Le pagelle di Ele, Como-Torino 6-0: tutti male, non si salva nessuno. La difesa un disastro. Vlasic il fantasma di se stesso
Fonte: Elena Rossin
Paleari: 5. Sei gol subiti sono un passivo molto pesante e ha evitato che fosse ancora peggiore con un paio di parate, ma sul gol di Baturina è stato lento nel tuffarsi e poi dopo il rigore, ha intuito il lato, la squadra ha mollato e lui non ha potuto fare molto per evitare di prendere gli altri tre gol seppur sul secondo di Douvikas qualche cosa in più avrebbe potuto fare. Vojvoda ha servito Nico Paz, al limite dell’area, che è avanzato, ma Ilkhan in scivolata è intervenuto evitando pericoli, però c’era fuorigioco dei lariani (2’). Ripartenza rapida gestita da Baturina che ha aperto per Vojvoda che ha crossato per Jesus Rodriguez che di testa ha sfiorato il palo alla sua sinistra (5’). Baturina ha protetto la palla e ha servito Jesus Rodriguez che solo davanti a lui ha mancato l’impatto di pochissimo (7’). Tameze ha gestito male la sfera mettendola in mezzo al campo e Da Cunha ne ha approfittato dandola a Douvikas che da metà campo è avanzato centralmente, con Ismajli che gli ha permesso di prendere la profondità e Coco che non è riuscito ad ostacolarlo, e dopo essere entrato in area ha concluso segnando (9’). Butez ha lanciato in verticale per Da Cunha che poi ha fatto sponda per Douvikas che al limite dell’area si è fatto chiudere prima di riuscire a calciare (15’). Da Cunha ha fatto quello che ha voluto senza essere fermato né da Ilkhan né da Vlasic e così ha scodellato palla per Valle che sulla trequarti l’ha data a Baturina che non si è fatto impressionare dal tentativo di chiudergli lo spazio da parte di Ismajli e col destro ha tirato sul primo palo e lui non ci è arrivato perché si è tuffato in lieve ritardo (16’). Vojvoda lo ha visto fuori dai pali e da grande distanza ha tentato la conclusione, ma la palla è terminata sul fondo facendo infuriare Fàbregas (28’). Douvikas ha saltato due avversari e ha calciato, ma lui in tuffo ha parato evitando di subire il terzo gol (29’). Jesus Rodriguez, sull’appoggio di Douvikas, è entrato in area, ma poi il suo mancino ha mandato la palla alta sopra la traversa (31’). Vojvoda si è inserito e ha crossato sul primo palo e Valle in scivolata ha cercato di arrivare sulla palla, ma Tameze, anche lui in scivolata, lo ha anticipato (38’). Nico Paz ha servito Baturina che ha visto Jesus Rodriguez in mezzo all’area e ha crossato per lui che col mancino ha mandato alto (40’). Baturina ha imbeccato Douvikas che con il destro a incrociare ha tirato, però ha calciato male e lui ha parato senza problemi (45’). Sul cross di Barutina, Nico Paz ha concluso col mancino senza inquadrare la porta (45’+1’). Ha anticipato Jesus Rodriguez (48’). In uscita ha anticipato Nico Paz sul lancio lungo di Butez (52’). Douvikas ha provato a servire Baturina invece di fare una giocata personale e la sua difesa è quindi intervenuta (53’). Douvikas in area ha ricevuto palla e ha tentato la conclusione che si è rivelata un tiro-cross che è stato intercettato in spaccata da Maripán, che però ha preso la palla con la mano e subito ci sono state le proteste del Como, ma Feliciani non ha concesso il rigore lasciando continuare (55’). L’arbitro è stato poi richiamato dal Var a rivedere l’azione al monitor (57’), anche perché il pallone aveva prima colpito la gamba del difensore e Feliciani dopo aver rivisto le immagini ha decretato il calcio di rigore: il braccio di Maripán era alquanto largo e il successivo movimento sembrava volontario (58’). Da Cunha dal dischetto col mancino ha calciato la sfera infilandola sotto l'incrocio e lui pur intuendo il lato non ci è arrivato (59’). Dopo un giro palla Baturina ha verticalizzato per Douvikas, sfuggito al controllo di Lazaro, che in area lo ha scartato e ha segnato; Maripán lento nel leggere la situazione e Coco scivola nel tentativo d’intervenire (66’). Sul cross di Caqueret, Kühn, appena entrato, ha avuto la meglio su Obrador e ha concluso dal limite con il mancino e la deviazione dello spagnolo lo ha messo fuori dai giochi e allora sono diventate cinque le reti di vantaggio del Como (70’). Casadei rivolto fronte la porta di testa, da dentro l’area, ha allontanato la palla mandandola all’indietro, ma di fatto ha servito Caqueret che l’ha stoppata e con il destro da fuori area di contro balzo l’ha insaccata (76’). Ha parato un tiro di testa di Kühn, che era andato su un cross di Vojvoda (83’). Valle dal fondo ha crossato, ma Pedersen ha mandato in angolo (84’). Su sviluppo da calcio d’angolo, Caqueret ha mandato il pallone verso il secondo palo dove c’era Vojvoda senza però essere preciso (85’).
