LIVE Baroni: "Con la Roma serve una prestazione di altissimo livello e vogliamo sfidare noi stessi. Sono ottimista sul recupero di Ismajli e Simeone. Zapata non sarà mai un problema"
Fonte: Dall'inviata alla conferenza stampa Elena Rossin
Il Torino dopo la miglior prestazione della stagione fatta martedì in Coppa Italia con la Roma, e la conseguente vittoria con passaggio del turno con approdo ai quarti, a distanza di cinque giorni affronterà in campionato di nuovo i giallorossi, già battuti all’andata.
L’allenatore del Torino, Marco Baroni, fra poco in conferenza stampa presenterà la partita con la Roma in programma domani alle ore 18 allo stadio Grande Torino Olimpico.
Baroni prende la parola: "Buongiorno, purtroppo questa mattina ci siamo svegliati con questa triste notizia, mi unisco insieme al mio staff al cordoglio della mia società e del Presidente nel ricordo di Commisso. Un abbraccio forte alla sua famiglia e al popolo viola".
Subito il responsabile della comunicazione, Piero Venera, ha informato sulle condizioni fisiche di alcuni giocatori: Ieri a parte si sono allenati Ismajli, per i postumi del pestone alla caviglia preso martedì in Coppa Italia, Simeone, per i postumi di un trauma contusivo alla gamba e Dembélé, per un sovraccarico muscolare al polpaccio.
Ismajli e Simeone sono recuperabili per domani?
"Sì sono fiducioso per entrambi, forse più per Ismajli. I giocatori ieri hanno avuto ottime sensazioni e oggi faranno un test".
Come si fa a replicare con continuità la prestazione che la squadra ha avuto a Roma in Coppa Italia?
"Non cerco alibi. Però se prendiamo l'ultima gara dello scorso campionato il 70% dei giocatori è cambiato e rispetto a due anni fa il 90% e di quella partita in campo c’è solo più Tameze. Si fa molto veloce a disfare le squadre, ma per ricostruirle ci vuole tempo. Non è un alibi, ma un dato di fatto. La nostra attenzione e il nostro lavoro è dedicato a questo: cercare continuità e solidità di prestazioni in modo che la squadra giochi con più coraggio e con voglia, dedizione ed entusiasmo come fatto con la Roma martedì. E' replicabile, domani affronteremo una squadra forte e che ha solidità e fisicità. Come ho già detto, ho grandissima stima di Gasperini e sappiamo delle difficoltà però vogliamo sfidare noi stessi in ogni gara per trovare quelle condizioni che ho elencato in modo da permetterci di creare un'identità forte: è la nostra ricerca primaria ".
Tante sconfitte in casa, ma tanto supporto dai tifosi: c'è la voglia di regalare a voi stessi e alla piazza un'altra giornata importante? Senza parlare di obiettivi come l'Europa c’è questa voglia anche in prospettiva?
"Assolutamente. Da parte mia c'è anche il dolore per queste sconfitte in casa davanti ai nostri tifosi che cerco di trasferire alla squadra. A volte abbiamo pagato l'eccesso di voglia di fare bene, la squadra in queste gare non sempre ha meritato di perdere, anzi, credo che poche volte sia mancata la prestazione e semmai è mancata le gestione di alcuni episodi e di alcuni momenti della partita, ma da parte mia e della squadra vogliamo alzare il livello e invertire la rotta anche se siamo consapevoli che domani sarà una gara molto difficile, ma siamo disposti a dare tutto per cercare di rifare una partita come quella che abbiamo fatto".
In cosa cambierà la Roma rispetto alla Coppa Italia?
"Ci sarà qualche giocatore nuovo e anche qualche acquisto per cui potrà cambiare qualche cosa. Hanno un'identità forte, il suo allenatore ha la capacità di dare identità e spirito identitario senza cambiare modo di giocare dopo una sconfitta. Quindi noi troveremo una squadra solida, fisica e tecnica e in più ci sarà l'innesto di qualche nuovo arrivo, giocatori importanti che daranno il loro contributo. E' importante ciò che faremo noi, ci concentriamo su questo".
