Toro ultimo. Che tristezza !

23.09.2014 11:22 di  Marina Beccuti   vedi letture
Fonte: Flavio Bacile per TorinoGranata twitter @ flavio_bacile
Toro ultimo. Che tristezza !
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© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport

E’ triste vedere il Toro relegato nell’ultima posizione della classifica, anche se siamo alla terza di campionato, c’è poco da fare, si può dire tutto e il contrario di tutto, ma la malinconia resta, speriamo vada meglio, ma il presente è questo, e non è solo cronaca stretta.

Contro il Verona, il Toro ha regalato un buon secondo tempo, la squadra scaligera ha colpito nel momento migliore dei granata, con il suo unico tiro della ripresa, tutto vero. Non è giusto però dimenticare il brutto primo tempo dei granata, con il Verona pericoloso in tre occasioni, Lazaros, Tachtsidis, e il palo di Gomez a Padelli ormai battuto. Unico tiro dei granata nel primo tempo, una staffilata di Bovo dai trenta metri uscita fuori di poco. Insomma se è vero che il Toro meritava la vittoria nella ripresa, si può dire tranquillamente che la meritava il Verona nel primo. Il pareggio sarebbe stato più giusto, me se non segni, è difficile.

Questa mi sembra l’analisi più corretta del match.

Devo però, per forza di cose, mettere l’accento su un paio di concetti. Il primo, una società di calcio, qualsiasi essa sia, parliamo di professionismo, non può farsi sorprendere dalla partenza di un giocatore, fosse anche all’ultimo giorno di mercato. Per essere più preciso, l’alternativa a Cerci non può essere presa all’ultimo momento (leggere dichiarazioni di Ventura a SkySport), anche perché partiva il talento più puro dei granata, e di certo i contratti, specialmente quelli più onerosi, non si definiscono all’ultimo minuto. Quanto poi a Barreto, nessuno mette in dubbio che sia un giocatore di grande spessore tecnico, l’unico problema, forse il più serio, che a Torino non l’ha ancora dimostrato.

Va bene che il tifo, specialmente quello per il Toro, assomiglia spesso ad una “fede”, ma il dogma ancora non esiste, ognuno ragiona, fortunatamente, con il proprio cervello, vede e giudica.

Quanto ai fischi a Larrondo, ovvio che un giocatore che entra non andrebbe mai fischiato ma, a parer mio, il giocatore paga il fatto di essersi trovato proiettato, da quinta punta, dopo Immobile, Cerci, Meggiorini e Barreto, a punta titolare, nelle prime partite, e primo cambio dopo l’arrivo di Amauri, senza che nessuno spendesse due parole a conforto del giocatore. Dopo una stagione, vuoi anche per l’infortunio, che lo ha visto in campo solo cinque volte. Insomma se qualcuno domani ci dice, magari proprio il tecnico, che c’è grande stima nelle capacità tecniche di Larrondo, ci si aspetta una grande stagione da lui, tanto da chiedere alla tifoseria, almeno a chi paga il biglietto di ingresso allo stadio, di avere pazienza, tutto cambia.

Tornando alla partita, personalmente mi ha pochissimo convinto la prova di Vives, quella di Molinaro, Padelli, El Kaddouri, Amauri, Darmian, Quagliarella. Sette su undici. Quanto a Quagliarella, continua a pensare, e questo si è visto in modo particolare nel primo tempo, che è un delitto farlo giocare cosi lontano dalla porta, non mi sembra, infatti, abbia le caratteristiche giuste, potrei sbagliare è ovvio, per farsi trenta metri di campo ed andare poi al tiro. Tecnicamente è il migliore che abbiamo in attacco, su questo non c’è il minimo dubbio, metterlo nelle condizioni ideali per colpire, dovrebbe essere una priorità. Meglio nella ripresa, dove ha giocato più vicino alla porta, e forse è stato sostituito nel suo momento migliore.

Lascia invece basiti il passo indietro fatto da molti calciatori, rispetto alla passata stagione, la difesa si fa sorprendere, a Genova su una ripartenza da centrocampo, e contro il Verona, errore prima di Molinaro e di Padelli sul gol di Ionita, in un’azione che non è parsa irresistibile. Insomma la difesa che era uno dei punti forti di questa squadra, appare adesso in difficoltà. Quanto a Vives ed El Kaddouri, e quindi al centrocampo, oltre alla difficoltà, non proprio nuova, a costruire gioco, mi sembra si sia persa quella capacità di fare filtro e di dare una mano alla difesa, che aveva fatto la differenza in tante partite.

Ora ci aspetta una partita difficilissima, quella contro il Cagliari, che viene da due sconfitte, partita da non sottovalutare per i risvolti psicologici che potrebbe avere sul proseguimento del campionato. Un pareggio a parer mio potrebbe anche non bastare, perché non solo ci si aspetta il gol, uno zero a zero solleverebbe ulteriori critiche, ma anche una prestazione maiuscola. Vero è che Cagliari raramente ci porta bene, e che se una vittoria dirada tante nubi, una sconfitta, prima di Torino-Fiorentina, alimenterebbe un fuoco quasi impossibile da spegnere.