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il punto forte resta sempre la difesa. E Buongiorno sogna l'azzurro di Mancini

di Emanuele Pastorella

Il miglior attacco è la difesa, non c’è definizione migliore per la squadra di Ivan Juric per questo inizio di campionato. Perché se là davanti non segnano, o comunque fanno tanta fatica, il tecnico può contare su una fase di non possesso solida ed efficace, con il Toro che concede poco a livello di occasioni e che ha preso sei gol in sei gare. E’ una costante che si ripete, perché già l’anno scorso i granata erano tra le squadre a subire meno tiri in porta. E, pur con altri interpreti, il risultato non cambia: è andato via Bremer, ma la retroguardia ha saputo subito riorganizzarsi e ripartire. Juric, poi, ha pensato alle coppie e alle gerarchie, anche se chiunque venga messo in campo ripaga con prestazioni da applausi. In questo momento Djidji e Rodriguez sono gli intoccabili, Buongiorno e Schuurs si alternano al centro del terzetto, Zima è il jolly che ancora deve ritagliarsi spazio perché reduce da un brutto infortunio alla spalla. E anche in porta non ci sono più dubbi: Milinkovic-Savic è il titolare fisso, il serbo si sta dimostrando affidabile nonostante qualche sbavatura qua e là.

Sogno Buongiorno
"Credo sia importante dare al mister un mix di giocatori giovani e meno giovani, ha un impatto incredibile" diceva il presidente Urbano Cairo, la strategia sta pagando specialmente nel reparto arretrato. Il tecnico è riuscito a rilanciare Djidji, reduce nel 2021 dalla retrocessione con il Crotone, e soprattutto Rodriguez: sembrava quasi al tramonto della carriera, ora sta vivendo una nuova giovinezza da braccetto di sinistra e con l’onore della fascia di capitano. Schuurs ha cominciato a dimostrare che gli oltre dieci milioni di euro possono essere un investimento azzeccato, Zima è alla ricerca della miglior condizione. E poi c’è Buongiorno, tra i migliori in campo nella sfida di San Siro contro l’Inter e già indicato da tanti come “capitan futuro”. E’ cresciuto a pane e Toro, “E’ un nostro orgoglio ed è un ragazzo perbene e volitivo” i complimenti del patron, ora spera di colorarsi d’azzurro: l’Italia ha bisogno di un ricambio generazionale tra i difensori, anche il classe 1999 prova ad inserirsi nella lista del ct Mancini. Di questo passo, con prestazioni come quella contro Dzeko, il sogno potrebbe diventare realtà.


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