.

Ljaijc: “Avevo altre offerte, ma sono al Toro per il progetto”

di Elena Rossin
Fonte: Elena Rossin per Torinogranata.it

L’attaccante del Torino Adem Ljajic ha parlato in conferenza stampa del suo arrivo in granata, dei primi giorni in ritiro e della stagione che sta per iniziare.

Ben arrivato, la trattativa per portarla in granata è stata un po’ lunga e si sono dette molte cose, ci dia la sua versione dei fatti sulla vicenda.

“Grazie per il ben arrivato. Non so cosa posso dire, dalla prima volta che mister Mihajlovic mi ha chiamato e mi ha chiesto se ero interessato a venire al Torino io gli ho risposto di sì. Avevo anche altre offerte quindi ci ho pensato su e ne ho parlato con la mia famiglia e alla fine ho deciso di venire al Toro. In nessuna occasione ho detto di no al Torino, c’erano accorsi da definire, ma di quest’aspetto se n’è occupato il mio procuratore con il presedente, quando tutto si è concluso ho firmato il contratto e adesso sono qui”.

Quanto la presenza di mister Mihajlovic ha influito sulla sua scelta?

“Tanto, tanto. Lo conosco molto bene e lui consce me, in passato abbiamo lavorato già due volte insieme e questa è la terza. Sono contento di averlo ritrovato perché con lui ho un buon rapporto, è una persona giusta e, come sapete, è un uomo che non ha paura di dire quello che pensa e questo mi piace perché anch’io sono così. Posso dire che è “colpa” di Mihajlovic se sono un giocatore del Torino (sorride, ndr). Voglio ringraziare anche il presidente che mi ha voluto fortemente e dopo le telefonate con Mihajlovic e Cairo, ho preso la decisione di venire al Torino. Per me è stato un piacere sapere che mi volessero fortemente”.

Lei è il giocatore acquistato dal Torino più importante, sente la responsabilità di tutto ciò?

“Anche in passato ho detto tante volte che non ho né paure né preoccupazioni, credo molto in me stesso e so quello che posso dare n campo se sto bene. Mi piacciono le squadre dove c’è pressione e dove ci sono aspettative importanti. Non ho paura di questo, veramente”.

Finora l’allenatore l’ha schierata soprattutto con Belotti e Iago Falque, si sente un titolare?

“Spero di sì, ma questa domanda va fatta al mister. Sono venuto qua e sono come tutti gli altri, ognuno in allenamento ha l’occasione di dimostrare al mister di poter giocare. Io e tutti gli altri in questo momento siamo allo stesso livello, partiamo tutti da zero. Conosco molto bene l’allenatore e a lui non interessa come si chiama il giocatore, a lui preme che cosa facciamo in campo ed io provo a dare il massimo ogni giorno per giocare, questo è sicuro ed è una cosa importante, ma alla fine decide Mihajlovic”.

Per i tifosi del Toro la partita più importante è il derby, quest’anno la Juventus si è rinforzata molto e sembra aver preso anche Higuain. Come si fa a giocare contro i bianconeri e magari anche a vincere?

“Ho sentito che la Juve ha preso Higuain e ha fatto veramente un buon mercato, ma sono cose di cui non mi piace parlare. A me interessa la squadra dove gioco, non sono uno che legge i giornali. Per me la partita più importante è la prima contro il Milan, noi dobbiamo pensare allenamento per allenamento, giorno per giorno, partita per partita, non a qualche cosa che potrà arrivare più avanti. Ogni partita dovremo giocarla come se fosse una finale, solo così possiamo fare cose importanti”.

Il Milan è l’ex squadra allenata da Mihajlovic e lei giocava nell’Inter, curiosa coincidenza l’inizio del campionato”.

Sì, veramente non mi aspettavo una partenza di questo tipo, ma alla fine può essere una cosa bella perché giocare a San Siro, che è uno stadio importante, è positivo. Quando è terminato il campionato non ho fatto interviste e colgo l’occasione per ringraziare tutti all’Inter e mandare un in bocca al lupo a tutti i miei ex compagni, a chi lavorava nel centro sportivo, in palestra, ai magazzinieri, ai massaggiatori in modo da ringraziarli per l’anno bellissimo che ho passato con loro. Rivolgo l’in bocca al lupo anche ai tifosi nerazzurri che mi sono stati sempre vicini e li saluto”.

Ha giocato in Italia con Fiorentina, Roma e Inter, tutte squadre di prima fascia. Ha scelto il Torino perché pensa che abbia l’ambizione e possa diventare una delle prime squadre italiane?

“Per quello che so io il Toro ha una grande storia e, come dicevo prima, quando ho parlato con il mister il progetto mi è piaciuto molto. C’è un grande gruppo con tanti ragazzi giovani che possono crescere, migliorando tanto in modo da dare tanto in campo. Sentito il progetto ho deciso di venire per provare a fare qualche cosa d’importante con il Toro”.

L’obiettivo di riuscire a giocare in Europa League per il Torino è raggiungibile?

“Non mi piace fare questi discorsi, preferisco pensare gara per gara e alla fine vedremo, ma sicuramente ci proveremo, ci alleniamo per questo, per fare bene e arrivare in Europa League. Adesso, però, è troppo presto per pensarci dobbiamo allenarci al cento per cento ogni giorno e conoscerci meglio perché ci sono tanti giocatori nuovi e poi quando passerà un po’ di tempo potremo parlare anche di questo”.


Altre notizie
PUBBLICITÀ