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Ma quando arriverà al Torino un vero rinforzo per il centrocampo?

di Elena Rossin
Fonte: Elena Rossin

E’ da quest’estate che si sa che il centrocampo del Torino pur numericamente sufficiente non garantisce adeguate alternative valide. Benassi, Acquah, Valdifiori, Vives, Lukic, Baselli, Obi e Gustafson ed eventualmente anche Aramu, nove giocatori per tre posti in teoria rappresentano per l’allenatore la possibilità di scegliere senza problemi. Però, tre sono giovani ancora acerbi per la serie A, Lukic, Gustafson e Aramu. Uno, Vives, ha trentasei anni e forse non ha del tutto l’impostazione di gioco che vuole Mihajlovic. Un altro, Obi, per sua sfortuna, spesso ha problemi fisici e questo ne condiziona l’utilizzo. Acquah ha un rendimento che non sempre soddisfa le attese e almeno fino al venticinque gennaio sarà impegnato in Coppa d’Africa, forse anche fino al cinque febbraio. Restano, quindi, Benassi, Valdifiori e Baselli che finiscono per non avere alternative così valide come servirebbero a una squadra che ambisce all’Europa League. Non bisogna scordare che in estate, il 5 agosto, era stato preso a titolo definitivo dal Genoa anche Tachtsidis, però, già il 31, ventisei giorni dopo, fu ceduto in prestito al Cagliari.

E’ evidente che tutti in società erano a conoscenza che mancava qualche cosa a centrocampo già alla conclusione del mercato estivo e il girone d’andata ha evidenziato che la situazione non è mutata. In più nella maggior parte delle partite una o tutte e due le mezzali sono state sostituite nella ripresa, ma è proprio nei secondi tempi che il Torino ha subito più gol diciotto sui ventisette totali ed è ancora più significativo il dato se si tiene conto che nove sono stati incassati dal settantacinquesimo in poi. Il centrocampo, piaccia o non piaccia, è la zona chiave di ogni squadra quella che deve dare equilibrio e fare filtro in fase difensiva o garantire la spinta in quell’offensiva. Se non si ha un centrocampo valido e per valido s’intende non solo con giocatori titolari di qualità, ma anche con alternative di spessore, la squadra avrà sempre delle criticità, chi dice il contrario o non conosce il calcio o è in malafede.

Da prima dell’apertura del mercato invernale al Torino sono stati accostati Grassi, Castro, Poli, Donsah, Ntcham, Faragò, Hiljemark, in questi ultimi giorni si fa un grande parlare soprattutto di Castro e Hiljemark, per il primo il Chievo chiede circa dieci milioni e per il secondo il Palermo ne vuole cinque. Il Torino ritiene entrambi un po’ cari e ha provato ad abbassare il prezzo offrendo nelle trattative Martinez e Maxi Lopez, senza però ottenere riscontri dalle controparti. Ragionando anche in chiave futura sia Castro sia Hiljemark hanno un perché avendo rispettivamente ventisette e ventiquattro anni. L’argentino ha forse caratteristiche che sarebbero più funzionali al gioco di Mihajlovic e una maggiore esperienza e affidabilità, lo svedese comunque sarebbe un discreto rinforzo e potrebbe mettere un po’ meno pressione a Benassi e Baselli. Poli anche lui è un buon candidato, ma bisogna capire fino in fondo il feeling che c’è fra lui e Mihajlovic, dopo l’incrocio che c’è stato la stagione scorsa al Milan. Gli altri giocatori che sono stati accostati al Torino, per ragioni diverse, sono più delle scommesse. La società ha avuto molto tempo per ragionare sul centrocampo ora urge che siano prese decisioni definitive in funzione del bene della squadra che poi a lungo termine diventano anche positive per le casse societarie, risparmiare oggi può voler dire niente Europa League.


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