ESCLUSIVA TG – Pratali: “Non rinuncerei mai a Falque perché aumenta la qualità della squadra”

26.12.2018 07:00 di  Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Francesco Pratali
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Francesco Pratali
© foto di Luigi Gasia/TuttoJuveStabia.it

Francesco Pratali è stato intervistato in esclusiva per TorinoGranata.it. Pratali ha giocato nel Torino dal 2008 al 30 gennaio 2010 e poi nelle stagioni 2010-2011 e 2011-2012, ma è cresciuto nelle giovanili dell’Empoli dove ha militato a più riprese 1996-1998, 2001-2008 e 2012-2014, attualmente è un agente di calciatori e collabora con Nicola Amoruso. Con lui abbiamo parlato della partita di questa sera tra le sue ex squadre e del prossimo mercato dei granata.

Il Torino arriva dal pareggio, con altro torto arbitrale, con il Sassuolo e l’Empoli dalla sconfitta con la Sampdoria, come vede questa partita?

“A prescindere dai risultati dell’ultimo turno di campionato vedo due squadre in crescita perché prima l’Empoli arrivava da una serie di risultati positivi grazie e Iachini che aveva dato equilibrio a una squadra che giocava bene, ma che prendeva un po’ troppe imbarcate e concedeva un po’ troppo agli avversari. Quindi, a parte nella gara con la Sampdoria, ho visto un Empoli molto più quadrato rispetto a prima dell’arrivo di Iachini, magari meno bello rispetto a quando a guidare la squadra c’era Andreazzoli, ma più solido.
Il Torino nelle partite precedenti l’avevo visto veramente bene e anche nel derby avrebbe meritato di vincere o per lo meno di fare risultato e obiettivamente ci sarebbe riuscito se almeno uno dei due episodi incriminati fosse stato rivisto dall’arbitro su segnalazione del Var. Secondo me, sono stati due errori abbastanza gravi, ma non tanto l’errore sul campo bensì quello di non aver rivisto le immagini e il problema non è che il Var non funziona, ma il modo in cui è oppure non è utilizzato. Io fossi al Var o fossi l’arbitro rivedrei sempre un episodio dubbio, soprattutto, gli addetti al Var dovrebbero avvertire l’arbitro di andare a rivedere ciò che è accaduto nel monitor a bordo campo. Sinceramente è brutto ciò che è accaduto ai danni del Torino”.

Il Torino finora nelle partite in casa ha fatto meno bene che in quelle in trasferta dov’è imbattuto. Affrontare l’Empoli al Grande Torino non sarà quindi un aiuto, ma una sorta di ostacolo poiché disputerà la gara nel proprio stadio?

“Forse sì, perché quando gioca in casa si pretende una squadra sbarazzina e che giochi all’arrembaggio, mentre in trasferta può giocare con maggiore prudenza e magari così riesce a colpire di più di rimessa. In casa dovendo fare la partita può essere che faccia più fatica. Spesso, però, contano anche gli episodi e il Torino ultimamente non è stato fortunato e gli episodi gli si sono rivoltati contro. Quando un episodio potrebbe diventare positivo e non lo diventa capita che condizioni il resto della partita”.

Per lei che anche per ragioni geografiche ha la possibilità di osservare più da vicino l’Empoli, qual è il punto di forza della squadra di Iachini?

“Sicuramente Caputo sta facendo bene e ha sorpreso anche me perché ha un rendimento che lo colloca fra i primi tre o quattro attaccanti della serie A e non è assolutamente poco. L’Empoli ha anche tanti giocatori di qualità come, ad esempio, Krunic, Zajc e Traorè che è un ragazzino del 2000 e sta facendo molto bene. La qualità non manca all’Empoli, mancava un po’ di solidità che è riuscita a dargli Iachini”.

Il Torino ha un rendimento a corrente alternata e anche con il Sassuolo ha approcciato non bene e subito il gol nel finale che, forse, con un po’ più d’attenzione si poteva evitare. Da difensore come analizza queste situazioni?

“Si tratta di errori individuali e posso dire che i difensori granata stanno facendo benissimo, infatti, se ci fosse stato uno dei tre difensori al posto di Rincon Brignola non avrebbe segnato. Izzo, N’Koulou e Djidji sono tre difensori che hanno qualità importanti e, come ho detto, stanno facendo bene. Il Torino ha subito alcuni gol per disattenzioni individuali, ma ultimamente, a mio parere, non si possono colpevolizzare i difensori perché hanno il rendimento più alto di tutta la rosa”.

