione per cui se da anni compro l’abbonamento o il biglietto per andare in curva a tifare per la mia squadra del cuore non si può dire che sto violando il regolamento e quindi non vendermelo. Ma se sono un noto esponente di un gruppo organizzato e ho già l’abbonamento o il biglietto per la curva e poi compro per la stessa partita un altro biglietto per la tribuna e si è in un periodo di forte contestazione al Presidente allora è presumibile che chi richiede il biglietto voglia andare in tribuna non per vedere la partita bensì per contestare ed ecco che, regolamento alla mano, ci sono i presupposti affinché l’acquisto del biglietto possa essere negato. Giuridicamente ci sta”.

E allora continuerà ad esserci lo stadio quasi vuoto?
“Questo va chiesto ai capi dei gruppi del tifo organizzato, ma presumibilmente sì perché mi sembra che già sia stato detto che chi aderisce a questa forma di protesta tornerà ad entrare allo stadio quando Cairo avrà venduto il Torino e però seguirà la squadra nelle partite in trasferta entrando negli altri stadi d’Italia. Con il Bologna lo stadio è stato parecchio vuoto, ben più rispetto alla precedente gara col Lecce, e quindi ad aderire alla protesta non sono stati solo i tifosi appartenenti ai gruppi organizzati delle curve, ma anche buona parte degli altri. Nei distinti in particolare c’erano meno persone, probabilmente Cairo avrà finito le persone alle quali vendere i biglietti a 1 euro o i pacchetti di abbonamenti super scontati per riempire il più possibile lo stadio facendo così credere che gode di un reale consenso da parte dei tifosi e che a contestarlo sono in pochi”.

Prevede quindi che per la prossima partita casalinga, con la Lazio, si vedrà ancora un Grande Torino Olimpico senza o quasi tifosi del Toro?
“Lo prevedo e lo spero, o meglio spero e prevedo che si continui, perché ormai siamo arrivati al dunque che si verificherà nei prossimi mesi fra aprile e maggio, quando la ribalta sarà presa dalla questione stadio. Cairo deve chiudere la questione stadio entro giugno quando sarà obbligato a comunicare alla Lega Calcio dove giocherà le partite casalinghe la squadra nella stagione 2026-2027 altrimenti non potrà iscrivere la squadra al campionato. Cairo infatti dovrà mandare in Federazione o l’atto di proprietà dello stadio, qualora lo comprasse, oppure il contratto di locazione che come si sa scadrà il 31 dicembre 2026, quindi a metà del prossimo campionato, ma alla Lega Calcio va comunicato dove si disputeranno tutte le partite casalinghe ufficiali della prossima stagione, quindi fino al 30 giugno 2027. E al momento Cairo non ha in mano un contrato di locazione per il Grande Torino Olimpico fino al 30 giugno 2027 per cui deve trattare con il Comune o l’acquisto dello stadio o l’affitto”.

Quindi finora c’è stato da parte di Cairo un procrastinare la questione un po’ come fa durante il calciomercato quando attende gli ultimi giorni per prendere i giocatori che servono? Anche per lo stadio aspetterà fino all’ultimo
“Secondo me, Cairo confida di riuscire a strappare a Lo Russo, al sindaco, un prolungamento dell’attuale contratto di locazione: è nel suo stile, esattamente come fa per il mercato dei calciatori che tira sempre a prolungare, a cercare di avere se non gratis almeno al più basso prezzo possibile chi vuole prendere. Ma ho dei dubbi che il Comune glielo concederà stavolta. Va tenuto presente che nel 2027 a Torino ci saranno le elezioni comunali e Lo Russo si ricandiderà a sindaco. Dubito quindi che Lo Russo andrà a fare la figuraccia di quello che dopo aver detto mai più l’affitto, lo stadio si vende poi torna indietro su quello che ha affermato per poi affittare di nuovo a Cairo lo stadio?”.

Ma il Sindaco di Torino non può neppure tenersi lo stadio inutilizzato per buona parte dell’anno, eventuali concerti estivi o qualche altra manifestazione a parte.
“Nessuno gli vieta di farlo e poi può mettere a bando di gara lo stadio e venderlo al miglior offerente”.

