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LIVE Baroni: "Adams sta meglio, Simeone è in avvicinamento. Domani determinante per noi e per la Viola. Sono contento del mercato. La classifica non ci piace"

di Elena Rossin
Fonte: Dall'inviata alla conferenza stampa Elena Rossin
Marco Baroni

Il Torino dopo il ritorno alla vittoria in campionato col Lecce e l’eliminazione dalla Coppa Italia per mano dell’Inter cercherà di dare continuità al risultato con i salentini e accumulare altri punti per tenersi a distanza dalla zona pericolante della classifica.
L’allenatore del Torino, Marco Baroni, fra poco in conferenza stampa presenterà la partita con la Fiorentina, che è terzultima in classifica con 9 punti in meno ed è guidata dell’ex tecnico Vanoli, in programma domani alle ore 20,45 allo stadio Artemio Franchi.

Vittoria col Lecce ed eliminazione dalla Coppa Italia contro l'Inter, quali obiettivi può ancora darsi il Torino che oggi ha una posizione di classifica più tranquilla di una settimana fa? 
"Non la vedo così, è una classifica che non ci piace e vogliamo migliorarla. Tutti dobbiamo creare le condizioni, io per primo, affinché possiamo allontanarci e questo è il primo obiettivo. Poi all’interno di questo ci sono tanti altri obiettivi come crescere e costruire ed è ciò che dobbiamo e vogliamo fare tutti insieme".

Ci aggiorna su come stanno gli infortunati?
"Ismajli è ancora fermo, gli altri stanno piano piano rientrando in gruppo. Oggi abbiamo svolto una seduta d’allenamento e la ravvicinata delle due gare ci ha permesso di fare un buon lavoro, di grande attenzione tutelando chi ha giocato. Quella di Firenze è una partita importantissima e ci teniamo, troveremo un avversario che giocherà con grandissima veemenza e determinazione. Sotto questo aspetto dovremo essere al livello". 

Alla luce del mercato, nuovi arrivi e partenze, l’impostazione del gioco cambia e se sì come?
"No, no. Abbiamo corretto e siamo contenti dei giocatori che sono arrivati. In parte non li abbiamo anche visti alcuni perché non gli abbiamo neppure dato il tempo di posare le valigie e sono andati in campo. Sono molto contento, adesso dobbiamo integrarli velocemente, anche se sono già entrati all’interno del gruppo con grande determinazione e partecipazione".

Mercoledì sera con l’Inter ha detto che “la squadra è stata un po' passiva nel primo tempo”, con la Fiorentina, che ha bisogno di punti in chiave salvezza, il Torino, visto l’impegno ravvicinato, è in grado di fare una partita ad alta intensità per 90’?
"Mi spiace che cogliate sempre la parte negativa perché ho detto che la squadra ha fatto una gara ordinata, ma dovevamo portare più pressione. Nel primo tempo l’Inter ha calciato pochissimo in porta e ha crossato pochissimo. I numeri finali dell’incontro dicono che oltre a un gol annullato a noi per pochi centimetri, c'è stato equilibrio e che abbiamo crossato più di loro. Siamo dispiaciuti perché ci tenevamo a  passare il turno, però la squadra ha fatto una partita come doveva fare, ma che avrebbe dovuto mettere, come ho detto,  nel primo tempo una maggiore aggressività".

Come stanno Adams e Simeone? Sono recuperabili?
"Adams oggi stava meglio e si è allenato, Simeone è in avvicinamento e sta bene, ma anche a lui occorre minutaggio e spero lo ritrovi velocemente. Sono molto contento anche della prestazione di Njie e di Kulenovic, sicuramente stiamo portando dentro, oltre a quelli che avevamo, due giocatori che ci daranno una grande mano".

Ha detto che Kulenovic  è un uomo squadra, cosa in può portare e come  con lui potrebbe cambiare un pochino il gioco?
"Ho detto così perché è arrivato poche ore prima della gara col Lecce, ma avevo visto tante sue partite e contro l'Inter ha avuto una straordinaria disponibilità e partecipazione che forse non gli riconoscevo e per questo è un uomo squadra. Quando giochi con quella partecipazione sei un uomo squadra, quindi siamo contenti. E' venuto per fare bene e ci darà una grande mano”

Gli abbiamo visto fare cross alti, che caratteristiche ha?
“Non è bravo solo sui cross, ha qualità anche per far salire la squadra e sa ricevere come vertice, ha molta mobilità. E ha anche una buona velocità di base, ha spinto tanto fino all'esaurimento: è un aspetto molto positivo".

