I giocatori del Torino devono dimostrare di essere professionisti affrontando il Genoa domenica
Fonte: Elena Rossin
Il carattere non si compra al mercato, ma il Torino deve mettere in campo determinazione e voglia perché servono partite giocate e non portate a termine per poi prendere lo stipendio a fine mese. Con il Bologna nella scorsa gara i giocatori granata hanno sfoderato l’ennesima partita in questa stagione come l’ha definita l’allenatore Baroni nel post match: “Non abbiamo fatto una partita all’altezza di quello che volevamo fare. Dopo il gol sono emerse quelle fragilità che ci stiamo portando dietro da inizio stagione”. Il mister ha usato la parola “fragilità”, ma tifosi e commentatori possono invece senza problemi utilizzare il termine “mancanze”. Si tratta infatti proprio di mancare di voglia, determinazione e anche amor proprio perché i calciatori sono professionisti e se sono arrivati a giocare in Serie A alcune qualità le dovrebbero avere di conseguenza non si riesce a capire il motivo per cui non le sfoderino in campo.
I numeri evidenziano le mancanze e inchiodano giocatori e allenatore alle loro responsabilità.Il fatto che è da inizio campionato che il Torino non ha un gioco convincente, che continua a ripetere sempre gli stessi errori difensivi e ha difficoltà a tramutare le azioni offensive in gol porta anche l’allenatore sul banco degli imputati, dove c’è come principale imputato il presidente Cairo - per continuare, anno dopo anno, a non allestire squadre che siano competitive, ma i “capi d’accusa” sono anche molti altri - contestato dalla maggior parte dei tifosi, che sono arrivati al punto di decidere di non entrare allo stadio nelle partite casalinghe.
Queste mancanze hanno portato la squadra, a 13 giornate dalla fine del campionato, al 14° posto con 27 punti a sole 6 lunghezze dalla terzultima, la Fiorentina, e ad avere la peggior difesa della Serie A con 44 gol incassati in 25 partite e un attacco non particolarmente prolifico: con 25 reti è il 15esimo della categoria. Per la rosa che ha il Torino, pur non essendo del tutto adeguata e con calciatori non di grande qualità, non si dovrebbe neppure parlare di rischio di essere trascinato nella lotta per non retrocedere e invece si disquisisce proprio di questo.
Il calendario delle ultime 13 giornate non è proibitivo quindi attendersi dai giocatori del Torino punti utili a non arrivare all’ultima giornata in bilico è del tutto lecito. Saranno infatti sei partite alla portata, Genoa, Parma, Pisa, Verona, Cremonese e Cagliari, due abbordabili, Udinese e Sassuolo, e cinque molto difficili, Lazio, Napoli, Milan, Inter e Juventus. Il Torino in teoria dovrebbe riuscire a fare 20 punti, ma visto l’andamento molto altalenante di questa stagione è decisamente improbabile che ci riesca, però farne almeno 9-10 è un obbligo in modo da arrivare ad averne 36-37 che dovrebbero bastare per la salvezza. Non sarebbe comunque eccessivo chiedere ai giocatori granata che ne facessero 13 in modo da arrivare alla fatidica quota 40, che è la soglia che sempre si indica per non retrocedere.
Domenica all’ora di pranzo l’avversario del Torino sarà il Genoa dall’atteggiamento che avranno in campo, dal fischio iniziale a quello finale, si capirà se agiranno da veri professionisti oppure no.