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LIVE D’Aversa: "Con personalità dobbiamo mettere in difficoltà gli avversari. Voglio vedere l'interpretazione dei giocatori alla partita e chi non comprende il momento è fuori. Confronto civile con i tifosi per stimolare la squadra"

di Elena Rossin
Fonte: Dall'inviata alla conferenza stampa Elena Rossin
Roberto D'Aversa

Il Torino ha cambiato allenatore e ha bisogno di conquistare punti perché a 12 partite dalla fine del campionato e scivolato nella zona in cui le squadre lottano per la salvezza e infatti ha tre lunghezze in più delle terzultime, Lecce, Cremonese e Fiorentina, e in classifica è appaiato al Genoa, che nello scorso turno lo aveva sconfitto per 3 a 0.
L’allenatore del Torino, Roberto D’Aversa, alla prima partita sulla panchina granata, fra poco in conferenza stampa presenterà la gara con la Lazio.

Dal punto di vista mentale e atletico come ha trovato la squadra?
"Com'è giusto che sia, quando c'è un cambio di allenatore la squadra è responsabile del fatto che non tutte le responsabilità possono addossarsi solo all'allenatore. Venivano da una sconfitta pesante in uno scontro diretto, ora mi preme risollevare il morale di questi ragazzi". 

Il centrocampo è il metronomo di ogni squadra, che caratteristiche deve avere quello del suo Torino per supportare sia la fase difensiva sia quella offensiva?
"Con personalità, ma non solo nel reparto di centrocampo perché è tutta la squadra a dover andare in campo e mettere in difficoltà gli avversari. Cercare di tenere il possesso palla significa anche adottare il giusto modo di difendersi e noi in questo momento siamo la squadra che ha subito più gol, dobbiamo quindi migliorare questo dato perché è molto importante e così saremo meno soggetti a subire situazioni di palle gol. Andando nello specifico le caratteristiche dipendono dal sistema di gioco e quando si utilizza un centrocampo a tre nella formulazione del centrocampo si va a cercare un po’ tutte le caratteristiche: il palleggio, la forza, la fisicità e/o un giocatore che sappia fare un po’ tutto. Mentre se si gioca con due centrocampisti bisogna essere un po’ più completi in tutte e due la fasi".

Manterrà lo stesso sistema di gioco che ha avuto finora il Torino o potremo già vedere qualche cosa di diverso?
"A gennaio le operazioni di mercato erano state fatte per giocare con un certo sistema di gioco a detta anche del nostro direttore sportivo che ha dichiarato di voler andare avanti con il 3-5-2. Mi piacerebbe con il tempo vedere l’interpretazione, è ciò che mi interessa. Lo  stesso sistema di gioco può essere interpretato in maniera diversa e lo determinano i giocatori che si decide di mandare in campo e soprattutto dal modo di giocare degli avversari. Nel calcio moderno sia quando hai la palla puoi partire con una difesa a tre e costruire a quatto sia quando la palla ce l’hanno gli avversari pur partendo con una difesa a tre puoi difendere a quattro. Evidentemente cambiano i concetti, e farlo in una settimana, della fase difensiva non è semplice però è anche vero che bisogna se ci sono degli aspetti positivi continuare a dare continuità e cercare invece di migliorare quelli negativi". 

Come sta vivendo questo nuovo esordio? Con quali speranze e con quale carico emotivo?
"Lo stato emozionale non cambia nel giro di qualche giorno e come ho detto in conferenza stampa l’altro giorno sono orgoglioso di rappresentare questo club. Siamo arrivati, io e il mio staff, con entusiasmo per cercare di scrivere una pagina di storia molto importante per questo club quindi è normale che ci siamo buttati sul lavoro e in questo momento l’unico mio pensiero è l'obiettivo finale, ragionare al 200% sulla partita di domani e di raggiungere l'obiettivo il più velocemente possibile. Ho poco tempo per ragionare su altre cose e devo puntare tutto sul lavoro e sulla partita di domani".

Quali risposte ha ricevuto dai giocatori?
“Ho visto tanta applicazione compresa la rifinitura di oggi. Nella rifinitura oltre a fare un certo tipo di lavoro si curano in maniera particolare anche le situazioni di palla inattiva e di solito l’attenzione dei giocatori va scemando dopo che sono rimasti concentrati per un bel po’ di tempo. E invece devo dire che da parte dei ragazzi sin dal primo allenamento c’è stata un’attenzione massima sulle cose che in questo momento sto cercando di trasmettere loro. E’ una cosa importante a prescindere dal sistema di gioco o ai numeri. Quello che vorrei vedere è che la squadra ritrovi quello spirito impone che ha sempre dimostrato la storia di questo club". 

