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Il Torino deve fare chiarezza sugli obiettivi per intervenire bene sul mercato

di Elena Rossin
Fonte: Elena Rossin per Torinogranata.it

Prendere giovani di prospettiva è sempre auspicabile, ma inevitabilmente c’è il rovescio della medaglia perché difettano d’esperienza, fanno più fatica a sopportare le pressioni, salvo qualche rara eccezione, e non sempre s’inseriscono velocemente. Prendere giocatori d’esperienza, prima di tutto a gennaio bisogna trovarne e tutto sta a vedere se vengono ceduti dalle società d’appartenenza e a quale prezzo, e si deve essere certi che non abbiamo qualche problemino fisco che ai più è sconosciuto e che non siamo già nell’ottica del pre-pensionamento. Per questo il calciomercato di riparazione non sempre si rivela tale.

Il Torino ha avuto finora un andamento altalenante, gli attaccanti segnano troppo poco e la difesa non sempre si è dimostrata all’altezza, così come il centrocampo. Gli infortuni hanno indubbiamente pesato, però non bastano a spiegare certe prestazioni sconcertanti o partite con un tempo gettato alle ortiche. La classifica risulta tutto sommato discreta, c’è la partita da recuperare con il Sassuolo e il distacco dal quinto posto è di dieci punti che potrebbero scendere a sette. Questo, però, non deve ingannare e far pensare che i problemi siano un eccesso di pignoleria da parte dei critici che esagerano e non capiscono che tutto sommato basta un po’ più di fortuna e attenzione per superare le difficoltà.

I problemi ci sono e sono soprattutto caratteriali, perché certi cali di tensione e il cercare sempre una giustificazione per attenuare gli errori o trincerarsi dietro silenzi, come avvenuto dopo la gara di Coppa Italia con la Juventus e la successiva con l’Udinese, denotano che si preferisce non esporsi troppo piuttosto che tirare fuori la grinta di dire fino in fondo e in modo chiaro quello che si pensa, che può comportare anche dei faccia a faccia dentro lo spogliatoio e fuori con l’ambiente. Il cercare di attenuare, senza arrivare oggi, ancora un po’ prematuro, a dire di nascondere le magagne per non assumersi le proprie responsabilità, stride con l’immagine che da sempre tutti hanno del Toro. Presidente, direttore sportivo, allenatore e giocatori facciano chiarezza su quali sono i veri obiettivi che ognuno di loro e collettivamente tutti hanno in modo da poter valutare bene come intervenire nel mercato di gennaio in modo da evitare di prendere giocatori inutili o che comunque non sono considerati utili da Ventura. Prcic o Pryima sembrano un po’ i Vesovic, i Bakic, i Caceres transitati in granata senza lasciare segno o quasi. Nulla si ha contro questi giocatori, ma si eviti di occupare posti con persone che il campo lo vedranno se va bene un paio di volte. Con tutto il girone di ritorno da disputare e tre gare di quello d’andata sulla carta l’Europa League è ancora alla portata del Torino.


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