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Rodriguez, crollo verticale: cinque anni fa valeva quasi il decuplo

di Claudio Colla

Approdato a Torino per ricoprire i gradi di titolare, dopo un triennio incompleto (concluso col prestito al PSV Eindhoven, in pieno lockdown, che ha significato per lui mesi di inattività agonistica) e, nel complesso, piuttosto deludente, Ricardo Rodriguez, finora, non si è decisamente rivelato all'altezza delle aspettative inizialmente riposte nel suo arrivo. Se infatti, come appena evidenziato, il suo percorso nel calcio italiano lo ha visto perdere quota rispetto allo status acquisito lungo i suoi anni al Wolfsburg, il nazionale svizzero (di origine cilena), nell'immaginario comune, avrebbe conferito alla squadra, come minimo, una maggior caratura internazionale, forte dei suoi trascorsi.

Ventinove anni da compiere, il prossimo 25 agosto, Rodriguez, al Toro da ormai quasi sei mesi, ha dovuto iniziare il campionato, suo malgrado, da indisponibile, debuttando, con 41 minuti disputati nella ripresa, nella vittoria esterna conseguita contro il Genoa, lo scorso 4 novembre. Come terzino sinistro, nel 4-3-1-2 di Giampaolo, e successivamente nel raffazzonato 3-5-2 dello stesso, occasionalmente anche come terzo in difesa, ha reso positivamente, pur senza brillare, in una manciata di occasioni: Sassuolo, Napoli, Parma, le prestazioni migliori. Per il resto, stesse difficoltà incontrate nei suoi anni rossoneri, tra Gattuso e lo stesso tecnico giuliese. Con Nicola, finora, solo la gara di debutto dello stratega lusernese, sul terreno del Benevento. Successivamente, proprio come terzo in difesa, gli sono stati preferiti prima Buongiorno, poi Bremer, con Ansaldi saldo nella posizione di titolare sulla mancina.

Rodriguez, dunque, ancora nel fiore degli anni per un atleta - per quanto, con i trenta in avvicinamento, il riciclaggio definitivo come "mezzo difensore centrale da assetto a tre" rischi di diventare più necessità che scelta, - si trova a fronteggiare un crollo verticale in termini di status, e, di conseguenza, sotto il profilo del valore di mercato. Per Transfermarkt.de, il nativo zurighese è infatti passato, in cinque anni esatti, dall'essere uno tra i laterali sinistri più richiesti in Europa, al culmine della sua esperienza in maglia Wolfsburg (biennio 2014-16), con tante big europee sulle sue tracce (fu sondato all'epoca da Chelsea, Bayern Monaco, Real Madrid, e Manchester United), con un valore stimato per 28 milioni di euro, a un cartellino costato al Toro, sei mesi fa, appena tre milioni, cifra confermata dall'autorevole sito teutonico. Contratto valido fino al giugno 2024, è evidente che Rodriguez, stando così le cose, potrebbe persino accontentarsi di un posto, almeno inizialmente, da comprimario, nell'organico granata; a patto naturalmente che la salvezza arrivi, e compatibilmente con eventuali nuovi (dando per scontato che Murru parta, e che Ansaldi rimanga). Senza contare che la prossima, ove l'elvetico resti sotto la Mole, potrebbe essere la stagione chiave per la sua definitiva "conversione" in difensore, specie ove a salutare fosse il richiestissimo Bremer.


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