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ESCLUSIVA TG – C. Bianchi (TC Eridanus): “Per il Torino la gara col Bologna è decisiva per il rapporto con i tifosi e Cairo deve capire che così non si può più andare avanti”

di Elena Rossin
Fonte: Elena Rossin
Camilla Bianchi

Camilla Bianchi, presidentessa del Toro Club Eridanus, è stata intervistata da TorinoGranata.it. Con Bianchi abbiamo parlato della partita di domenica del Torino che in casa affronterà il Bologna cercando di fare punti e che per la seconda volta consecutiva in una partita casalinga vedrà la protesta dei tifosi nei confronti del presidente Cairo. Protesta promossa dai gruppi organizzati della Maratona 12 che invitano a lasciare vuota la Curva e chiedono anche agli altri tifosi di non entrare allo stadio.

Il Torino non è ancora aritmeticamente salvo, ma con 9 punti in più dalla terzultima, occupando il 13° posto e con 14 gare ancora da disputare di fatto lo è, ma ha da farsi perdonare qualche cosa dai propri tifosi per i troppi alti e bassi e per le batoste prese in alcuni match. Voi del Toro Club Eridanus cosa ne pensate?
“Con il Bologna non sarà una partita decisiva per la squadra e per la classifica perché tanto oramai siamo in una posizione come quella dell’anno scorso e di quelli precedenti e di conseguenza non cambia molto. Sicuramente però sarà una partita decisiva per il rapporto con i tifosi e la squadra deve tentare almeno di salvare questo. Anche perché domenica ci sarà di nuovo la Curva Maratona vuota e continuerà così fino a quando non verrà presa un’altra decisione. E’ vero che la protesta è nei confronti della società e in particolare del presidente Cairo, ma anche la squadra ha da farsi perdonare prestazioni e risultati decisamente al di sotto delle aspettative”.

Voi andrete allo stadio oppure no?
“Noi non andremo allo stadio e ho sentito anche altri che non entreranno allo stadio. Io personalmente sono andata a Monza per la partita di Coppa Italia con l’Inter e la curva dove c’eravamo noi granata era strapiena. La partita è stata quella che è stata e sappiamo com’è andata a finire, però i tifosi c’erano. Con la Fiorentina a Firenze anche, ma, secondo me, nelle partite in casa è giusto tenere la Curva vuota perché Cairo deve capire che così non si può più andare avanti. Noi di Eridanus siamo un piccolo club, ma ci allineiamo e condividiamo la decisione presa e fino a quando non verrà deciso di tornare in Curva resteremo fuori”.

Ci sono anche dei tifosi che dicono entriamo e contestiamo. Di base c’è per tutti il non volere più Cairo quindi che differenza c’è fra il non entrare e l’entrare e contestare?
“Per moltissimi mesi siamo entrati e abbiamo contestato, ma non è cambiato niente per cui, a mio parere, la cosa che dà più fastidio a Cairo è vedere lo stadio vuoto. E’ rimasta l’unica cosa da fare. Stadio vuoto, non ci sono i propri tifosi e non si sente niente se non i cori dei tifosi avversari. Si sta fuori lo stadio si canta e si contesta e Cairo intanto vede lo stadio vuoto fino a fine campionato o fino a quando sarà questa la decisione”.

Quindi l’ennesima forma di protesta pacifica e civile.
“Esatto, ma tutte le forme di protesta che noi tifosi abbiamo messo in atto sono sempre state pacifiche anche quelle dopo la cessione di Bellanova il 25 agosto 2024 e poi la marcia del 4 maggio 2025. Noi siamo corretti, ma fermi sulle nostre idee: Cairo deve vendere il Torino e andarsene”.

Ci sono tifosi che però dicono che non è giusto non sostenere la squadra seppur siano anche loro dell’idea che Cairo debba andarsene.
“La squadra non si sostiene da sola e basta vedere le partite che fa quindi noi come potremmo sostenerla? Finora la squadra è sempre stata sostenuta eppure non ci sono stati grandi risultati e anche l’atteggiamento dei giocatori non è stato all’altezza del Toro. Noi siamo i tifosi ed è giusto che esprimiamo ciò che pensiamo e la squadra finora non ha meritato il nostro sostegno. Qualche partita storta può capitare, ma è dalle amichevoli estive con il Monaco e con il Valencia che la squadra prende batoste e poi alla prima di campionato con l’Inter e poi con l’Atalanta e le due con il Como e con il Milan, giusto per fare qualche esempio. Il tifo è anche esprimere il dissenso e non solo nei confronti della società e del Presidente. Altrimenti si entra allo stadio e si canta facendosi andare sempre bene tutto. Anche il contestare è una forma d’amore per il Toro”.