Ha visto giocatori consapevoli del rischio che il Torino sta correndo?
"Se ci fosse qualcuno che non l'ha ancora capito, sicuramente non farebbe già più parte della squadra. Il mio avvento è successo anche per far sì che questo non accada: quando arriva un allenatore nuovo tutti ragionano sulle difficoltà, da quel punto di vista garantisco in prima persona che se captassi che qualcuno non capisce la delicatezza del momento sicuramente verrà tagliato fuori".

Com'è andato il confronto con gli ultras stamattina?
"E' stato un confronto civile. I nostri tifosi hanno voluto stimolare la squadra e ribadire il concetto che quando si va in campo si deve cercare di lottare per fare risultato, ma soprattutto per  far sì che i nostri tifosi siano orgogliosi di noi che indossiamo questa maglia. E' normale che, per raggiungere l'obiettivo, serve un ambiente compatto e se loro ci dessero una spinta magari sarebbe anche più facile. Non entro però nel merito delle decisioni perché devo pensare solo ad allenare la squadra. Con i nostri ragazzi dobbiamo rimotivare i tifosi a venire allo stadio: questo dipende solo ed esclusiva mante da noi, dai risultati e soprattutto dalle prestazioni, dal modo in cui la squadra va in campo".

Ci saranno variazioni in difesa?
"Ci tengo a precisare il discorso sulla difesa a tre o a quattro. Ho detto sì che ci sono tanti difensori centrali, ma quello che porta a giocare a quattro lo determinano i terzini di ruolo e in questo momento terzini di ruolo ce ne sono pochi perché il lavoro di reparto e di linea è totalmente diverso del lavoro sui riferimenti. Se avessimo iniziato il campionato con al preparazione e quant’altro il lavoro che si poteva implementare era quello della difesa a quattro, ma arrivando oggi il tempo per lavorare di reparto per una difesa a quattro è un po’ più difficile da trovare”.

Cerchiamo di indovinare la formazione, ma non gliela sto chiedendo …
“Anche perché è impossibile perché non l'ho decisa nemmeno io. L’unica forma di rispetto che posso avere nei confronti dei miei ragazzi è ragionare fino all’allenamento di questa mattina e ci sono situazioni in cui si possono vincere o no le partite perché le situazioni che variano sono importanti per cui considero anche come questa sera si presenteranno a cena, come si sveglieranno domani e quindi aspetto sempre l’ultimo minuto per dare la formazione. Come ho già detto ai ragazzi è l'unica forma di rispetto che può avere l'allenatore nei loro confronti e di conseguenza però tutti devono sentirsi pronti per la partita perché si può determinare sia partendo dall'inizio sia, soprattutto, subentrando dalla panchina".

Vlasic è una certezza di questa squadra, Anjorin lo conosce benissimo e ci sono Gineitis, Casadei, Prati e Ilkhan, anche se non per questa partita (è squalificato, ndr), lei è della scuola un sinistro a sinistra e un destro a destra o ci dobbiamo aspettare qualche cosa di diverso?
"Vlasic è un giocatore completo e l'ho visto nelle gare che sono andato a vedere contro la Roma. Poi ci cono le caratteristiche dei giocatori e quando si ragiona sulla formazione lo si fa sulla completezza e su ciò che può portare anche dei vantaggi. Ogni giocatore ha le sue caratteristiche, Casadei è molto bravo negli inserimenti, Prati nel fraseggio e nella costruzione, poi ci sono quei giocatori completi che possono ricoprire qualsiasi ruolo e uno di questi è Vlasic. E per quanto ho potuto constatare l’anno scorso anche Anjorin in un sistema con due mediani e due trequartisti il ruolo di trequartista lo poteva ricoprire sia un attaccante sia un centrocampista con le caratteristiche di Tino e lui con me l’anno scorso ha fatto sia il mediano sia il trequartista. Ogni allenatore deve essere bravo a mettere ogni  giocatore nelle condizioni più consone alle sue caratteristiche per esprimersi al meglio. Difficilmente metto un giocatore in una zona di campo per metterlo in difficoltà, ma semmai per sfruttare le sue caratteristiche".

Notizie dall'infermeria?
"Adams sarà convocato: ieri ha fatto una parte di allenamento con la squadra e oggi ha fatto tutto l'allenamento. Per il minutaggio, faremo valutazioni con lo staff perché quando un giocatore è disponibile bisogna avere il minor rischio possibile di una ricaduta e in questo momento non possiamo permetterci di perdere un giocatore così importante".

Finora nel gioco delle coppie d’attacco c’erano giocatori con caratteristiche che si completavano, nel suo modo di vedere il calcio possono coesistere due centravanti puri?
"Non ho nessuna preclusione. Nel pacchetto offensivo ognuno ha le proprie caratteristiche. Quando si prepara una partita si cerca di occupare delle zone e per me, tutti quelli che abbiamo davanti possono tranquillamente giocare insieme, ma è chiaro che farli giocare tutti e tre per una questione di equilibrio mi sembra un po’ troppo azzardato, ma nei due ho ampia scelta. Come a centrocampo ho giocatori che posso essere utilizzati in una zona più offensiva, non da centravanti, ma sulla trequarti. Poi la strategia prevede la parte iniziale, però anche la partita in corso e ho la possibilità, che difficilmente avevo in passato, di poter inserire giocatori che possono determinare il cambio del risultato".

