Genoa-Torino una partita a scacchi fra due squadre che devono vincere. I giocatori granata non possono deludere ancora i propri tifosi
Fonte: Elena Rossin
Lo impone la classifica a Genoa e Torino di vincere. A 13 giornate dalla fine del campionato infatti i Torino ha 27 punti e il Genoa 24 e il quadro complessivo della parte bassa della classifica dice che, partendo dal basso, il Verona, che ieri nell’anticipo ha perso 3-0 col Sassuolo, ha 15 punti come il Pisa che dovrà vedersela con il Pisa in uno scontro diretto in chiave salvezza con la Fiorentina che è a quota 21. Mentre appaiate insieme al Genoa a 24 ci sono il Lecce, se la vedrà con l’Inter capolista, e la Cremonese, con la Roma. Appena sopra il Cagliari ne ha 28, affronterà la Lazio che è a quota 33 insieme al Bologna, e il Parma 29, sarà l’avversario del Milan secondo in graduatoria.
E’ chiaro che i vari intrecci definiscano questa ventiseiesima giornata alquanto delicata, ma vi saranno poi altre giornate che non lo saranno meno. Ed è altrettanto lampante il perché Genoa e Torino abbiano di fatto l’obbligo di vincere per cui sarà una partita a scacchi fra De Rossi e Baroni. I due allenatori infatti non possono permettersi di sbagliare alcuna mossa e non basterà solo aver preparato molto bene la partita, ma servirà anche leggere le situazioni che accadranno in campo e con gran tempestività apportare con le indicazioni e i cambi modifiche al fine di portare a casa i risultato voluto.
I giocatori evidentemente dovranno fare la loro parte in campo senza né farsi schiacciare dal peso della partita né tantomeno commettere errori che potrebbero favorire l’avversario, se sfruttai a dovere.
Il Torino finora è stato carente da questo punto di vista. Baroni ha recuperato non solo Obrador, ma anche Ismajli, entrambi saranno convocati, la squadra è in ritiro anticipato e il mister oggi non farà la consueta conferenza stampa della vigilia. Non è più tempo di parole, ma di fatti. Magari Ismajli non giocherà dall’inizio, però potrebbe essere una risorsa a gara in corso e si spera che non debba andare in campo per evitare di incassare altri gol, i 44 fin qui presi sono una zavorra che sta impedendo al Torino di essere già fuori dalla zona pericolante. Ma non basterà solo non incassare gol, servirà anche farne. Adams è ko, interessamento distrattivo parziale del muscolo soleo della gamba destra, per cui toccherà a Simeone, rientrato già la scorsa settimana dall’infortunio e che come dice Baroni: “Se sta bene, gioca”. Ad affiancare il Cholito o Zapata o Kulenovic e come forza fresca potrà essere utilizzato Njie.
Al Ferraris i tifosi del Toro ci saranno, disertare lo stadio in segno di protesta contro il presidente Cairo vale solo per le partita casalinghe, e il sostegno alla squadra non mancherà, ma i giocatori granata non dovranno deludere i propri tifosi, già troppe volte lo hanno fatto, e di conseguenza a fine partita hanno il dovere di uscire dal campo con la maglia intrisa di sudore, avendo dato tutto e possibilmente con i tre punti conquistati.