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Lazio, Simone Inzaghi distratto dal valzer-panchine: ora c'è anche il Milan

di Claudio Colla
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Sostituito da Marco Parolo in sala stampa ieri sera, per Simone Inzaghi quello del Grande Torino potrebbe essere il canto del cigno alla guida della Lazio. Due trofei vinti (Supercoppa Italiana 2017 e, meno di una settimana fa, Coppa Italia 2018/19) in poco più di tre anni, traguardo non male considerato il momento storico, caratterizzato dal dominio in lungo e in largo, quanto meno a livello nazionale, della Juventus; una media di vittorie complessiva, coppe incluse, vicina al 53%, partendo da quell'aprile 2016, in cui, promosso dai ranghi della Primavera a caretaker della prima squadra, prese il posto di Stefano Pioli. Per poi tornare in sella nel corso dell'estate, dopo la controversa vicenda Bielsa. Ora Inzaghi junior potrebbe essere il prossimo tecnico della Juventus, qualora per il club bianconero fosse impossibile tramutare in realtà uno dei sogni dalla Premier (Guardiola o Pochettino), e si preferisse in definitiva puntare sull'apertura di un ciclo guidato da un tecnico emergente, anziché affidare la squadra a nomi di maggior esperienza, come Deschamps o Sarri. Un rischio non indifferente, considerata l'inesperienza di Inzaghi alla guida di un top club, e tenendo conto del fatto che l'anno prossimo sarà con ogni probabilità già l'ultimo di Cristiano Ronaldo in bianconero. Ma, stando a quanto riferito da Domenico Marocchino, ex-calciatore bianconero e opinionista di lungo corso, ai microfoni di RAI Sport, il tecnico biancoceleste sarebbe invece un candidato forte per il Milan. Ipotizzabile una sponsorizzazione da parte del fratello Pippo, leggenda rossonera che però da allenatore fallì (2014/15, non aiutato da un momento abissalmente negativo dal punto di vista societario), l'abbinamento, al di là delle indiscrezioni relative a una risalita delle quotazioni relative alla permanenza di Rino Gattuso, e al di là dei rumours sui due incontri già avvenuti tra Inzaghi e i vertici bianconeri, appare piuttosto plausibile. Per quanto, a sparigliare il mazzo, potrebbe essere Maurizio Sarri: decisiva la finale di Europa League del suo Chelsea contro l'Arsenal, in programma mercoledì 29 maggio, che dovrebbe decretarne la partenza o meno da Stamford Bridge.


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