Tameze: 4. Come i compagni di reparto ha fatto una partitaccia, pur tenendo conto che è un centrocampista che si sacrifica a fare il braccetto a destra nella linea difensiva. La miglior cosa che ha fatto l’intervento su Valle. Ha gestito male la sfera mettendola in mezzo al campo e Da Cunha l’ha fatta sua e ha servito Douvikas che ha poi segnato (9’). Un po’ debole la sua conclusione di destro da fuori area (19’). Ha fermato Baturina con le spicce e il Como ha ottenuto un calcio di punizione (22’). In area ha coperto la scivolata di Valle anticipandolo e evitando un grande pericolo (38’). Jesus Rodriguez gli ha fatto tunnel e lui gli ha fatto fallo (48’). (Dal 68’ Obrador: 5. Al debutto in granata. E’ stato sfortunato a dover entrare in una gara così. Sul cross di Caqueret, Kühn, appena entrato, ha avuto la meglio su di lui e ha concluso dal limite con il mancino e la sua deviazione ha messo Paleari fuori dai giochi e allora sono diventate cinque le reti di vantaggio del Como (70’)).
Ismajli: 3. Sfortunato per l’infortunio, ma prima di uscire aveva già commesso due errori gravi. Ha permesso a Douvikas di prendere la profondità (9’). Non è riuscito a chiudere lo spazio a Baturina che ha segnato (16’). Ha lasciato anticipatamente il campo per un problema dopo un contatto con Nico Paz (21’). (Dal 22’ Maripán: 2. Uno con la sua esperienza quando vede la squadra in grande difficoltà la deve prendere per mano in campo, ma così non è stato. Le parole dette nell’intervallo sotto il tunnel potevano essere di sprono però lui per primo doveva dare il 100% una volta messo piede sul terreno di gioco. Si è posizionato a sinistra, con Coco che si è spostato al centro. Perrone gli ha fatto tunnel (42’). E’ stato lento nel leggere la situazione non riuscendo così a intervenire su Douvikas in occasione del secondo gol del greco (66’)).
Coco: 2. Non ha saputo tener testa all’avanzata di Douvikas in occasione del primo gol, ha perso molti duelli con lui ed è scivolato nell’azione del secondo gol del greco. Ha lasciato autostrade a più corsie agli avversari. Dopo l’uscita di Ismajli lui è passato al centro (22’). Non è riuscito a fermare l’avanzata in velocità di Douvikas che poi ha segnato (9’). Si è scontrato con Douvikas colpendolo, ma per l’arbitro non c’è stato fallo (41’). E’ scivolato nel tentativo di contrastare Douvikas quando il greco ha segnato il secondo gol (66’).
Pedersen: 4,5. Ha perso troppi duelli e Jesus Rodriguez gli ha dato filo da torcere, si è fatto anticipare parecchie volte e i suoi cross sono stati troppo spesso imprecisi. Mezzo voto in più perché rientrava da un infortunio. E’ stato ammonito per un'entrata in ritardo su Valle (18’). E’ arrivato sul fondo e ha crossato, ma nessun compagno è arrivato sulla palla (26’). Ha provato a servire Casadei sul secondo palo (44’). Lanciato da Ilkhan, in uscita Butez ha mandato in fallo laterale (49’).
Ilkhan: 5. Ha patito le giocate del Como pur cercando di contrastare gli avversari e non è riuscito a dare equilibrio alla squadra. In scivolata in area ha evitato che Nico Paz si rendesse pericoloso, c’era fuorigioco dei lariani (2’). Da Cunha ha fatto quello che ha voluto senza essere fermato né da lui né da Vlasic e così ha scodellato palla per Valle dando il là all’azione del raddoppio del Como (16’). Ha lanciato Pedersen (49’). Ha duettato con Adams, ma sul passaggio di ritorno per lui Vojvoda ha intuito e lo ha chiuso (63’). (Dal 68’ Anjorin: 5. E’ entrato che la partita era già compromessa, ma non ha fatto niente di che).
