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Torino arbitro dello scudetto. E Longo torna al 3-5-2

di Emanuele Pastorella

Scudetto e salvezza nel giro di pochissimo: in due partite e in cinque giorni, il Torino può indirizzare le due corse più appassionanti di questo campionato. Perché dovrà pensare innanzitutto a se stesso, cercando di non avvicinarsi ulteriormente alla zona rossa e, al massimo, puntare ad allontanarsi ancora di più; poi, sullo sfondo, sarà anche arbitro del tricolore. Oggi la Lazio, sabato la Juventus, la formazione di Moreno Longo si troverà di fronte alle due corazzate della serie A. E, se si vuole guardare un po' più in là, si può anche arrivare al prossimo 13 luglio, quando Belotti e compagni saranno di scena a San Siro contro l'Inter dopo aver ospitato il Brescia.

E' questo il menù delle prossime due settimane che aspetta i granata, reduci dal fragoroso tonfo di Cagliari. Sono caduti sul più bello, quando il peggio sembrava ormai alle spalle grazie ai 4 punti conquistati tra Parma e Udinese, e invece ci sarà ancora da soffrire. E pure da tremare, perché andare a fare punti con le prime tre della classifica non sarà sicuramente una missione semplice. Eppure il Toro ha estremo bisogno di ossigeno, sei lunghezze dalla terzultima non permettono di stare tranquilli.

Longo cercherà almeno un pareggio contro la Lazio, la formazione che ha in mente di schierare lo conferma: dovrebbe piazzarsi a specchio rispetto al collega Simone Inzaghi, quindi tornare al 3-5-2. Senza Zaza, però, bensì con Verdi, che tornerà a fare coppia con Belotti per la prima volta dopo la ripresa del campionato. Turno di riposo per gli esterni Edera e Berenguer, anche perché servono ancora più muscoli in mediana: Meité, Rincon e Lukic, Longo potrebbe pensare di schierarli tutti e tre insieme, nonostante siano gli unici centrocampisti a disposizione (Baselli infortunato, le altre pedine arrivano dalla Primavera) e due di questi siano diffidati (il venezuelano e il serbo) quindi a rischio per il derby. Ma la prima partita è sempre la più importante: testa solo alla Lazio, guai a pensare alla Juve. Anche perché la salvezza è ancora tutta da conquistare.