Ma in quest’ultima ipotesi sarebbe da parte del Sindaco una forma di braccio di ferro con il club granata.
“No, nessun braccio di ferro, da una parte c'è il diritto che dà ragione al Sindaco e dall'altra non c'è nessun diritto che consente al Torino di aprire bocca e lamentarsi. Il Comune avrebbe solo ragione ad agire così: il Comune ha tutti i diritti, Cairo ha zero diritti. Un braccio di ferro è quando tutti e due hanno dei diritti e vanno allo scontro ognuno col fine di ottenerli. Qui invece c'è uno che ha il 100% del diritto e l'altro che ha zero diritto, quindi non è un braccio di ferro. Semplicemente è una furbata che non viene fatta fare”.

Però in un tal scenario Lo Russo come si porrebbe nei confronti dei suoi potenziali elettori tifosi del Toro?
“Oggi come oggi, credo che il numero dei tifosi del Toro che sia ancora favorevole a Cairo non arrivi a 3.000 in Italia. Mettiamo che a dir tanto 2.000 siano a Torino, ma tutti gli altri se qualcuno dà addosso a Cairo sono contenti per cui in questo momento se Lo Russo mette Cairo con le spalle al muro ottiene consensi elettorali e voti in più”.

Per ipotesi, se il Comune non affitta più lo stadio e Cairo non lo compra, il Torino la prossima stagione dove andrebbe a giocare?
“A Novara, ad esempio”.

Per Cairo però sarebbe proprio un grandissimo smacco.
“Si arrivasse a questo sarebbe il punto di svolta e non potrebbe più mettere piede a Torino e quindi sarebbe quella svolta che forse lo farebbe andare via dal Toro. Oggi come oggi, qualunque cosa possa servire a farlo andar via è positiva. È positivo retrocedere, è positivo dover andare a giocare via da Torino. Pur che lui vada via dal Toro diventa tutto positivo. Perché il vero problema del Toro si chiama Urbano Cairo. Lui  lo ha portato a divenire ciò che è oggi e lo sta portando alla morte. Non è andando a giocare a Novara che il Torino muore, il Torino muore stando a Torino con Urbano Cairo”.

Anche per una questione d’immagine forse Cairo non vorrebbe arrivare a dover portare fuori città la squadra a giocare, non pensa?
“E allora se ne vada, ecco perché dico che proprio questa cosa potrebbe servire a farlo andare via. Ormai è lotta dura senza paura perché siamo arrivati a un punto da cui non si torna più indietro. Da una parte c'è lui, Cairo, e dall'altra c'è l'intero Mondo Granata. Lui ha ancora quattro seguaci nel suo circolo soci piuttosto che quattro che comunque stanno con lui e dall'altra, ripeto, c’è l'intero Mondo Granata.
Ormai non si torna più indietro e si va avanti fino alla fine, fino alla vittoria. E la vittoria consiste nel mandare Cairo fuori dal Torino”.

E quindi se il Torino fosse messo in vendita verrebbero anche fuori eventuali compratori?
“Eventuali compratori hanno già provato ad acquistare il Torino, ma Cairo gli ha chiuso la porta in faccia. E’ chiaro che adesso finché lui sarà determinato a non vendere nessun compratore si farà avanti.
Per quanto so io, non ha trattato con tre. Poi un altro avvocato aveva detto che anche lui, su mandato di un potenziale acquirente, voleva trattare, ma Cairo non gli aveva aperto neppure la porta alla trattativa. Quindi ce ne sarebbero stati quarto. E tra tutti questi soggetti mi sembra che uno stia trattato per la Fiorentina. Soggetti interessati ce ne sono, ma è lui che non vende.
Arrivando al dunque dello stadio, se il Comune non è più disposto ad affittare lo stadio e accetta solo un acquisto è chiaro che Cairo allora potrebbe arrivare a dire vendo il Torino. Speriamo”.


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Lunedì 16 febbraio