Casadei: 5. Ha corso, ma non è stato incisivo. I suoi errori nei palleggi hanno permesso più volte al Como di recuperare palla, avrebbe bisogno di un giocatore esperto al suo fianco, che gli tolga pressione e lo guidi, per rendere di più. Ha spizzato di testa per Adams (12’). Cercando di entrare in area ha commesso fallo su Vojvoda che si era infilato fra lui e la palla (35’). Vojvoda lo ha scavalcato (38’). Pedersen ha provato a servirlo sul secondo palo, ma lui non ci è arrivato, anche perché Vojvoda si è messo in mezzo (44’). Lazaro ha crossato in mezzo per lui che ha schiacciato di testa a terra, ma senza inquadrare la porta (72’). Rivolto fronte la porta di testa, da dentro l’area, ha allontanato la palla mandandola all’indietro, ma di fatto ha servito Caqueret che l’ha stoppata e con il destro da fuori area di contro balzo l’ha insaccata (76’).
Lazaro: 4,5. Ha cercato di fare qualche cosina, ma progressivamente è finito anche lui per affossare come tutta la squadra e in fase difensiva ha lasciato parecchio a desiderare e non solo per essersi lasciato sfuggire Douvikas in occasione del secondo gol del greco. Con una diagonale ha portato via la palla a Jesus Rodriguez sul velo di Nico Paz (11’). Ha di nuovo portato via palla a Jesus Rodriguez e poi ha servito Ngonge (27’). Sulla verticalizzazione di Baturina, Douvikas è sfuggito al suo controllo e poi ha segnato (66’). Ha crossato in mezzo per Casadei (72’).
Vlasic: 3. Ha giocato pochissimi palloni, soprattutto nel primo tempo non entrando mai nel vivo del gioco, e non ha dato una mano per evitare la disfatta. Idee pochissime, di fatto il fantasma di se stesso. Un piccolo sussulto nel finale è davvero una miseria. Da Cunha ha fatto quello che ha voluto senza essere fermato né da Ilkhan né da lui e così ha scodellato palla per Valle dando il là all’azione del raddoppio del Como (16’). Ha servito Zapata che era in fuorigioco (79’). Ha tentato la conclusione, mandando di molto a lato (90’).
Ngonge: 4. Anche lui fuori fase e troppo discontinuo. Nullo o quasi il suo supporto a Adams. Sull’errore d’impostazione con i piedi di Butez, ma lui non ne ha approfittato e così Valle ha recuperato la palla (4’). Sul passaggio di Lazaro ha stoppato la palla con il braccio (27’). In area ha provato a controllare la palla, ma Ramon lo ha portato sul fondo e lui ha perso la sfera e i tifosi lo hanno fischiato (45’+2’). Ha costretto Kempf, era in ritardo, al fallo guadagnando una punizione (50’). Con un pallonetto ha cercato di sorprendere Butez, ma la palla è finita sopra la traversa, anche se di non molto, e comunque era in fuorigioco (54’). (Dal 68’ Zapata: 5. La partita era già compromessa quando è entrato in campo, ma non è riuscito a tenere un po’ più alta la squadra per cercare di evitare che i giocatori del Como arrivassero con troppa facilità dalle parti di Paleari. Ha controllato la palla ricevuta da Vlasic e ha tirato, ma Butez in uscita ha parato e comunque era in fuorigioco (79’)).
Adams: 5. Poco servito, ma almeno ha provato a fare il suo lavoro di attaccante anche se la mira è stata il più delle volte discutibile. E’ intervenuto per evitare che il Como ripartisse, ma ha commesso fallo (6’). Sulla spizzata di Casadei, ha concluso da dentro l’area, ma Kempf l’ha murato (12’). Su sviluppo da calcio di punizione ha tentato la girata di testa, ma non ha inquadrato la porta (25’). Butez gli ha calciato la palla addosso, ma lui non è riuscito a controllarla (36’). Ha duettato con Ilkhan (63’). Si è accentrato e ha tirato verso il primo palo, ma Butez ha parato a terra senza problemi (65’). Sulla schiacciata di testa di Casadei, ha recuperato palla però era in fuorigioco (72’).
Marco Baroni: 4. Quarta sconfitta consecutiva in campionato e un’altra disfatta, pure peggiore di quella dell’andata (5 a 1), con il Como che ha segnato per la prima volta nella sua storia sei reti nella stessa partita in Serie A. Non ha un parco giocatori adeguato, aveva molti infortunati e fa a meno anche di qualcuno per scelta tecnica, ma questo non basta a giustificare partite così inconsistenti. Ormai si fa fatica a pensare che i giocatori lo seguano davvero e che il lavoro che fa quotidianamente al Filadelfia possa migliorare più di tanto una squadra che non ha equilibrio e che subisce gol a raffica e fatica a realizzarne.