Parlava di lavorare anche sulle cose positive: quali sono?
"Parlo per questa settimana, l'attenzione in allenamento e la predisposizione nel cercare di fare ciò che chiediamo. Prima di ogni seduta d’allenamento c’è una sessione video e l’attenzione e l’abnegazione è cercate di fare in campo ciò che è stato proposto. E' normale che i giocatori si sentano responsabili di ciò che è successo: ho avuto la fortuna di giocare e anche la sfortuna di ricevere un cambio di allenatore, che può essere uno stimolo in più, ma la cosa più importante è non pensare che mandare via Baroni e prendere D'Aversa risolva tutto. Ognuno deve prendersi le proprie responsabilità. Questa è una squadra con 9 clean sheet, quindi se va in campo con la giusta determinazione, la cattiveria e la volontà di cercare di portare a casa il risultato a tutti i costi molto probabilmente la posizione di classifica sarebbe diversa. Se nello stesso campionato per 9 volte la squadra non ha subito gol non vedo per quale motivo debba avere la peggior difesa".

Come sta Ilic? In quale ruolo lo inquadra? 
"Per come è stato interpretato il calcio l’anno scorso nel 3-4-2-1 può tranquillamente essere uno dei due in mezzo al campo perché è completo. In un centrocampo a tre può fare la mezzala o il play perché ha i tempi, qualità e personalità per far sì che la squadra giri intorno a lui. E' un giocatore importante, dobbiamo lavorare affinché trovi la condizione ottimale, però come giocatore è importantissimo".

Vuole regalarci in ottica formazione il nome di un centrocampista? Gioca Prati?
"Il nome che vi regalo è Vlasic. Avete già ottenuto molto (ride, ndr)".

Ismajli sarà un punto di riferimento in difesa e Marianucci può trarre vantaggio dal fatto di conoscere già la sua idea di calcio?
"Sicuramente partono avvantaggiati non per la formazione, ma perché sanno cosa chiedo alla squadra e a ogni reparto. Quando prepariamo la partita, non sempre quella successiva verrà preparata allo stesso modo. Loro due hanno fatto l'anno scorso con me e, la cosa importante, hanno lavorato fin dal ritiro con me e quindi sanno cosa mi aspetto e cosa chiedo alla squadra, poi sta a loro dimostrare e convincermi a farli giocare dall'inizio. Però sicuramente rispetto agli altri partono avvantaggiati sulla conoscenza di ciò che chiedo".

Che partita sarà con la Lazio?
"E' una squadra che ha un sistema di gioco e caratteristiche di Sarri, amano il palleggio e il fraseggio e ha giocatori che sono molto bravi ad attaccare bene la profondità. Non sarà semplice, come tutte le partite di Serie A. E indipendentemente dal contesto sia da parte nostra sia da parte loro vorrei vedere un Toro che andasse in campo con una voglia di vincere superiore a quella all'avversario". 

Qualche giocatore in allenamento le ha fatto vedere qualcosa di diverso rispetto a vederlo agire nelle partite?
"Una cosa è vedere le partite in tv e un'altra allenare i giocatori. E' lì che ti rendi conto di quanto un giocatore abbia qualità importanti o meno. C'è potenziale sotto l’aspetto fisico, ci sono giocatori che raggiungono delle velocità impressionanti e dal vivo mi ha colpito ancora di più Vlasic, ora sta a me e allo staff tirar fuori il meglio dal singolo, ma ciò che più m’importa è che si ragioni da squadra. Non mi è mai successo che un singolo potenzi la squadra, ma è la squadra, la sua compattezza, il modo di ragionare tutti insieme che poi accresce il singolo. In questo momento non arrivando i risultati il singolo si evidenzia meno, ma lavoriamo affinché la squadra migliori nel suo complesso e nei singoli".

Come ha ritrovato Anjorin, che qui finora ha avuto tanti problemi fisici?
"Ho parlato con lui ieri. Sulla gestione che è stata fatta qui non mi permetto di esprimermi e dare giudizi, sono persona rispettosa dei ruoli. Lui ha una storia un po’ particolare, lo prendemmo ad Empoli dopo che il direttore mi aveva fatto analizzare il giocatore e io mi espressi in maniera positiva. Anjorin nella sua storia ha sempre fatto 6-7 partite. Viene dal Chelsea, è molto forte e, ma se non è rimasto in quel club è perché ha avuto dei problemi. L'anno scorso abbiamo avuto fortuna e anche un po’p di bravura e ha fatto 21 gare, un numero sostanziale e ha dato un grande contributo alla squadra. Dobbiamo lavorare con lui affinché torni ad essere il giocatore importante che è stato per me l’anno scorso". 


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