LIVE Cairo: " Vendita del Torino? Sono disponibile. Stadio? Valutiamo, ma troveremo un accordo col Comune. Museo? La Fondazione ha soldi in cassa, ma … Apprezzo D’Aversa"
Fonte: Dall'inviata alla conferenza stampa Elena Rossin
Fra poco il nuovo allenatore del Torino Roberto D’Aversa sarà presentato ufficialmente alla stampa. Allo stadio Grande Torino Olimpico, per l’evento, sarà presente anche il presidente Urbano Cairo.
Prende la parola il presidente Urbano Cairo: "Buongiorno a tutti, volevo dire che siamo felici, ma non lo siamo perché siamo qui in un momento difficile per il Torino. Ma qui c’è D'Aversa che ho sempre apprezzato molto, soprattutto il suo percorso al Parma. Lo seguivo con attenzione e apprezzamento. Non è un piacere, però, perché se evidentemente quando accade che c’è un esonero è chiaro che tutti sono responsabili e non solo mister Baroni, che ho avuto modo di apprezzare molto come persona, come uomo determinato. Tra l’altro, secondo me, rispetto all’immagine che a volte ha nelle interviste è molto diverso ed è molto più determinato, concreto, voglioso di fare bene, ma purtroppo le cose non sono andate bene come avremmo voluto, complici varie situazioni. Il tema di oggi è invece presentare il nostro nuovo mister Roberto D'Aversa e quindi la faccio corta e lascio spazio alle domande che gli vorrete fare e anche a quelle che vorrete fare a me e a tutti quanti visto che Petrachi è qui in prima fila".
Iniziano le domande dei giornalisti presenti a Cairo.
Ci fa un bilancio della situazione e su come è maturata la scelta di D’Aversa?
"Per qual che riguarda il bilancio, ne abbiamo parlato già in parte la volta scorsa quando presentai Petrachi. Quando cominci un campionato e fai una campagna acquisti con un certo tipo d'idea di gioco e poi ti trovi in corso d’opera a pochi giorni prima della chiusura del mercato e ti accorgi che mancano giocatori per quel tipo di gioco e quindi poi considerando i giocatori che hai cambi in corsa modulo e poi fai altre scelte per avere giocatori che non avevi comprato ovviamente è una partenza già zavorrata e tutto questo si porta dietro dei problemi. Per altro dopo l’inizio horror a San Siro siamo riusciti a fare meglio perché abbiamo vinto a Roma, giocando anche bene. Abbiamo cambiato modulo mettendoci a tre anziché a quattro, poi di nuovo siamo incespicati e ancora un buon filotto di sei partite con buoni risultati la vittoria col Napoli, quella mancata con la Lazio, ma con una partita eccellente in cui meritavamo in casa loro, bene anche a Bologna e con la Juve in casa loro, la vittoria col Genoa, il pareggio col Pisa. Insomma direi un buon filotto. Dopo la sosta siamo ripartiti malissimo con il Como e male a Lecce, sbagliando un rigore alla fine, contro il Milan eravamo andati benissimo fino al 2-0 e poi ci hanno rimontato. Poi Cremonese, a Sassuolo un’ottima gara e vittoria meritatissima. E di nuovo siamo incespicati col Cagliati e abbiamo avuto di nuovo un up and down non buono, con poca continuità e alcune fiammate importanti come solo un mese e mezzo fa facemmo una grande gara a Roma in Coppa Italia in cui vincemmo rimontati due volte. Il bilancio è di una partenza falsa con correzione, ripartenza e poi di nuovo male: troppi alti e bassi".
Quanto la situazione ambientale difficile può aver inciso sul rendimento della squadra? E come pensa di riavvicinare i tifosi?
"L'ambiente non è dei più favorevoli per la squadra. Ma, secondo me, la squadra deve trovare al suo interno forza e motivazioni per cambiare le cose e ribaltare la situazione ambientale per farsi appoggiare dai tifosi che lo hanno fatto tanto in passato. Il nostro tifo è pazzesco, mi ricordo bene quando vincemmo in casa 3 a 1 contro il Mantova e tornammo in Serie A con quella cavalcata incredibile. Andammo a Borgaro agli allenamento il sabato pomeriggio - arrivavamo dalla sconfitta col Mantova 4-2 e le cose non si erano messe bene pur avendo il vantaggio della posizione in classifica visto che noi eravamo terzi e loro quarti – e c’erano 2500 tifosi e hanno dato una spinta alla squadra in allenamento che fu incredibile, pazzesca e poi durante in 60000 hanno fatto cose pazzesche. Un po’ come hanno fatto quelli del Genoa con la loro squadra domenica: c’erano 30mila tifosi scatenati e indiavolati e per altro il Genoa era sotto di noi in classifica. Certamente il pubblico può darti una mano incredibile, mi spiace che questo non avvenga e dobbiamo essere noi adesso a cercare di ribaltare le cose e dare un cambiamento. Spero si possa fare".
Cosa ne pensa della contestazione?
"Vedo e sento la contestazione, bisogna fare le cose con responsabilità: quando sei presidente di una società importante come il Toro, bisogna spegnere il fuoco. E' la cosa che devo fare. Tutto il resto è relativo, io nelle difficoltà sono abituato a trovare in me tutte le mie possibili risorse: non mi dà scoramento, ma maggiore determinazione. Poi ripeto, ho una responsabilità importante di fronte a un milione di tifosi che amano il Toro. Devo onorare questo impegno quando le cose vanno male o quando vanno bene. Ricordo che con Juric per due volte ci siamo giocati l'Europa, è successo solo tre anni fa. Non buttiamo tutto in maniera poco costruttiva, non aiuta"
In qualche modo si sta scusando con i tifosi?
