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Torino, avanti tutta su Giampaolo: perso Juric, ha scavalcato la concorrenza

di Emanuele Pastorella

"Fossi il presidente Cairo, scommetterei su Longo per il prossimo anno" diceva lo stesso tecnico granata dopo il 2-3 dell’Olimpico Grande Torino subito dalla Roma, la ventesima sconfitta stagionale a una giornata dalla fine e la nona in 15 apparizioni per lui. Un ruolino di marcia che non sarà sufficiente per meritarsi la conferma: il presidente Cairo e il ds Vagnati si stanno guardando intorno, la nomina del nuovo allenatore potrebbe arrivare già durante la prossima settimana. Anche perché non c’è tempo da perdere, salvo cambiamenti la nuova stagione comincerà poco più di un mese dopo la chiusura di questo campionato e c’è da rivoltare la squadra. La dirigenza del club di via Arcivescovado aveva già una prima scelta: era Ivan Juric, alla guida della rivelazione Hellas Verona, individuato come il profilo ideale per la ripartenza granata. Invece ha rinnovato con gli scaligeri, costringendo Toro e Fiorentina, le due società che lo avevano cercato con più insistenza, a virare su altri obiettivi. I viola hanno confermato Beppe Iachini, i granata sono sempre più in pressing su Marco Giampaolo: silurato dal Milan dopo quattro sconfitte nelle prime sette giornate, ora cerca una piazza da cui ripartire. Ha già indicazioni per il mercato, volendo cinque fedelissimi in rosa, ma al momento resta legato al club rossonero. Ha ancora un anno di contratto, ballano circa due milioni di euro. Non una cifra insormontabile, appena superato l’ostacolo potrà prendere la strada per Torino ma intanto da via Arcivescovado mantengono in caldo possibili alternative. Su tutte c’è Eusebio Di Francesco, senza dimenticare Leonardo Semplici e Rolando Maran. E’ questa, salvo sorprese incredibili, la rosa di nomi sul tavolo di Cairo e Vagnati in vista del nuovo allenatore del Toro 2020/2021. Poi si penserà alla squadra, tra big in odore di cessione come Izzo, Nkoulou e Sirigu e giovani in rampa di lancio: Longo ha individuato in Bremer e Lukic i giocatori dai quali ripartire, ma contro la Roma è stata la grande notte di Singo. Un gol all’esordio da titolare, il primo in A, e la candidatura a ricevere l’eredità di De Silvestri, in scadenza e destinato a riabbracciare Mihajlovic a Bologna.


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