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ESCLUSIVA TG – Pistamiglio (TC Sauro Tomà): “Noi tifosi siamo demoralizzati, Cairo ci ha tolto l’amore per il Toro”

di Elena Rossin
Fonte: Elena Rossin
Lorenzo Pistamiglio

Lorenzo Pistamiglio, presidente del Toro Club Sauro Tomà, è stato intervistato da TorinoGranata.it. Con Pistamiglio abbiamo parlato della partita di questo pomeriggio del Torino che in trasferta affronterà il Como che all’andata vinse per 1 a 5, dopo che i granata avevano pareggiato il primo gol dei lariani grazie alla rete realizzata su rigore da Vlasic.

Oggi pomeriggio il Torino affronta il Como, che ha la seconda miglior difesa del campionato e ha anche un buon attacco avendo segnato dieci gol di più. Che partita vi aspettate, visto che i granata avevano fatto una buona partita in Coppa Italia con la Roma e poi cinque giorni dopo ne hanno fatta una molto meno positiva e l’hanno persa?
“Il discorso di fondo è uno solo, quando facciamo una campagna acquisti e prendiamo tutte le riserve, non riusciamo a prendere un titolare di un'altra squadra, fosse anche l’Empoli, è tutto detto. A un certo punto non si può dare la colpa a certi giocatori perché danno quello che possono e quello che hanno come qualità tecnica e quindi alla fine questi sono i risultati. Ormai sono anni e anni che facciamo sempre questi discorsi. Vendiamo i migliori e compriamo solo giocatori di una certa qualità e non possiamo pretenderne ad altri. Questo dimostra perché anche Petrachi, io sono ben contento che sia arrivato, faccia molta difficoltà a vendere questi giocatori poiché nessuno li vuole. Lo anche detto al Presidente, se ti hanno fregato a darti questi giocatori, gli altri non si fanno fregare a prenderli perché sanno che quello è il loro livello e che possono stare solo in panchina”.

Il Torino finora ha avuto alti e bassi, quindi che prestazione potrà fare oggi? Una simile a quella con la Roma in Coppa Italia oppure del tipo di quella dell’andata con il Como?
“Difficile a dirsi. Noi tifosi ci meravigliamo di tutti questi alti e bassi perché se la squadra gioca è in grado di giocare discretamente allora non può avere tutti questi alti e bassi. Ho giocato a pallone per 40 anni e poteva capitare una partita leggermente un po' più brutta delle altre, però il rendimento in generale era sempre lo stesso. Se entri in campo e hai voglia di giocare, hai voglia di metterti in mostra o quello che sia, ti impegni, invece mi sembra che questi giocatori diano l'impressione d’impegnarsi, però poi si perdano per strada. Non c'è proprio modo di capire come mai possa succedere un continuo altalenare fra brutte e discrete prestazioni. Dopo la partita di Coppa Italia tutti hanno lodato Arena, quel ragazzino di 16 anni della Roma, che ci ha fatto gol dopo due minuti che era entrato in campo e aveva debuttato in prima squadra, ma io l’ho visto giocare nella successiva partita con la Primavera e ha fatto tre tiri in porta che erano da nascondersi  eppure la settimana prima era stato lodato come se fosse Pelé, ma in Coppa Italia a sbagliare era stato Maripán perché su un calcio d’angolo il difensore non può stare dietro l’attaccante bensì deve posizionarsi  davanti per intercettare la palla prima che arrivi all’attaccante, questo è l’abc, e invece Maripán era dietro Arena. Episodi così e anche altri continuano a capitare e sembra non esserci una soluzione. Sembra quasi che qualcuno dica che va bene così e cerchiamo solo di vincere e perdere per continuare con questo andamento, ma non ha senso. Chi ha giocato a pallone cerca di vincere tutte le partite e dà tutto quello che può, invece loro danno l'impressione che a un certo punto si blocchino. Ci sarà un motivo no? Non lo so. Anche nelle altre stagioni succedeva questo, però adesso è proprio evidente. Non si può fare una partita e la vinci e poi due le perdi. E' proprio per questo che non si sa che Toro si vedrà col Como, perché i giocatori del Como ci mettono tutta la cattiveria agonistica possibile, invece noi sembra che guardiamo gli avversari e ammiriamo quanto siano belli. Ricordiamoci della partita dell’andata e di che figuraccia abbiamo fatto dopo che inizialmente eravamo riusciti a pareggiare su rigore con Vlasic e poi però abbiamo perso 5 a 1”.

