.

Il Torino pareggia con il Napoli che di fatto dice addio allo scudetto

di Elena Rossin
Fonte: Elena Rossin

Mazzarri ha dato un dispiacere al Napoli togliendo le ultime speranze di lottare ancora per lo scudetto perché il suo Torino pareggiando al San Paolo ha consegnato il settimo trofeo consecutivo alla Juventus, che vincendo ieri con il Verona ha sei punti in più in classifica a due giornate dalla fine e con una differenza reti di più sedici in favore dei bianconeri anche nel caso perdessero le prossime due gare e il Napoli le vincesse da regolamento proprio per la differenza reti favorevole vincerebbero comunque lo scudetto. L’allenatore granata, come aveva detto nella conferenza stampa pre-partita, ha cambiato un po’ l’assetto e gli interpreti, infatti, ha mandato in campo i suoi schierandoli con il 3-5-1-1 con in attacco Ljajic e Niang tenendo in panchina Belotti e Falque, in difesa Bonifazi per lo squalificato Moretti e a centrocampo in mezzo Acquah, Rincon e Baselli e sugli esterni De Silvestri e Ansaldi. Sarri ha preferito all’inizio Zielinski ad Hamsik, mentre Chiriches ha preso il posto dello squalificato Koulibaly e per il resto il solito Napoli.

I partenopei sono partiti bene andando subito in pressing e tenendo il Torino nella propria metà campo, i granata hanno fatto così fatica ad effettuare il giro palla e anche quando la recuperavano non riuscivano quasi mai a ripartire perché mancava loro la qualità nel palleggio, gamba per avanzare in velocità, tecnica nell’accorciare, gli esterni venivano sfruttati troppo poco e Ljajic, che più volte si è lamentato con Mazzarri, non era seguito dai compagni e sia lui sia Niang erano troppo soli in avanti. Meglio il Torino in fase difensiva era molto accorto, infatti, riusciva a chiudere gli spazi impedendo agli avversari di arrivare a tirare verso Sirigu. Il Napoli forte della sua qualità gestiva il gioco, ma non affondava come nei periodi migliori mettendo in evidenza che ormai la squadra ha dato il massimo per questo campionato e non ha più la forza, se non a sprazzi, di sferrare colpi vincenti e i passaggi non sempre precisi così come i tiri in porta ne sono l’evidente dimostrazione. Il primo tempo è stato, quindi, avaro di occasioni, ma ha visto ritornare sul tabellino dei marcatori Mertens dopo due mesi: Ansaldi crossava sul secondo palo per De Silvestri che di testa non inquadrava lo specchio della porta (14’); due tentativi di Insigne un tiro a giro finito oltre il palo di poco (15’) e un debole tiro che Sirigu ha parato senza problemi (17’); il Torino si rifaceva vedere dalle parti di Reina con Niang che, però, calciava male (21’); una percussione insidiosa con conclusione dalla distanza di Chiriches che non inquadrava lo specchio (24’); subito dopo l’erroraccio di Burdisso che dopo aver ricevuto da Bonifazi in area non era lesto nel liberarsi della palla e, soprattutto, era  rivolto verso Sirigu e non si accorgeva dell’arrivo di Mertens che gli soffiava così la palla e di destro la spediva in porta (25’). Il Torino provava a reagire allo svantaggio, ma non andava oltre a un paio di calci d’angolo, mentre il Napoli era impreciso con Insigne nel tiro dopo una bella progressione (39’) e poi un altro grave errore di Baselli che dopo aver recuperato palla sbagliava l’appoggio e la consegnava a Callejon che entrava in area e di destro tirava, però troppo su Sirigu che riusciva a respingere (42).
Nella ripresa il Torino è entrato in campo con più determinazione riuscendo ad alzare il baricentro e a rendersi più pericoloso sotto porta. Su una ripartenza in velocità Ljajic ha visto l’inserimento di Baselli e lo ha servito che da posizione un po’ defilata ha tirato trovando la deviazione di Chiriches che ha così ingannato Reina e la palla è entrata in rete per il primo pareggio (55’). Atro contropiede e Niang, servito da Acquah, mandava la sfera sull’esterno della rete (59’). Sarri e Mazzarri davano allora il via alle sostituzioni per cercare di vincere la partita: Milik per Mertens (63’), Belotti per Niang (63’) e Hamsik per Zielinski (69’). Milik subito centrava il palo con una bordata deviata da Burdisso (70’) e poi Callejon serviva Hamsik che tutto solo soletto dal limite faceva partire un gran tiro angolato e riportava il Napoli in vantaggio (72’), per lui il centesimo gol in serie A. Un’altra occasione veniva sprecata da distanza ravvicinata da Milik che su cross di Callejon allargava troppo e mandava sul fondo (77’). Mazzarri faceva entrare Falque per Baselli (78’), lo voleva già sostituire con Belotti appena prima che segnasse. Il Napoli abbassava il ritmo e dava l’impressione di essere stanco e il Torino ne approfittava. Il solito Ljajic serviva De Silvestri, appostato sul secondo palo e sfuggito al controllo di Mario Rui e Insigne, che di testa segnava il definitivo due a due (83’). Gli ultimi due cambi erano quelli di Valdifiori per Rincon (87’) e Ounas per Callejon (88’). Ancora un tentativo del Torino, Faque recapitava il pallone a Belotti in area, ma il “Gallo” era anticipato in uscita da Reina (90’). La squadra di Sarri con le ultime energie nervose che le rimanevano tentava di riportasi in vantaggio, però, la rimessa laterale di Insigne che liberava Hamsik in area era deviata da N’Koulou, il Napoli protestava per un presunto fallo di mano che non c’era (93’). Il fischio finale decretava che per il Napoli il sogno scudetto di fatto è fumato e il pubblico comunque ringraziava i giocatori che ci avevano provato, lacrime in campo e sugli spalti.