"Il fatto di essere qui a presentare un nuovo mister, è segno di un percorso che non è andato come avremmo voluto: ci sono già delle scuse implicite. Sono massimamente dispiaciuto per com'è andata la stagione, si era partiti con altri obiettivi e prospettive e avevo fatto investimenti non piccoli su giocatori che non ci hanno dato ciò che avremmo sperato. Dipende anche se li metti nelle condizioni di giocare, è chiaro che mi scuso con i tifosi e li rispetto: accetto le critiche e le contestazioni, quando ti esponi pubblicamente ci possono essere applausi o contestazioni. Ma c'è la volontà di cambiare rotta e fare le cose in meglio, cercando di correre gli errori fatti. Mancano 12 gare, vogliamo fare meglio. La responsabilità è fondamentale e me l'assumo tutta"
Novità sullo stadio?
"Non ci sono annunci, ci stiamo lavorando. Me ne occupo direttamente e mi segue anche Bellino come con il Robaldo, è praticamente finito e i campi sono operativi da giugno e tante squadre stanno giocando lì: ci sono stati ritardi e intoppi vari, ma ormai è quasi completato. Bellino mi sta aiutando per vedere se troviamo un punto d'intesa con il comune per lo stadio”
Lei sta pensando di comprare questo stadio?
“Stiamo valutando la situazione dello stadio e a quello che può essere la manutenzione, al progetto che potremmo avere, tutto ciò che è connesso. E' una valutazione complessiva per vedere un'offerta. Poi guarderemo le formule per eventuale acquisto, si valuta l'investimento e come vorremmo farlo diventare. C'è anche un aspetto commerciale che è stato il Delle Alpi per la Juve: va tutto considerato, poi arriveremo con un'offerta e parleremo con il comune"
Ma quanto è valutato lo stadio?
"La cifra non la conosco. Intanto facciamo una valutazione noi sul valore dell'impianto. Ho visto altre situazioni come Udine o Bergamo, so i valori cui sono stati venduti quegli stadi: Udine a più di 4 milioni e Bergamo 8, poi si tratta di capire quali interventi vanno fatti qui al Grande Torino. Il Comune non li ha ancora fatti, va considerato tutto insieme e anche il tema sulla metratura commerciale. Tutto questo va considerato e valutato, poi saremo nelle condizioni di fare un'offerta"
E sul museo del Toro al Filadelfia?
"C'è una Fondazione che possiede il Filadelfia, abbiamo dato un contributo come fondazione intitolata a mia mamma e abbiamo fatto tante altre migliorie. Per quanto riguarda il resto, so che la Fondazione ha risorse in cassa e potrebbe fare parte di ciò che manca al Filadelfia: non so perché non lo facciano. Ha in mano il Fila, è la Fondazione che deve completare. Sul museo, se acquistassimo il Grande Torino, potremmo anche pensare di fare il museo qui come accade in tanti stadi. Nel momento in cui procedessimo con lo stadio, questa è un'ipotesi alla quale sto pensando qualora non si facesse il museo al Filadelfia. La Fondazione ha soldi, può farlo"
Non è tardi arrivare a inizio marzo e dover ancora valutare quanto potrebbe costare lo stadio? Si sanno da tempo gli interventi da fare...E poi ha collezionato solo record negativi...
"Il Comune è stato in grado di essere disponibile a vendere lo stadio solo a gennaio, perché prima c'erano le ipoteche: sono state tolte adesso...Comunque, lo stadio era gravato da ipoteche e solo adesso è disponibile per la vendita. Ci siamo incontrati con il sindaco ed è iniziato un rapporto per vedere le valutazioni, c'è un tema anche di perizia ed è più recente. E' un discorso in fieri, non è dipeso solo da noi. Conosciamo lo stadio, ma non si sapeva la perizia e non so ancora il valore della perizia, ma lo sapremo a breve. E le ipoteche era un macigno, era impossibile ipotizzare una vendita"
Nella prossima stagione sarà ancora presidente o ha dato un mandato di vendita?
"Dal 2011 ad oggi, Ventura, Juric e Mazzarri sono tre allenatori in 10 anni. Io presidente del Toro da qui a un anno? Ho detto un anno fa che ero disponibile a vendere a uno più bravo e disponibile di me per fare investimenti. Ad oggi, non ho avuto offerte. Ho dato pubblicamente disponibilità, ma nessuno è arrivato con un'offerta. Più che dire pubblicamente che sono disponibile a considerare una vendita, non so come fare"
Sta facendo disinnamorare i tifosi...
"Ho preso il Toro fallito con tre volte retrocesso e tanta Serie B. Noi abbiamo fatto parte sinistra e due volte in Europa, se non rispetti certe regole come Parma e Milan ricevi sanzioni. Negli ultimi 14 anni abbiamo fatto due volte l'Europa e altri buoni piazzamenti, ci siamo trovati in situazioni nelle quali ci siamo guardati alle spalle quando eravamo neopromossi, poi durante il Covid e nell'anno successivo. Quest'anno siamo in una situazione in cui le cose non vanno come avremmo voluto, ma tutto questo disfattismo...Io non ho preso il Toro degli anni Settanta o il Grande Torino, era un Toro con problemi enormi"
Ancora sullo stadio: se il gioco non vale la candela, cosa succede?
"Spero invece che sia possibile fare un accordo con il comune che sia proficuo per entrambi. Siamo legati a questo stadio, è intitolato al Grande Torino ed è uno stadio storico. Siamo felici di trovare una soluzione positiva. Non dico che non vogliamo questo stadio, anzi lavoriamo per fare un'offerta che possa essere accettabile dal comune e che tenga conto degli investimenti da fare. L'obiettivo è trovare un accordo con il comune"