Come sta Njie? E' recuperato?
"A Monza è uscito per crampi, ieri lo abbiamo tenuto a risposo, ma oggi stava meglio e sicuramente sarà della partita".

Le chiedo un aggiornamento su Schuurs.
"Più tardi la società farà una comunicazione. E' un ragazzo straordinario, sta vivendo una situazione non facile. Ma è un professionista e un uomo di altissimo livello".

Kulenovic può giocare titolare? Tameze è un po’ in calo, in difesa può giocare Maripán?
"Tameze ha un fastidio al tendine da una decina di giorni, ma è andato in campo ugualmente e posso solo ringraziarlo perché ha dato disponibilità in un momento di emergenza e grande difficoltà. Stiamo cercando di alleggerire l'infiammazione, ma il ragazzo è sempre molto disponibile. Kulenovic? Sarà della gara, ma devo fare ancora delle valutazioni".

Come sarà gestito il dualismo Prati-Ilkhan?
"Sono entrambi due mediani che possono anche lavorare da mezzala. Stanno lavorando da vertice basso, Ilkhan lo sta facendo bene e deve mantenere la velocità di gioco che aveva nelle prime partite. Ha alzato il minutaggio, ha qualche acciacco. Partono in linea e chi va più forte e mi dà maggiori garanzie, gioca".

Gineitis come sta?
"Meglio”.

Potrebbe giocare dal 1’?
“E’ una valutazione che devo fare e la farò insieme al giocatore però sta bene”.

La classifica è ambigua: quanto è importante che i giocatori dimostrino senso di responsabilità, attaccamento e maturità? Se pensano che la stagione sia finita c'è il rischio che non ci siano abbastanza stimoli? Se pensano invece diversamente si potrebbero mettere dei mattoni?
"Quando la mattina ti alzi e vai a lavorare cerchi sempre di dare il meglio di te al di là di ciò che trovi e delle situazioni. Personalmente vivo di ambizioni e di rinnovare le sfide con me stesso ogni giorno e voglio trasferire questo alla squadra. Mediocrità è una parola che non accetto mai come input mio personale. Abbiamo una classifica che non ci piace, che vogliamo migliorare assolutamente e ci adopereremo dando tutte le risorse che abbiamo. La responsabilità dell’attaccamento e della dedizione è di tutti, me compreso e non solo dei giocatori: tutti siamo in gioco. Il Torino dovrà fare delle scelte e quindi alla fine si tirerà una linea. Il Toro dovrà fare scelte e all’interno di queste scelte  ognuno di noi deve dare non tutto ma ancora di più di ciò che ha per migliorare. Quando ho parlato di miglioramento, anche di classifica rispetto allo scorso anno ... l'anno scorso è stato fatto un ottimo lavoro, io ero in una squadra che era arrivata settima e aveva fatto 65 punti. Il Torino, con un grande lavoro, era arrivato undicesimo, se non mi sbaglio, con 44 punti e tra settimo e undicesimo non ci sono tante posizioni, ma 21 punti di differenza. Parlo di migliorare non per farsi bello perché si fa un punto in più perché ho grande rispetto del lavoro che è stato fatto, io parlo di miglioramento non solo di classifica, ma di tutto. Di lavoro, di creare mentalità, caratteristiche che servono per poi eventualmente per colmare il gap. 21 punti sono quasi un girone, chi vuole tutto e subito sta sbagliando tema, secondo me. In questo momento per di più abbiamo una classifica che non ci piace e domani a Firenze giochiamo una partita determinante per noi e per loro".

Al Torino ci sono troppe stagioni simili pur con allenatori e giocatori diversi, il problema della mediocrità non è sul suo lavoro bensì è generalizzato.
"Ho parlato di mediocrità non perché sia stata scritta. Qui c'è gente ambiziosa, dal direttore al sottoscritto e alla squadra. Facciamo il lavoro più bello del mondo e dobbiamo ringraziare queste partite difficili e complicate, dobbiamo desiderarle, viverle e sentirle perché non tornano e quando una cosa non torna bisogna trattenerla e sfruttarla al meglio per ciò che è per le proprie possibilità. Ogni mattina mi alzo per tornare a casa migliore alla sera e per farlo si deve avere ambizione. Ambizione è una parola che tutti usiamo, ma poi bisogna darle significato e valore. Serve impegno, dedizione, perché facendo così hai già messo qualcosa". 

Ognuno può mettere ambizione, ma purtroppo il Toro sembra un tavolino con tre gambe e lei è una di queste, cosa può dirci?
"No. Sono abituato nelle difficoltà a tenere tutti insieme. E qui c'è gente che vuole tenere tutti insieme".


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