Alcuni iniziano a pensare che Baroni non sia l'allenatore adatto, voi cosa ne dite?
“Io parto da un presupposto, avevamo come allenatore Nicola, vado un po’ indietro nel tempo (subentrò a Giampaolo il 19 gennaio 2021, ndr), uno che dava grinta alla squadra, ma comunque c'entra pochissimo l'allenatore se non gli si danno i giocatori giusti perché le partite si decidono quasi sempre su episodi che ti permettono di segnare. Noi invece quando prendiamo un gol non siamo quasi mai capaci di reagire e buonanotte al secchio perdiamo e tutti a casa. E’ lampante e la dice lunga il fatto che in casa non vinciamo da più di un mese, l’ultima volta è stato con la Cremonese ed era il 13 dicembre. Come dicevo, l'allenatore conta fino a un certo punto perché se il Presidente invece di spendere soldi per gli allenatori, tanto non è servito per farci andare oltre la metà classifica, poteva tenere Nicola e quei 10-15 milioni di euro che ha poi speso per Juric e Vanoli li poteva invece utilizzare per prendere dei giocatori decenti. Non so a che gioco stia giocando Cairo perché se la squadra è competitiva i soldi arrivano, la gente è contenta, riesci qualche volta a andare nelle coppe europee e via dicendo. La dimostrazione è che Vanoli è andato alla Fiorentina che era quasi ultima in classifica o forse proprio ultima e poco alla volta la sta tirando su, adesso ha sei punti meno di noi. L'allenatore non va in campo, lui dà le coordinate e poi sono i giocatori che devono mettere in pratica le direttive del mister e fare al meglio in campo. Vanoli è un allenatore che a noi andava bene perché è uno di carattere, ma aveva detto le cose come stavano e così Cairo lo ha cacciato, mentre non aveva cacciato Vagnati quando disse ciò che tutti sanno in ritiro a Waidring in Austria durante il litigio con Juric nell’estate del 2022. Vagnati invece lo ha tenuto fino a qualche settimana fa e Juric, scontento di come andavano le cose, non ha più rinnovato il contratto alla fine di due stagioni fa”.

Ha espresso il suo pensiero, ma anche gli altri soci del Toro Club Sauro Tomà la pensano come lei?
“Sì, sì. Cairo ha fatto perdere a noi tifosi l'amore di andare allo stadio, di stare in amicizia, questo è il rammarico più grande. Man mano negli anni ha tolto l'amore per il Torino e non so alla fine sarà soddisfatto perché già da tempo per invogliare la gente ad andare allo stadio è costretto quasi a regalare i biglietti e questo non basta neppure perché ci sono quasi sempre tantissimi tifosi delle squadre avversarie. Quello di Cairo è proprio un atteggiamento incredibile, non si possono dare risposte a certe cose talmente strane che si vedono. Che si vada in Serie B e che lui se ne vada, davvero è meglio andare in Serie B che continuare a stare sempre così a bagnomaria. E’ un po' il cruccio che abbiamo tutti quanti noi tifosi del Toro. Con chi parlo, parlo ma la maggior parte ragiona così e pensa che sia inutile andare allo stadio per poi uscire quasi sempre piangendo per aver visto una brutta partita non da Toro che ci ricorda che ormai quello che era il nostro Toro non esiste più. Ma riusciremo una buona volta a ridere? Persino quando quelle rare volte che accade che si faccia una bella partita e che si vinca, come in Coppa Italia con la Roma, non riusciamo neanche a godere il momento perché siamo talmente demoralizzati da non essere più capaci a gioire”.

Quindi questo Torino a fine stagione arriverà nel limbo della metà classifica?
“Giusto a salvarsi, non illudiamoci di accedere alle coppe europee perché da adesso in avanti ci aspettano non delle partite, ma delle battaglie vere e proprie poiché le altre squadre sono abituate a giocarsela noi invece no, lo dimostra il fatto che quando prendiamo un gol andiamo in palla e non riusciamo a reagire”.


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