Giorgio Micheletti: «Torino-Fiorentina? Può consistere in una “sliding door” per entrambe»

di Giuseppe Livraghi
Fonte: Giuseppe Livraghi
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Il primo incontro del nuovo anno oppone, nel contesto degli ottavi di finale di Coppa Italia, il Toro alla Fiorentina. Per un commento su tale incontro abbiamo intervistato Giorgio Micheletti, volto noto del giornalismo sportivo, attualmente in forza a “Toscana TV” ed ottimo conoscitore dei viola.

Questo impegno di Coppa Italia può già dirsi un importante esame per entrambe le compagini?

«Credo che questo incontro sia sì importante, ma non solo e non soltanto per la partita in sé stessa. Infatti, anche avanzando nella competizione, credo sarà molto difficile che uno dei due club riesca ad aggiudicarsi la competizione. Più che altro, la partita è importante per ciò che può causare, per le sue conseguenze».

In che senso?

«Nel senso che la squadra che verrà eliminata andrà incontro ad una settimana di critiche. E, visto che la ripresa del campionato vedrà il Torino impegnato a Roma coi giallo-rossi e la Fiorentina in casa con la Sampdoria, ecco che tutto diventa molto più chiaro».

Una partita che, nel suo piccolo, può quindi consistere (magari per entrambe) in una sorta di quelle “sliding doors” rese famose dal film del 1998? Un incontro importante sì per ciò che conta, ma anche (se non soprattutto) per il dopo?

«Sì, sostanzialmente è così».

Il Torino sta ancora aspettando il miglior Zaza: finora l'attaccante proveniente dal Valencia ha realizzato una sola rete.

«Anche per lui questa gara potrebbe essere una “sliding door”: qualora si sbloccasse, per lui inizierebbe una nuova stagione».

Cosa si aspetta, in generale, da questa partita? Come la “vede”?

«Vedo un Torino leggermente favorito, non solo per il fatto di giocare in casa (potendo contare sui suoi grandi sostenitori), ma perché è rimasto sostanzialmente inalterato rispetto a prima della sosta, mentre la Fiorentina ha visto l'arrivo di Muriel, che dovrà ovviamente ancora inserirsi. È vero che i viola possono contare su elementi “non codificati” (nel senso che, col loro estro, possono risolvere la partita) quali Veretout e Chiesa, ma è altrettanto vero che il Toro, da classica squadra di Mazzarri, lascia poco spazio di manovra. Sarà magari non bello a vedersi, ma il Torino “mazzarriano” è una squadra solida, compatta. E, visto che potranno anche contare sul fattore campo, penso che i granata abbiano più possibilità di passare il turno».

Con quali percentuali? Così, a mo' di gioco...

«Diciamo un Torino leggermente favorito, quindi 55%. Mi aspetto, comunque, una partita equilibrata, difficilissima. Magari non bella, ma equilibrata sì».


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