Anche a gol realizzati i granata non eccellono. Con il Sassuolo Belotti è tornato a segnare su azione, però, tra lui, Falque e Zaza finora ne hanno segnati nove, un bottino un po’ scarso tenuto conto del loro potenziale non crede?

“In effetti, da questi tre giocatori ci si aspetta qualche cosa di più poiché hanno già fatto vedere che cosa possono fare. Personalmente io non rinuncerei mai a un giocatore come Iago Falque perché è uno di quegli attaccanti che può segnare o mettere i compagni nella condizione di fare gol, è il classico calciatore che innalza la qualità della squadra, chiaramente è un mio punto di vista. Zaza e Belotti, più o meno, hanno le stesse caratteristiche, mentre Falque fa un po’ da raccordo fra i centrocampisti e la punta e, come dicevo, può con una giocata importante fare gol o l’assist, invece, gli altri due sono più finalizzatori e hanno meno caratteristiche per impostare la manovra offensiva”.

Il girone d’andata è alle battute finali, quindi si può fare un primo bilancio per cui il Torino può lottare seriamente per un posto in Europa League e l’Empoli riuscirà a stare fuori dalla lotta per non retrocedere?

“Per entrambe le squadre sono obiettivi importanti e se il Torino andrà in Europa League vorrà dire che avrà fatto un grandissimo campionato così come se l’Empoli si salverà. Facendo un grande girone di ritorno sono obiettivi raggiungibili tenuto conto delle squadre che concorrono a questi stessi obiettivi. Secondo me, la squadra che andrà di sicuro in Europa League è l’Atalanta, che a parte sabato, è la formazione che sta giocando meglio di tutte e di conseguenza, come dicevo, il Toro dovrà disputare un girone di ritorno importante perché sulla cara ci sono sei-sette squadre più forti di lui, ma ha già dimostrato qualche hanno fa che andando oltre le aspettative riuscì a qualificarsi. Dovrà fare qualche cosa d’importante per arrivare fra le prime sei-sette perché guardando la rosa non è appunto fra le prime sei-sette”.

Nel mercato di gennaio il Torino potrebbe agire con il fine di migliorare la rosa?

“A gennaio è difficile trovare i giocatori che possono alzare il livello di una rosa, ma sicuramente se capiterà l’opportunità Cairo saprà sfruttarla. Vedo il Torino abbastanza completo in tutti i reparti, ma forse manca il Ljajic della situazione, un giocatore che abbia le sue caratteristiche e che entrando a partita in corso a mezzora dalla fine possa cambiare la partita in positivo facendo la differenza. Per il resto in estate è stata allestita un’ottima squadra, anche con calciatori che conoscevo poco, come Meïté e Ola Aina che stanno facendo bene, quindi, bisogna fare i complimenti al direttore sportivo Petrachi e alla società che hanno saputo cogliere delle opportunità”.

A giovani come Parigini e Edera consiglierebbe di restare oppure di andare altrove in prestito per giocare di più e fare meno panchina?

“Parigini un po’ di spazio l’ha avuto e ha sfruttato le occasioni anche bene per cui fossi in lui prima di lasciare il Torino ci penserei, mentre per quel che riguarda Edera forse potrebbe prendere in considerazione l’idea di andare se avesse la possibilità di giocare di più. Ho visto anche la Primavera e Millico è un ragazzo che in futuro potrà fare bene anche in prima squadra e a livello Nazionale fra quelli della sua età è uno tra i tre più forti”.

Mazzarri, quindi, avesse bisogno di un attaccante potrebbe prelevarlo dalla Primavera?

“In Italia in generale ci vorrebbe un po’ più di coraggio nel lanciare i giovani in prima squadra come fanno all’estero, ma da noi è più difficile, anche se ogni tanto capita. Io se mi trovassi nella cosiddetta terra di nessuno un po’ di spazio a Millico lo darei perché obiettivamente sta facendo bene”.

Soriano che finora non ha convinto forse dovrebbe andare via?

“Sono scelte che devono fare il giocatore e la società, è una situazione che non conosco, quindi, preferisco non pronunciarmi”.