Pedersen può partire titolare?
"Lo sto valutando, lui sta bene e si è messo alle spalle il fastidio al ginocchio che lo aveva limitato. Oggi lo valuteremo in allenamento in vista delle scelte degli 11 di domani: sicuramente sarà della gara al 100%".
Se Simeone non ce la facesse, chi è la prima opzione per sostituirlo?
"Conto che possa essere in campo. Ma al di là di questo abbiamo soluzioni che devo valutare sia dal punto di vista fisico sia mentale chi deve partire e chi deve subentrare. La gara è lunga e ci sono momenti della gara e una valutazione che faccio è proprio in virtù della gestione della partita nell’arco dei 90 minuti".
E' un periodo particolare per Zapata stando alle voci di mercato, come sta?
"Non sarà mai un problema per il Torino. Ha sempre avuto comportamenti e atteggiamenti da giocatore di altissimo livello, ma io devo fare delle scelte e le ho fatte anche a Bergamo. In questo momento lo ritengo un giocatore della rosa che può dare un contributo partendo o subentrando".
Viste le difficoltà quasi sempre avute finora a ripetere una buona prestazione per due volte consecutive, i suoi giocatori hanno energie mentali e nervose adeguate a distanza di soli cinque giorni per affrontare di nuovo bene la Roma?
“La squadra ha già fatto due vittorie di fila e sei risultati utili. Credo che dobbiamo alzare il livello tutti insieme io per primo, la società e tutti. Tutti dobbiamo aiutare per fare il saltino, ma di sicuro non fai risultato contro la Roma se non fai una prestazione di altissimo livello sotto tutti gli aspetti: fisico, tecnico, di grande attenzione e dedizione. Il risultato sta dentro la prestazione".
Si dice “squadra che vince non si cambia”, vale ancor di più se l’avversario è lo stesso e lo si affronta a distanza di cinque giorni al netto delle condizioni di Simeone oppure ci sarà qualche cambio magari per inserire Maripán e Casadei dall’inizio?
"Io ho come modo di pensare chi si allena forte e mi dà garanzie va in campo piuttosto che squadra che vince non si cambia. Non è importante solo l'undici di partenza, ma anche chi entra deve dare un contributo come accaduto a Roma. So che per voi sono importanti i primi 11, ma io allargo la visione e so che c'è bisogno di passare il testimone e spesso questo passaggio è ancora più importante. Specialmente contro squadre che hanno possibilità di cambi e una grande tenuta sia mentale sia fisica. I momenti più importanti della gara sono nell'ultima mezz'ora e servono giocatori da buttare dentro che vadano ancora più forte di quelli che hanno iniziato. Rispetto ai nomi che ha fatto, Maripán e Casade, farò valutazioni, anche in virtù di chi sarà al 100% dal punto di vista fisico".
Ha un bello score personale contro Gasperini: qual è la formula per fare buoni risultati contro di lui?
"Il merito non è mio, ma dei giocatori che interpretano e fanno bene questa partita. Ho grandissima stima di Gasperini e lo considero uno tra i più forti allenatori in Italia e tra i primi 10 in Europa. Domani sarà un’altra partita, durissima e sto preparando i miei sotto tutti gli aspetti perché sono a conoscenza delle difficoltà che domani dovremo affrontare in campo".
Dove può arrivare Ilkhan?
"Ha ancora margine di miglioramento. Non dimentichiamoci che era titolare alla prima di campionato a San Siro, ma era reduce da un infortunio importante al crociato. Ora è tutto un altro giocatore dal punto di vista fisico, nelle sensazioni negli appoggi. Quello al crociato è un infortunio che ti lascia qualcosa nei primi mesi in cui giochi e ti alleni, ma non hai recuperato al 100%. Credo molto nella sua crescita, può migliorare ancora e lo deve fare. Quello che mi ha convinto è il suo entusiasmo ed energia: deve stare lì dentro, poi avremo tempo per correggere e migliorate tante situazioni che può e deve fare. Ma in questo momento l'aspetto più importante è l’energia e la vitalità che ha portato in campo e la capacità anche di andare su palloni aerei. Sull'ultimo angolo di Roma ci siamo guardati e gli ho detto di andare dentro perché ho percepito che lui sente, vive le partite in ogni momento difensivamente e offensivamente. Deve stare sereno, lavorare e pensare al quotidiano per creare le basi per fare qualcosa di importante".
