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Mihajlovic: “Quando si perde è colpa mia e quando si vince è merito dei giocatori”

di Elena Rossin
Fonte: Elena Rossin

L’allenatore del Torino, Sinisa Mihajlovic, in conferenza stampa ha presentato la partita di domani pomeriggio con l’Hellas Verona. Ecco che cosa ha detto:

Il Verona ha un tasso tecnico diverso dal vostro e siete favoriti. Come si affronta una partita dopo aver perso il derby?

“E’ dura tornare in campo dopo un sconfitta pesante nel derby, però, i ragazzi si sono allenati bene e abbiamo la possibilità di rifarci subito e rimettere la classifica in linea con i nostri obiettivi. Se domani vinceremo avremo quattordici punti e avremo una media di due a partita, media che quasi certamente porta in Europa. E’ chiaro che noi siamo sulla carta più forti, ma non mi fido molto di questa gara perché presenta molte insidie psicologiche e tecniche. Il Verona è una squadra in difficoltà e come tutte le squadre che non hanno nulla da perdere mettono un po’ di follia in campo, quindi noi dobbiamo essere sereni, tranquilli e giocare una partita matura, senza ansia e senza foga e avere pazienza perché abbiamo novantacinque minuti per dimostrare la nostra superiorità e non dieci-quindici. Chiederei anche ai tifosi di sostenerci e avere pazienza perché sono questi i momenti in cui i ragazzi hanno bisogno di sentire la fiducia e l’amore dei propri sostenitori. Se qualcuno vuole contestare se la prendono con me perché sono l’unico colpevole per la sconfitta nel derby, ho un obiettivo finale e mi interessa solo questo. Dobbiamo essere compatti, sereni, uniti e cercare sempre di migliorarci rimanendo noi stessi e restando umili nel lavoro e ambiziosi negli obiettivi. Domani dobbiamo vincere con l’intelligenza”.

Lei si assume sempre le colpe e ci mette la faccia, ma così non pensa che così toglie responsabilità ai giocatori che in fin dei conti sono loro ad andare in campo?

“Ma no, noi sappiamo che si vince e si perde in undici. Io sono l’allenatore e di conseguenza non darò mai la colpa ai miei giocatori: quando si perde è colpa mia e quando si vince è merito loro, così è sempre stato e così sempre sarà”.

Come ha visto Niang in settimana e quanto gli manca per essere al top della condizione?

“Come ho detto già altre volte, Niang di giorno in giorno migliora, prende fiducia e ha più feeling con i compagni. Non so quanto manchi per vederlo al top e non si può prevederlo, ma lui lavora benissimo e si applica. Abbiamo questa partita poi c’è la sosta e se tutto va come deve dopo la sosta dovrebbe essere al top”.

Voi attaccate molto, ma l’impressione è che verso la fine manchi una punta magari “anziana”, nel mercato di gennaio potrebbe arrivare?

“Pensare al mercato di gennaio è presto, abbiamo una rosa competitiva e formata per andare in Europa League, anche se non è scontato e facile riuscirci, ma abbiamo le qualità umane e tecniche per riuscirci. Sicuramente accorgimenti durante le gare ci possono essere e ci stanno, ma è importante che non cambi la mentalità. Sono abituato a giocare in un certo modo e attaccando si hanno maggiori possibilità di raggiungere il risultato.  In un campionato s’incontrano Juve, Roma e Napoli e sei volte e forse mi può andare male, ma nelle altre trentadue partite se sono abituato a giocare in una certa maniera ho più chance di fare risultato. Le mie squadre giocano sempre per vincere e mai per perdere se gioco con la Juve e mi chiudo dietro un gol prima o poi lo subisco lo stesso, quindi, schiero sempre squadre offensive per vincere piuttosto perdere di misura. Vedremo. Abbiamo Niang, Berenguer sta crescendo molto, Falque ultimamente é così cosi, Edera è molto bravo, ci sono Belotti, Ljajic e Sadiq da quando è arrivato è migliorato tantissimo e se adesso dovessi schierarlo non avrei problemi”.

A Centrocampo ha gli uomini contati, Valdifiori giocherà domani?  

“Anche nelle partite precedenti avevo gli uomini contati a centrocampo e sicuramente uno fra Valdifiori e Gustafson giocherà, vedremo chi”.