Non convocati perché infortunati Aboukhlal, Biraghi, Dembélé, Gineitis, Ilic, Masina, e Simeone, mentre Asllani, Nkounkou e Sazonov perché non rientrano più nei piani tecnici. La formazione che ha schierato è quindi stata: Paleari in porta. Linea difensiva formata da Tameze, Ismajli e Coco con Maripán in panchina. Sulle fasce Pedersen e Lazaro e in mezzo al campo Ilkhan e Casadei. Sulla trequarti Vlasic. In attacco Ngonge, preferito a Zapata, e Adams.
Subito il Como si è mostrato aggressivo e determinato, mentre i suoi fin da subito hanno patito gli avversari, più forti anche sul piano fisico, e sono stati incapaci di sfoderare il proprio gioco. Il pressing alto è risultato controproducente per gli spazi che sono stati lasciati dietro e che il Como ha sfruttato con facilità. La sua squadra è stata troppo statica sia in fase di possesso sia in quella di non possesso e andare a pressare Butez sui rilanci non è stata poi così tanta roba. Nessun tiro in porta nella prima frazione di gioco, mentre al Como ne sono bastati tre per segnare due gol con Douvikas (9’) e Baturina (16’) e Paleari ha evitato il terzo (Douvikas 29’) e i lariani non sono stati precisi in altre Jesus Rodriguez (5’ e 39’), Vojvoda (28’) e Nico Paz (45’+1’). Un tentativo da parte di Adams (13’) e uno ancor minore di Ngonge (45’+2’). A complicare una situazione già difficile anche l’infortunio di Ismajli sostituito da Maripán (21’).
Nella ripresa Fàbregas ha invertito le posizioni di Jesus Rodriguez e Baturina. Il Como è ripartito subito deciso mantenendo il possesso palla e impedendo al Torino di pressare. Una minima reazione i granata l’hanno tentata (Ngonge 54’, era comunque in fuorigioco), ma il rigore per un fallo di mano di Maripán ha sento la luce ai suoi che di fatto si sono arresi al Como dopo la rete dagli undici metri di Da Cunha (59’). E i lariano hanno così potuto dilagare Douvikas (66’), Kühn (70’) e Caqueret (76’). Un sussulto finale i granata lo hanno avuto con Zapata (79’ che era in fuorigioco) e Vlasic (90’ tiro completamente sballato). I cambi non hanno fatto la differenza se non quelli del Como: Zapata per Ngonge (68’), Obrador per Tameze (68’), Anjorin per Ilkhan (68’), Kühn per Jesus Rodriguez (68’), Caqueret per Baturina (68’) e Sergi Roberto per Perrone (68’). E successivamente Smolcic per Nico Paz (73’) e Moreno per Douvikas (73’).
I tifosi del Como hanno dedicato un coro a Fàbregas (78’). E al termine della gara Baroni e i giocatori sono andati sotto il settore ospiti per un confronto con i tifosi.
La squadra di Fàbregas ha giocato a calcio con normalità controllando sempre la gara e ha fatto tutto bene, la sua invece non ha mai saputo tenere testa agli avversari e neppure sviluppare il proprio gioco: in questo momento vedere anche un barlume di luce granata in fondo al tunnel è difficile.
COMO: Butez: 6; Vojvoda: 6,5; Ramon: 7; Kempf: 7; Valle: 6,5; Perrone: 6,5 (dal 68’ Sergi Roberto: 6); Da Cunha: 7,5; Jesus Rodriguez: 6,5 (dal 68’ Kühn: 7); Nico Paz: 6,5 (dal 73’ Smolcic: 6); Baturina: 7,5 (dal 68’ Caqueret: 7); Douvikas: 7,5 (dal 73’ Moreno: 6).
Cesc Fàbregas: 8.
Arbitro Ermanno Feliciani: 5,5. Partita non difficile da gestire, ma è dovuto intervenire il Var nell’unica azione rilevante. Potrà anche essere discutibile il rigore assegnato al Como, ma lui inizialmente aveva lasciato proseguire per poi cambiare idea dopo la revisione delle immagini al monitor.
Ha ammonito Pedersen per un'entrata in ritardo su Valle (18’). Non ha ritenuto falloso lo scontro fra Coco e Douvikas, che dopo essere stato colpito è caduto a terra (41’). Douvikas in area ha ricevuto palla e ha tentato la conclusione che si è rivelata un tiro-cross che è stato intercettato in spaccata da Maripán, che però ha preso la palla con la mano e subito ci sono state le proteste del Como, ma lui non ha concesso il rigore lasciando continuare (55’). Però è stato poi richiamato dal Var a rivedere l’azione al monitor (57’), anche perché il pallone aveva prima colpito la gamba del difensore e dopo aver rivisto le immagini ha decretato il calcio di rigore: il braccio di Maripán era alquanto largo e il successivo movimento sembrava volontario (58’). Alla fine ha dato solo un minuto di recupero ponendo fine allo strazio dei tifosi del Toro.