Vittoria ma prestazione negativa. D'Aversa deve evitare il finale di stagione che costò il posto a Vanoli
Vincere serve per la classifica, e il succeso di ieri contro il Pisa ha quasi meso una pietra tombale sulla salvezza della formazone granata. E' abbastanza chiaro come le cose siano cambiate con l'avvicendamento in panchina, più per il ritrovamento delle motivazioni di un gruppo che stava andando sempre più verso il baratro, che per l'arrivo di Roberto D'Aversa. Tuttavia, nelle cinque partite disputate, considerando che due sono state giocate contro Napoli e Milan, poi perse di misura, questo Toro ha conquistato la bellezza di nove punti, che potrebbero anche divenire dodici in sei partite, vale a dire una media europea, qualora arrivasse il successo in casa nella prossima giornata che opporrà i granata al Verona. Questo è un fatto. C'è un però, e non può essere ignorato, memori di quanto accaduto solamente una stagione fa con Paolo Vanoli: D'Aversa si gioca il rinnovo, e la partita di ieri contro i toscani, per quanto positiva ai fini del risultato, è un campanello d'allarme da non sottovalutare. Aver praticamente raggiunto la salvezza, pur non matematicamente, non deve essere una scusa per staccare la spina e cominciare a regalare punti a chi ne ha più bisogno. Si tratta del motivo, o almeno uno dei motivi, dell'allontanamento di Vanoli. Dovrà essere bravo l'attuale tecnico a impedirlo per evitare di buttare via quanto di buono fatto fino a qui. Se non sarà così, l prossima stagione, questo è certo, avrà un nuovo cambio alla guida tecnica.