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Toro, cambio di filosofia: almeno due giocatori per ruolo

di Federico Danesi

Walter Mazzarri e Maurizio Sarri, che presto potrebbero ritrovarsi da avversari sulle due panchine torinesi, hanno filosofie di gioco e schemi diversi, in alcuni particolari anche decisamente, ma sono simili in un aspetto non di poco conto. Potessero, ridurrebbero la rosa a 15-16 giocatori al massimo, mandando in campo più o meno sempre gli stessi. Un lusso che entra,bi in realtà non si possono permettere e per il Toro lo diciamo adesso che ancora non sappiamo quali sono le decisioni dell'Uefa sulla presenza o meno del Milan in Europa League. Ma che i granata debbano o meno giocare anche le coppe, oltre alla Serie A e alla Coppa Italia, cambia in realtà poco. Numeri alla mano, nella stagione appena conclusa ci sono giocatori a dir poco usurati, anche se hanno retto bene. La matematica in fondo è semplice: se si giocassero effettivamente 90 minuti a partita, per 38 giornate, il massimo sarebbe 3420 minuti in campo. Andrea Belotti in 37 presenze ne ha messi insieme 3545, Armando Izzo con le stesse partite è arrivato a 3518, Salvatore Sirigu e Nicolas N'Koulou in 36 gare sono arrivati a 3413 e 3454. Troppo anche per dei professionisti seri e allenati come loro. E allora la soluzione è una sola: se è sacrosanto dare delle gerarchie e farle capire a tutti, nel calcio di oggi anche il Toro non può permettersi di avere pochi ricambi. É soprattutto su questo che giostra il prossimo mercato, avere la possibilità di due reali giocatori per ruolo, ché tra infortuni e scelte tecniche nell'ultima stagione non è quasi mai successo.


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