Cosa vi aspettate quindi da parte della squadra nella partita col Bologna?
“Un po’ più di carattere, di voglia a provare a fare qualche cosa di più. La stagione non può essere salvata, sarà l’ennesima in quella zona grigia nella parte centrale, posizione più o posizione meno, della classifica o a vincere chissà che cosa. Tra l’altro noi tifosi non pretendiamo di vincere chissà cosa, ma solo impegno da parte dei giocatori perché noi per loro ci impegniamo tantissimo. Alla fine della partita noi tifosi a furia di cantare e sostenerli siamo fisicamente stanchi e lo siamo più noi di loro. Noi dai giocatori vogliamo solo impegno e che arrivino alla fine della partita sudati e certi di aver fatto tutto il possibile”.

Magari però vorreste che di tanto il tanto il Torino vincesse qualche cosa?
“Certo, ci mancherebbe. Ma penso che il tifoso del Toro non dica voglio vincere lo scudetto, ma di certo vuole che in campo la squadra ci metta l’impegno e la grinta. Poi noi tifosi della Curva siamo particolari perché contestiamo, ma poi siamo sempre pronti a perdonare la squadra”.

C’è chi dice che Baroni non sia l’allenatore adatto al Torino, voi di che opinione siete?
“Anche per me non è adatto, non dimostra di avere personalità. Durante le partite la maggior parte del tempo guarda senza dire niente: è inespressivo. Non si riesce a capire quello che pensa e ciò che prova. Anche i cambi che fa per me sono incomprensibili. Capita che la partita inizia con una formazione che reputo decente e poi si fa qualche bella azione e lui cambia così stravolge la squadra e perdiamo. E’ normale che ci si chieda il perché e che cosa gli passi per la testa che lo porta a fare certi cambi, capisco che ha calciatori infortunati e che adesso alcuni sono arrivati negli ultimi giorni di mercato e che debbano avere il tempo d’inserirsi però è da tutta la stagione che fa così e che alle volte inspiegabilmente non utilizza certi giocatori che stanno bene, come ad esempio successe con Ilkhan a inizio stagione dopo la gara con l’Inter o come di recente con Maripán e fa invece giocare altri che risultano meno performanti. Poi per carità soprattutto in estate non gli hanno neppure dato i giocatori adatti al sistema di gioco che voleva fare, ma comunque vorrei vedere sulla panchina del Torino un altro allenatore”.

Quindi se a fine stagione la società decidesse di cambiarlo non le dispiacerebbe?
“Non sarei dispiaciuta, a me piacevano allenatori come Vanoli e Nicola che hanno grinta e carattere e che di conseguenza sono da Toro e non lui che non parla. Lo si è visto anche quest’estate in ritiro a Prato allo Stelvio, la sua voce che dava indicazioni ai giocatori non la si sentiva mentre invece l’estate prima a Pinzolo le urla di Vanoli riecheggiavano per tutta la valle”.

Dovesse fare un pronostico per la partita del Torino con il Bologna, che è in un periodo di grande crisi, quale sarebbe?
“E’ difficile. E’ vero il Bologna nelle ultime dodici partite di campionato ha fatto sei punti e la volta scorsa ha perso anche con il Parma e poi è stato eliminato ai rigori due giorni fa dalla Coppa Italia dalla Lazio, però farà gli spareggi per la fase a eliminazione diretta dell’Europa League. Comunque prima vedremo cosa farà domenica con noi, all’andata a casa loro finì 0-0. Noi nelle ultime dodici partite noi abbiamo fatto, pur con tutti gli alti e bassi, 13 punti, ma il Bologna ha comunque tre punti in più. Una cosa è certa: di solito quando noi dobbiamo fare quel passettino in più non lo facciamo. Spero sempre che vinciamo e che si porti a casa qualche cosa, però quando la squadra deve dimostrare qualche cosa in più è come se si tirasse indietro per cui sinceramente non so. Ci spero, ma non so se riusciremo a vincere anche perché tutte le squadre che ci affrontano e sono in difficoltà con noi si riprendono. E anche quei giocatori che da tre anni non segnavano a noi è sicuro che fanno gol”.

il Torino ha la peggior difesa della serie A con 42 gol subiti in 24 partite.
“Lasciamo perdere, stendiamo un velo pietoso su questo perché abbiamo preso gol imbarazzanti da chiunque”.


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