Al Napoli l’onore di aver reso difficile la vita alla Juventus quasi fino all’ultimo e di aver disputato una grande annata, forse, però, c’è il rimpianto di essere arrivato alla fine un po’ stanco avendo utilizzato quasi sempre gli stessi giocatori. Se il ciclo di Sarri sia finito come quello di alcuni giocatori lo si capirà definitivamente a campionato concluso, ma è probabile che qualche addio sia inevitabile, l’importante è che chi arriverà abbia le qualità per rendere i partenopei più forti sia in Italia sia all’estero.
Mazzarri chiedeva risposte ai sui giocatori, nel primo tempo non sono arrivate, mentre nella ripresa qualcuna forse si è vista, ma l’allenatore non si è sbilanciato pubblicamente in conferenza stampa: “Il primo tempo sono stato contento per la fase difensiva, il Napoli ha creato almeno cinque sei palle gol. I ragazzi hanno fatto bene, ma mi sono un po' arrabbiato perché eravamo contratti. Abbiamo fatto errori tecnici in fase d’impostazione, ci siamo messi in difficoltà da soli. Nella ripresa ho detto di giocare come sappiamo e abbiamo fatto bene. I singoli? Alcune cose sono andate bene, altre meno. Le valutazioni le tengo per me, poi le comunicherò alla società quando il campionato sarà finito”. Bonifazi oggi ha meritato la sufficienza per aver eseguito i suoi compiti senza particolari sbavature o errori e riuscendo anche ad anticipare in qualche occasione l’avversario di turno e mantenendo la posizione correttamente in certe situazioni difficili. Ljajic non si è messo in particolare luce e per lunghi tratti non sembrava che fosse in campo, ma quando ha deciso di sfruttare il suo potenziale ha servito due assist vincenti. Belotti a parte un paio di sponde non ha fatto altro e da lui ci si aspetta di più, anche se subentra. Niang è farraginoso quando ha la palla e frenetico quando deve difenderla in campo deve leggere meglio e con maggiore lucidità le situazioni, maglio nella ripresa, ma è ancora troppo poco. Acquah in mezzo ai centrocampisti del Napoli fatica e mancandogli qualità ricorre ai falli, ma ci vuole ben altro per una squadra che mira a posizioni superiori al decimo posto. Altre verifiche ci saranno con Spal e Genoa poi la palla passerà a Mazzarri che la cederà a Petrachi e Cairo.