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Non basta ricevere la fascia per essere il capitano

di Elena Rossin
Fonte: Elena Rossin

Carisma, personalità, autorevolezza nello spogliatoio, in campo e fuori, conoscenza di doveri e diritti, capacità d’intervento quando è necessario e se si è anche simpatici ed empatici non guasta, anzi. Il capitano deve avere tutte queste caratteristiche e se è poi anche un giocatore di livello questo lo aiuta ancora di più a svolgere il delicato e importantissimo compito. Sicuramente non basta segnare gol o pararli, impegnarsi in allenamento e in campo e comportarsi sempre in modi adeguato o comunque senza eccessi. In teoria la fascia da capitano dovrebbe essere attribuita dai compagni, spesso allenatore e società ci mettono il becco e in più di un’occasione capita che venga consegnata a furor di popolo, alle volte i tifosi c’azzeccano altre si fanno guidare dalla pancia, dall’istinto dovuto al momento.

Negli ultimi mesi in molti a iniziare dai tifosi si sono chiesti se Belotti dovesse continuare ad essere il capitano del Torino oppure no e la discussione fra Sirigu e il “Gallo” al termine della partita con l’Atalanta ha evidenziato che anche i compagni si aspettano da questo punto di vista qualche cosa in più da lui. Dare una risposta potrebbe per certi aspetti essere molto facile e per altri oltremodo complessa. Belotti è diventato il capitano del Torino un annetto fa soprattutto perché segnava a raffica, era diventato l’idolo dei tifosi e non ultimo era stato, con l’adeguamento del contratto e la famosa clausola rescissoria da cento milioni, assurto a simbolo del Torino, ma anche a futura plusvalenza. Il “Gallo” è un bravo ragazzo, con la testa sulle spalle e senza grilli, che con la semplicità delle persone per bene sapeva farsi amare da chi gli stava intorno. Tutte caratteristiche eccellenti, ma forse non sufficienti per essere il capitano. Infatti, dopo le vicissitudini di quest’anno calcistico, voci di mercato, infortuni, non qualificazione dell’Italia al Mondiale in Russia, mettiamoci anche il matrimonio che comunque cambia un po’ le dinamiche personali, Belotti non è più quello della scorsa stagione e di conseguenza non pare più così adeguato ad essere il capitano. Troppi silenzi quando tutti si aspettavano che dicesse di essere felice di restare al Torino, gli infortuni che lo hanno tenuto lontano dal campo e inevitabilmente anche un po’ al margine nello spogliatoio, difficoltà a ritrovare la condizione che ne hanno pregiudicato le prestazioni, un’annata della squadra altalenante e forse anche un po’ di distacco inconscio dovuto alla possibilità che prima o poi andrà altrove a cercare gloria. Ecco che oggi la fascia da capitano sembra essere diventata “pesante” per Belotti, non è dato sapere se lui la pensi così, ma questa è la sensazione che si ha all’esterno.

A quattro giornate dalla fine del campionato non avrebbe senso cambiare capitano, poi, però andranno fatte valutazioni molto ponderate e a farle per primo dovrà essere Belotti, per il suo bene e per quello del Torino. Non ci sono dubbi che il Toro meriti di avere un capitano adeguato e non averlo è il primo passo verso la mancata rinascita per diventare una squadra che va oltre la tranquillità anonima della metà classifica.