Ieri avrà parlato con Cairo venuto per la foto ufficiale, vi siete confrontati anche sul derby?

“Ci dispiace a tutti per il derby, ci hanno puniti al primo errore e praticamente non lo abbiamo giocato essendo rimasti in dieci e avendo preso un gol. Sono fesserie quelle che si sono dette sul fatto che la squadra era stata troppo caricata, infatti, non abbiamo fatto fallacci e solo Baselli ha commesso un errore. Abbiamo incontrato una squadra più forte che ci ha puniti, quindi, accetto il verdetto del campo, ma vado avanti per la mia strada perché non sono uno che si nasconde, il mio carattere e la mia mentalità non me lo permettono. Mi espongo, non amo dire della banalità, viso di sfide e ci metto molta passione in tutto quello che faccio. Non ho nessun tipo di problema e accetto queste cose. Con Cairo ci siamo parlati e anche lui è stato tranquillo, dobbiamo dimenticare in fretta il derby e domani vedremo se sarà così. Abbiamo due partite alla nostra portata e dobbiamo fare di tutto per vincerle, anche se non sarà facile”.

Quanto conta avere giocatori esperti come Moretti, Se Silvetri, Molinaro e Ansaldi in questi momenti?

“Contano, ma serve avere consapevolezza nelle proprie qualità. Ho visto bene i ragazzi, sono concentrati e la partita l’abbiamo preparata bene, quindi,  abbiamo la possibilità di rimettere la classifica in linea con i nostri obiettivi, adesso ci concentriamo sul Verona al derby ci penseremo quando lo giocheremo nel girone di ritorno”.

Tempo fa disse che si potranno cambiare attori davanti quando ci saranno partite importanti. E’ quindi possibile cambiare modulo?  

“Non ci sono moduli che facciano vincere le partite, i moduli e i numeri sono per voi giornalisti. Non sono un fanatico e gli accorgimenti ci possono e ci devono stare, ma ci deve essere la possibilità per poter cambiare. Domani magari possiamo giocare con tre centrocampisti e nel derby abbiamo giocato in un modo e ci siamo difesi in una certa maniera, ma è stata una partita che non è possibile giudicare poiché siamo rimasti in dieci. Posso mandare in campo la squadra con il 4-3-3 ma non ho gli uomini, mancano Baselli e Acquah e come faccio? L’importante è la mentalità che si ha in campo perché è facile gonfiare il petto con i più deboli, ma io preferisco farlo con quelli grossi. Non è presunzione, ma è competizione, provarci: se non si prova e se non si crede non si riesce. Se si sta sempre seduti non si cade, ma non si sta neppure in piedi e questo a me non piace. Come dico io la gara con la Juve avrei potuto prepararla in un altro modo pensando a quello che avrebbero detto molti miei colleghi “La Juve è più forte”, “Speriamo in un miracolo”, “Non sono queste le partite che dobbiamo vincere”, ma questo è il modo migliore di partire già battuti. Io non sono così, a me non piace perdere né prima, né durante, né dopo.  Ed è per questo che voglio che le mie squadre giochino in modo offensivo, che giochino per vincere e non per non perdere, e lo faccio poiché voglio creare una mentalità. L’ho piegato prima: l’asticella bisogna alzarla con quelli forti, altrimenti non si riuscirà mai. Non ho bisogno di caricare la squadra con il Verona perché questa partita si vince con intelligenza ed equilibrio, ma è in altre partite la squadra va caricata con la Juve, con la Roma perché è in quelle che va alzata l’asticella, altrimenti non al si alzerà mai, magari poi non si riesce ad alzare l’asticella, ma questa deve essere la mentalità e questo si deve vedere in campo”.   

Lyanco domani giocherà?

“Sì, è stato preso per giocare, è già stato con noi nel finire dello scorso campionato poi ha avuto dei problemi (tonsillite, ndr), ma adesso sta bene. Ha le qualità per fare una bella carriera, come ho già detto, ma è sempre un ragazzo giovane e nei giudizi bisogna avere pazienza perché, come capita agli esperti, anche lui farà qualche sbaglio, è normale. E’ un giocatore che sicuramente dà sicurezza a tutta la linea difensiva essendo fisicamente forte, ha personalità, ha carattere, non ha paura di giocare la palla, si fa vedere sempre e, quindi, giocherà”.


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