Anche Gineitis è cresciuto molto, su quali altri giovani pensa di puntare?
"I giovani devono conquistarsi lo spazio con il lavoro e l’allenamento. Quando ho parlato di futuro, non mi riferivo solo ai giovani. Anche i meno giovani devono pensare al futuro. Quando parlo di futuro, parlo di giocatori che pensano alla squadra se non a se stessi. Il Torino ha bisogno di questo, chi pensa alla squadra, pensa la futuro, al domani e non all'oggi o all'io. Pensa all'insieme, alla squadra e al futuro e quindi la visione deve essere rivolta a questo".
Come pensa di fermare Malen?
"E' forte, lo conosciamo e lo abbiamo visto. Tendenzialmente parte dal centrosinistra, ma può anche fare la punta e l'esterno, ha mobilità e forza. Dobbiamo stare attenti non solo a lui, ma alla forza di tutta la Roma, alla forza mentale che ha, alle qualità, all’aspetto fisico e tecnico. E’ una squadra difficile da affrontare, credetemi. Domani tutti dobbiamo andare, sia individualmente sia collettivamente, sopra al livello massimo prestativo altrimenti non ce la faremo con questa squadra".
Come ha fatto a tirare fuori il meglio da Aboukhlal cambiandogli anche ruolo?
"E' una scelta condivisa quella di metterlo sull'esterno. Per farlo, serve la testa del giocatore al 100% e lui me l’ha offerta e così abbiamo guardato insieme quando ho avuto questa visione e l’abbiamo condivisa. Lui sta lavorando forte e per quel che mi riguarda in questo sistema di gioco vorrei avere due attaccanti sugli esterni perché devi attaccare e avere energia e lui ci ha portato energia e arriva in fondo. Si è adoperato e ha messo grande attenzione anche in fase difensiva, ma ciò che mi interessa è la sua disponibilità che è stata totale e questo ci ha permesso nel giro di un paio di mesi di lavorare su questa crescita e quindi lui è diventato un tassello importante, fondamentale della squadra".
Nkounkou, Biraghi e gli altri sul mercato sono da considerare oppure continueranno a non essere convocati?
"Chiarisco una cosa: nelle scelte non c'è niente di personale. Questi giocatori chiaramente rimarranno fuori perché rientrano all'interno di scelte condivise in un'ottica di tracciare una linea che è stata condivisa con la società. Ripeto, niente di personale e non si parla di pugno duro, ma di scelte e di condivisione. Si è tracciata una linea e all’interno di questa linea abbiamo fatto delle scelte".
Si aspettava di avere almeno un difensore al 17 gennaio?
"Non si prende tanto per prendere, ma fare scelte ponderate. La società e il direttore lavora h24 per trovare le soluzioni che siano giuste e congrue al nostro percorso nella linea che abbiamo tracciato. La mia attenzione è rivolta solo alle partite e al quotidiano e non penso assolutamente al mercato perché sarebbe un errore, qualcosa di sbagliato. E non lo permetto nemmeno ai miei giocatori di pensarci, ma nemmeno lontanamente".
Cosa le ha fatto cambiare idea sull'utilizzo di Israel a Roma martedì?Quanto pesa l’esclusione dell’uruguaiano nel suo percorso al Torino?
"Dissi che molto probabilmente avrebbe giocato, poi ho fatto riflessioni anche in ottica del mercato e ne ho parlato col ragazzo e ho deciso di far giocare Paleari: è il titolare e non vedevo le condizioni per cambiare".