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Juric continua a parlare molto chiaro, ma ora tocca al Torino con i fatti di mercato portare avanti il progetto

di Elena Rossin
Fonte: Elena Rossin
Vagnati e Cairo

Ivan Juric è stato preso un anno fa con l’intento di rilanciare il Torino, prova ne è il contratto triennale, dopo due stagioni di salvezze arrivate all’ultimo e lui ha assolto il compito riportando il Torino a metà classifica già al primo anno, seppur abbia incontrato problemi prima di tutto perché l’estate scorsa non gli è stata consegnata una squadra come lui avrebbe voluto e per ottenere almeno qualche giocatore un po’ funzionale al suo modo di fare calcio è stato costretto a chiederlo pubblicamente e così, soprattutto alla fine del calciomercato, nel complesso ha ottenuto Berisha, Zima, Pobega, Praet, Brekalo, Pjaca e Warming e si è arrangiato. A gennaio poi nel mercato di riparazione sono arrivati tre giovani di prospettiva, Ricci, Pellegri e Seck, più Fares che però si è subito fatto male e non ha mai giocato neppure un secondo. Ha migliorato la fase difensiva e seppur sia stato subito qualche gol di troppo, in particolare dopo il 75esimo che ha comportato la perdita di non pochi punti, la difesa è risultata una delle più solide della Serie A. Infatti, a una partita dalla fine del campionato, è la quinta e hanno fatto meglio solo le difese delle squadre che si sono piazzate nei primi quattro posti, Milan, Napoli, Inter e Juventus, e che accederanno alla prossima Champions League. Ha reso equilibrato il centrocampo. Ha valorizzato alcuni giocatori, Djidji, Zima, Rodriguez, Buongiorno, Singo, Vojvoda, Lukic, Pobega e Brekalo e ha consacrato definitivamente Bremer. Ha sopperito agli infortuni anche di calciatori importanti, Belotti, Praet, Madragora e Pjaca, che gli hanno tolto a più riprese risorse fondamentali. La fase offensiva ha prodotto meno di ciò che ci si aspettava. Mai, se non accadrà questa sera contro la Roma, la squadra è riuscita a battere una cosiddetta big al più ha pareggiato con Lazio due volte, Atalanta, Juventus, Inter e Milan. E ci sono state delle sconfitte con squadre più deboli, Spezia, Udinese, Venezia, Cagliari e Genoa, ma tenuto conto del quadro generale di più Juric non poteva fare.

Adesso che, come lo stesso Juric ha più volte detto, le basi sono state poste va alzata l’asticella. Ma già prima che il mercato abbia inizio, i battenti saranno aperti il 1° luglio e chiuderanno il 1° settembre, ci sono i problemi dei riscatti dei giocatori in prestito. Brekalo ha comunicato già da due mesi che non vuole restare al Torino, e non saranno riscattati Mandragora, Praet e Pjaca e Pobega, per il quale il Torino oltretutto non aveva alcun diritto per il riscatto, tornerà al Milan. Mentre il club granata deve capire che fare con Pellegri, tenuto conto che anche nel periodo in granata i suoi problemi fisici lo hanno frenato. Bremer sarà ceduto e Belotti non si sa se resterà. Juric ha dichiarato che lui è disposto a proseguire nel progetto, ma che dipende anche dalla società: "Penso di sì che il 1° luglio (giorno del raduno in vista della prossima stagione, ndr) ci sarò, ma dipende da quello che vuole fare la società. Quest'anno è andato alla grande per tutto quello che doveva essere e adesso, come ho detto le ultime volte, questa piazza ha bisogno di fare passi in avanti, di crescere. E’ difficilissimo perché vediamo che altre società che hanno investito tanti soldi e mantenuto la squadra fanno grandissima fatica ad avvicinarsi ai primi posti. Dipende veramente da quello che la società ha nella testa: questo è chiaro”. E non spaventa Juric il fatto che può perdere giocatori che sono stati fondamentali in questo campionato: "Non si parte da zero. Sulle fasce abbiamo giocatori, ma dobbiamo migliorare. In difesa penso che perderemo Bremer e dobbiamo migliorare, però ci sono altri: Rodriguez, Buongiorno, Zima che comunque sono ragazzi che hanno fatto bene. In mezzo comunque abbiamo un po’ di giocatori, ma ne vanno aggiunti altri. Sulla trequarti è un po’ così così. In attacco vedremo cosa deciderà Belotti, ma abbiamo Sanabria e si deve vedere che cosa fare con Pellegri (in prestito con diritto di riscatto dal Monaco, ndr). Non partiamo proprio da zero, ma ci sono tante cosa da fare e, come ho detto, può essere una grande occasione. Non bisogna vedere tutto con tristezza, secondo me, perdiamo Brekalo e dobbiamo prendere un giocatore più forte di lui. E si può. Questa è la mia idea e perderemo anche altri giocatori, ma possiamo prenderne di più forti. L’unico che non prenderemo più forte è il sostituto di Bremer, questo è sicuro perché Gleison ha fatto un campionato strepitoso ed è stato dominante. Lo si sostituirà cercandone uno che si avvicina a lui”.

Juric alla società non chiede nulla, nemmeno di trattenere Praet, ma ha una speranza: "Mi auguro veramente che dopo un anno sia tutto un po’ più chiaro su quali tipologie di giocatori servono e sul modo di fare il mercato. Adesso vedremo. Quello che io voglio e i giocatori che penso che siano forti o che non lo siano, giocatori che hanno prospettiva oppure no. Vedremo se siamo entrati in sintonia".
Cairo, in primis, e Vagnati, di conseguenza, sono in sintonia con Juric? Dal mercato la risposta.